Vincere serve anche per guadagnare

Lo scudetto ha un valore patrimoniale e la cessione del Milan dal fondo Elliott a quello RedBird per 1,3 miliardi di euro lo conferma.

Articolo di Vincenzo Imperatore01/06/2022

Lo scudetto ha un valore patrimoniale, la vendita del Milan ce lo conferma.

Se mai occorrevano prove per dimostrare (agli scettici e ai saputelli che fino a ieri non sapevano fare neppure la lettera o con il bicchiere e che ultimamente si sono riscoperti analisti di bilanci) che “vincere” serve a qualcosa, la cessione della proprietà del Milan dal fondo Elliott a quello RedBird di Gerry Cardinale per 1,3 miliardi di euro ce le ha fornite. Cinque anni e uno scudetto dopo, Elliott Management Corporation ha portato a casa una plusvalenza di circa un miliardo.

Volendo tracciare una cronistoria del rapporto fra Elliott e il Milan, bisogna tornare indietro a Li Yonghong. Ad aprile 2017, Elliot presta 303 milioni di euro per consentire all’imprenditore cinese di completare l’acquisto del club da Fininvest. Nel giro di un anno – arriviamo a luglio 2018 – il passaggio di mani: a seguito dell’inadempimento di Li Yonghong, il fondo statunitense comunica di aver assunto il controllo della società.

E per farlo capire ancora meglio ai tuttologi che, senza background di studi o esperienze professionali, passano dalle cronache di una partita all’analisi degli asset con la stessa facilità con cui, anche in questo caso senza competenze, confondono la leadership di un calciatore con la seniority (la banda dei “fantastici perdenti” è ricca di seniority ma totalmente assente di leadership), basta dire che nel 2020 l’enterprise value del Milan era solo di 526 milioni di euro! Meno della metà della valutazione della azienda fatta da RedBird per rilevarne la maggioranza.

Eppure negli ultimi 18 mesi non ci risulta che il Milan abbia costruito uno stadio nuovo o che abbia rivalutato il marchio come ha fatto il Napoli o l’Inter. Ha semplicemente vinto uno scudetto! Spendendo meno del Napoli ma meglio, molto meglio, del Napoli. E rivalutando calciatori giovani che ha fatto maturare e diventare vincenti affiancandoli con calciatori dotati di vera leadership.

E non dobbiamo dimenticare che anche RedBird è un fondo di private equity  focalizzato “sulla costruzione di società a rapido tasso di crescita con capitale flessibile e a lungo termine in collaborazione con la nostra rete di imprenditori e family office”. In pratica hanno un unico obiettivo: rivendere, guadagnandoci, in un arco di tempo non superiore a 10 anni.

In appena in tre anni il valore del patrimonio gestito di RedBird (fondata da Gerry Cardinale solo nel 2014) è passato da 1,5 a 6 miliardi e si appresta a salire velocemente a 11. Ha sviluppato una specializzazione nello sport, particolare che ha convinto Elliott: ha acquisito il 10 per cento di Fenway Sports Group (FSG), proprietario del Liverpool e dei Red Sox di baseball, e l’85% del club francese del Tolosa. Socio di LeBron James nell’entertainment, l’ad di RedBird lavora già con i campionati di football, basket e hockey, Nfl, Ncaa e Nhl, e ha fondato una nuova lega di football a otto, la XFL.

E voi credete ancora alle farneticazioni, populiste ma strumentali, del presidente De Laurentiis?

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