Maradona e Rivellino: perché Dieguito idolatrava il “Re dell’Elastico” brasiliano
In questa Maradoneide, Darwin Pastorin racconta l’ammirazione sconfinata di Diego Armando Maradona per Roberto Rivellino, il fuoriclasse brasiliano soprannominato il “Re dell’Elastico”. Dalle punizioni devastanti al celebre dribbling che avrebbe ispirato generazioni di campioni, Rivellino rappresentò per Dieguito il modello perfetto di fantasia, tecnica e libertà calcistica. Un ritratto affettuoso che illumina uno degli idoli meno conosciuti del Pibe de...
Kansas City abbraccia la comunità transgender
La green card della settimana va alla tifoseria del Kansas City Current, che si è schierata a sostegno della comunità transgender.
Giro d’Italia, un copione senza suspense: Vingegaard domina, l’Italia si aggrappa a Milan
Il danese vince senza mai dare l'impressione di poter perdere. Pelizzari affonda, Jonathan Milan salva il bilancio azzurro nell'ultimo atto. Tra le poche note liete anche Piganzoli, gregario prezioso di un ciclismo italiano che continua a cercare un leader
De Bruyne, il talento disadattato al sistema: il problema si vedeva già a settembre
Le dichiarazioni contro Conte e la replica di Stellini hanno soltanto reso esplicito ciò che era già evidente da mesi. Nelle organizzazioni il problema non nasce quando arriva il conflitto pubblico, ma quando una risorsa di talento non riesce a integrarsi nella cultura del gruppo. E i primi segnali, nel caso De Bruyne, si erano già visti a settembre.
Heysel, il tragico tunnel dal quale non riusciamo a uscire
Per la rubrica "L'angolo del Beck", Roberto Beccantini torna su una delle pagine più dolorose della storia del calcio europeo: la tragedia dell'Heysel. A quarant'anni di distanza, il ricordo delle 39 vittime non è soltanto un dovere della memoria, ma un monito contro la violenza e l'odio che continuano ad affiorare dentro e fuori gli stadi. Un viaggio per comprendere...
6 giugno, una data speciale per Giuseppe Saronni
Dalle imprese al Giro d'Italia ai duelli con Francesco Moser, il ricordo di una stagione che cambiò il ciclismo italiano
Luigi Marchisio, il ragazzo che conquistò il Giro
Nato nella terra di Gerbi, diventò il più giovane padrone della corsa rosa. Poi il destino gli chiese di scendere troppo presto dalla bicicletta
Montréal torna a emozionarci. Antonelli e Russell riportano al centro il racing puro
A Montréal la Formula 1 riscopre la sua anima più autentica. Finalmente Russel e Antonelli emozionano con un duello vero con ruotate a gogò. È uno scontro tosto, ma leale. Finalmente in questa gara l’istinto e la passione sono centrali, e regalano emozioni sincere ricordandoci che il motorsport vive soprattutto grazie alle sfide messe in atto sul rettilineo.
Oropa 1999, l’ultima favola di Pantani
La montagna, la catena spezzata, la rincorsa impossibile: quel giorno Marco Pantani sembrò più forte persino del destino
Coppi, un solo uomo davanti al mondo
Cuneo–Pinerolo 1949: il giorno in cui la montagna diventò silenzio e il ciclismo si trasformò nel mito di Fausto Coppi
Dal vincitore (Italiano) al vincente (Allegri): il Napoli sceglie la continuita’
Dopo l’illusione del calcio romantico e delle vittorie episodiche, il Napoli sembra voler dare continuità a una cultura manageriale fondata su metodo, disciplina e risultati ripetibili. Perché vincere una volta può essere un’impresa. Continuare a farlo è cultura.
Monte Bondone, la tappa che divorò il Giro
Monte Bondone 1956: neve, gelo e sopravvivenza nella giornata in cui il ciclismo perse la sua misura umana
Varsavia 1982, il formidabile inganno del calcio nella Polonia della legge marziale
Nelle sue insolite coordinate, Luigi Guelpa racconta un pomeriggio immaginario nella Varsavia della Polonia di Jaruzelski, dove Grzegorz Lato e padre Popieluszko cercano una fragile tregua tra regime e Solidarnosc durante il Mondiale di Spagna.
Il crepuscolare Gozzano, l’angelo smarrito Mané e Dieguito come Borges
In questa maradoneide, Darwin Pastorin intreccia la poesia crepuscolare di Guido Gozzano con il calcio romantico di Garrincha e Maradona, trasformando il declino del football moderno in una malinconica riflessione letteraria sul talento, la nostalgia e le occasioni perdute.
