Bibliocalcio – I consigli per un’ottima lettura sportiva #3

Baresi

Tema della settimana:

“La razza in campo. Per una storia della rivoluzione nera nel calcio” di Mauro Valeri, EdUp edizioni (2005).

Con l’inizio del campionato e il ritorno degli spettatori sugli spalti sono tornati in auge (ahinoi) anche quei tifosi o pseudo tali che pensano bene di condire con una buona dose di razzismo la loro passione (sic!) per il football. L’episodio di Firenze, che ha visto protagonista ancora una volta un uomo vero come Kalidou Koulibaly, è l’ennesimo campanello d’allarme di un qualcosa che non va in Italia. Impossibile pertanto non segnalare il libro del compianto Mauro Valeri, uno che il tema del razzismo l’ha vissuto quasi sulla sua pelle (la moglie Aster è di origini etiopi). “La razza in campo” è una pietra miliare della letteratura calcistica antirazzista. Un saggio (di quasi 800 pagine!) che si avvale di ricerche non solo in ambito calcistico, ma anche storico e sociologico in modo da contestualizzare le vari fasi della “Rivoluzione Nera” che l’autore vuole porre in risalto. Nonostante il libro presti il fianco al passare del tempo, resta comunque una lettura indispensabile, anche perché dalla sua uscita ad oggi non si sono visti progressi sul tema. Koulibaly docet.

La razza in campo

Ultima uscita:

“Libero di sognare” di Franco Baresi, Feltrinelli (2021)

A distanza di ventisei anni dall’uscita della sua precedente autobiografia (“Un amore chiamato Milan” edito nel 1994), Franco Baresi, lo storico capitano del Milan pigliatutto, torna a raccontarsi, e lo fa partendo non da uno dei suoi infiniti successi, ma dal suo sfortunato errore dal dischetto al Mondiale americano del 1994. Ovviamente non c’è solo questo. Alla penna dell’amico Federico Tavola (a cui ha deciso di raccontare le sue confidenza), infatti, Baresi affida i ricordi della sua vita sportiva e non solo. Gli inizi di carriera, i successi col Milan, il rapporto con Sacchi ecc. Rileggere le gesta di uno dei difensori italiani più forti di sempre resta un’esperienza elettrizzante, soprattutto per chi ne ha sentito parlare ma non l’ha visto giocare.

Baresi

 

Uno sguardo al passato:

“Mundiale Gate” di Oliviero Beha, Roberto Chiodi, Pironti Editore (1984)

Nonostante sia passato un mese dalla scomparsa del celebre editore e libraio napoletano Tullio Pironti è doveroso rendergli omaggio, visto il contributo che ha dato all’intero settore dell’editoria italiana. Al netto di una mole enorme di libri (calcistici e non) dati alle stampe lo vogliamo ricordare con un titolo iconico, quel “Mundial gate” scritto a quattro mani da Oliviero Beha e Roberto Chiodi. Il libro fu il risultato di un’inchiesta condotta da due autori a proposito di una presunta combine nel Mondiale del 1982 tra l’Italia e il Camerun. Inizialmente avrebbe dovuto essere Feltrinelli a pubblicarlo, ma dopo aver posto il veto fu proprio Pironti a assumersi la responsabilità di instillare nel pubblico dei lettori il dubbio sulla limpidezza di un successo che aveva travolto tutti gli italiani. Il libro, ovviamente fuori catalogo, ancora oggi è uno dei volumi più ricercati tra i collezionisti,. Il suo contenuto però è possibile leggerlo anche nel volume sempre di Beha: “Trilogia della censura” edito da Avagliano nel 2005.

Mundial Gate

SportSud Book:

“Il Leone di Belo Horizonte” di Luis Vinicio (a cura di Paquito Catanzaro), Homo Scrivens, (2001)

Il mitico Luis Vinicio, affermato attaccante prima e allenatore visionario  poi, si racconta alla penna sapiente di Paquito Catanzaro. La sua vita, le prime esperienze in Brasile, il trasferimento in Italia, una carriera ricca di aneddoti culminata con la vittoria della classifica dei cannonieri. A seguire poi la sua lunga esperienza come allenatore, ruolo nel quale ha decisamente lasciato un segno nel calcio italiano. Sullo sfondo l’amore per Napoli e il Napoli, città che lo ha accolto e che ancora adesso lo ama. Un racconto romantico ma allo stesso tempo scanzonato. In appendice le testimonianze di giocatori e addetti ai lavori, dalle quali emerge un dato inequivocabile: Vinicio oltre ad essere stato un grande giocatore e un ottimo allenatore è stato prima di tutto un uomo vero e una brava persona.

Vinicio

Antonio Vespasiano (gruppo Facebook Bibliocalcio; sito Bibliocalcio.com)

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