San Diego

Domenica Napoli vivrà la sua grande festa laica, ma sarà festa anche a Salerno per una non scontata permanenza in Serie A. Musica e cori.

Articolo di Luciano Scateni01/06/2023

©️ “NAPOLI” – FOTO MOSCA

“Scherza coi fanti… e lascia sta i santi”. Riferimento inequivocabile: la materia sacra è intoccabile e sul tema non è lecito scherzare. Il divieto, universalmente condiviso, lo è di più per chi non crede all’identità di defunti che in seconda vita abitano l’empireo, sede dei beati, che offrono generosamente, a chi lo merita, prodigi e miracolose guarigioni. E allora, è davvero difficile condividere l’obiettivo dell’estro creativo di Spadoni, pittore-teologo. In un’opera pittorica che echeggia il ‘600, interpreta in bilico tra sacro e profano un plastico te deum, un grazie al cielo mistico, per grazia ricevuta, per aver donato a un figlio prediletto un immenso talento di calciatore.

Nel quadro, esposto nel chiostro della basilica di Santa Maria della Sanità, l’artista marchigiano, fulminato sulla via della santificazione invocata dal popolo dipinto d’azzurro, mette al centro della raffigurazione il mitico ‘pibe de oro’, braccia rivolte al di là del cielo che conosciamo. Ai suoi piedi un gruppo di ‘apostoli’ osannanti, presumibilmente ultra del calcio. Il parroco della chiesa risponde ai commenti critici di osservatori perplessi sulla rappresentazione di san Maradona, ma assolve la contagiosa euforia di popolo per il mito dell’argentino napoletanizzato e sembra convinto che l’apologia del mitico Diego, esibita con discrezione nel chiostro della chiesa che opera per aggregare i ragazzi della Sanità e distoglierli da percorsi a rischio, sia una legittima e sana promozione per il difficile quartiere.

Non per caso (la ‘Repubblica’, ndr) Pasolini definì il calcio come l’ultima rappresentazione sacra del nostro tempo. “Non c’è da meravigliarsi se una edicola della città, dismessa e restaurata, ospiterà una gigantografia di Maradona, con tanto di ceri votivi e fiori rigorosamente azzurri.” Domenica, fra tre giorni, Napoli vivrà la sua grande festa laica, della città e a distanza di gran parte degli ottanta milioni di supporters sparsi in tutto il mondo, coinvolti grazie alle riprese televisive in diretta della Rai. Commenta Mazzarella, filosofo, ex deputato del Pd: “Elementi pagani e Chiesa sono incompatibili, disturbano. Ma poi, l’euforia per la vittoria dello scudetto non deve distogliere dalla consapevolezza della difficile realtà di Napoli. Il clima di festa durerà, ma non in eterno, i problemi restano, irrisolti”.

È festa anche a Salerno. Era tutt’altro che scontato chiudere il campionato con la certezza di un secondo round in Serie A. Traguardo raggiunto e appuntamento in piazza per ventimila tifosi granata, con il presidente Iervolino, l’allenatore, la squadra, le giovanili, la formazione femminile. Musica e cori.

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