Da Montjuïc al Grand Départ: quando Barcellona riannoda il filo della storia di Felice Gimondi

La città catalana inaugura il Tour de France 2026 riportando alla memoria il Mondiale del 1973, il giorno in cui il campione bergamasco conquistò l'iride contro i giganti della sua epoca e aprì simbolicamente una nuova stagione del ciclismo italiano

Articolo di Mario Bocchio05/07/2026

Barcellona torna a parlare la lingua del ciclismo. Se nel 2026 le sue strade accolgono la partenza del Tour de France, poco più di cinquant’anni prima furono il palcoscenico di una delle imprese più memorabili dello sport italiano. Sul duro circuito del Montjuïc, tra un caldo soffocante e una folla immensa, Felice Gimondi scrisse una pagina destinata a diventare leggenda.

Quel successo non fu soltanto la conquista di una maglia iridata. Fu la vittoria di un campione che, dopo anni trascorsi a inseguire il fenomeno Eddy Merckx, riuscì finalmente a piegare il destino proprio nel giorno più importante. Alle sue spalle finirono Freddy Maertens, Luis Ocaña e lo stesso Cannibale: un ordine d’arrivo che ancora oggi restituisce la grandezza di quella sfida.

Il Mondiale catalano rappresentò anche un momento di svolta per il ciclismo italiano. Mentre molti protagonisti dell’epoca d’oro stavano uscendo di scena, alle spalle di Gimondi iniziavano ad affacciarsi giovani destinati a segnare il decennio successivo, da Francesco Moser a Giovanni Battaglin fino a Giovan Battista Baronchelli. Il campione di Sedrina rimase il punto di riferimento capace di unire due generazioni, continuando a vincere anche quando il vento del cambiamento soffiava già forte.

Per questo il ritorno della Grande Boucle a Barcellona assume un significato che va oltre l’aspetto sportivo. Ogni pedalata lungo il Montjuïc richiama il ricordo di quella domenica del 1973, quando un corridore italiano seppe trasformare una giornata di sofferenza e coraggio in un capolavoro tattico. Alcune città custodiscono monumenti di pietra; Barcellona conserva anche un monumento fatto di biciclette, fatica e memoria. E il nome inciso più profondamente resta quello di Felice Gimondi.

Tour 2026: dopo la cronometro a squadre iniziale, il danese Jonas Vingegaard è la prima maglia gialla.

 

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