BIBLIOCALCIO – I consigli per un’ottima lettura sportiva #22

BIBLIOCALCIO - I consigli per un'ottima lettura sportiva. Rubrica per Sport del Sud a cura di Antonio Vespasiano.

Bibliocalcio, consigli per un'ottima lettura sportiva
Articolo di Antonio Vespasiano02/03/2022

Tema della settimana:

“Marcelo Bielsa. Storia, aneddoti, metodologia, evoluzione tattica” di Carlo Pizzigoni, Damian Giovino, Filippo Lorenzon, Correre (2021)

È di qualche giorno fa la notizia, freneticamente rimbalzata sui social, dell’esonero di Marcelo Bielsa dal Leeds United, squadra che guidava dal 2018 e che aveva portato in Premier League dopo un’assenza di due anni. Nonostante “el loco” non abbia mai allenato in Italia (è stato vicino alla Lazio di Lotito salvo però non farsene più niente) riscuote comunque una certa fama tra tifosi e addetti ai lavori. Proprio su questo appeal, oltre ovviamente ai suoi successi sportivi e alle sue idee tattiche, si sono focalizzati gli autori del primo libro di una nuova collana, ideata e promossa dal mensile “Il Nuovo Calcio” sugli allenatori che hanno cambiato il calcio moderno. Attraverso una serie di interviste a giocatori e allenatori come Guardiola, Javier Zanetti, Juric, Sampaoli ecc. si racconta l’uomo oltre che il mister, il suo credo tattico, i suoi valori sportivi, il rapporto con vittoria e sconfitta. Non ultimo, la presenza nel testo di un’accurata analisi tattica sull’evoluzione del suo gioco nelle squadre in cui ha lavorato: Newell’s, Argentina, Cile, Athletic Bilbao e appunto Leeds. Lo vedremo mai in Italia?

Ultima uscita:

“Il Milan col sole in tasca. Gli anni 1986-1994” di Giuseppe Pastore, 66thand2nd(2022)

Il Milan dell’era Berlusconi è stata senza dubbio una squadra iconica non solo in Italia ma in tutto il mondo. Il racconto di Giuseppe Pastore, giornalista sportivo e già autore di un libro sull’Italia di Velasco, vuole rendere omaggio alla squadra rossonera attraverso aneddoti, curiosità, episodi, sfide memorabili ma anche bruschi incidenti di percorso. Il titolo si rifà ad un’affermazione di Silvio Berlusconi, che disse appunto ai suoi giocatori: “dovete dimostrare di avere il solo in tasca”. Ed in effetti quel Milan, guidato magistralmente in panchina prima da Sacchi e poi da Capello, è stato capace di coniugare bel gioco e vittorie, passando alla storia come una delle formazioni più forti di sempre. Eppure tutto iniziò con grande scetticismo, tra difficoltà, ironie ed eccessi, poi come è finita lo ricordiamo bene tutti, ma un ripasso è bene sempre farlo.

Uno sguardo al passato:

“Il portiere. Vite di numeri 1” di Jonathan Wilson, I Libri di Isbn/Guidemoizzi (2013)

È tornato di recente sugli scaffali il libro di Jonathan Wilson, pubblicato la prima volta nel 2013 (edizione questa ormai fuori commercio), sulla figura del portiere, la più affascinante e letteraria dell’universo calcistico. L’autore inglese infatti ripercorre le vicende dei portieri più famosi della storia, dai primissimi interpreti del ruolo fino ai giorni nostri. Attraverso aneddoti, interviste inedite, riferimenti colti – da Nabokov a Camus, passando per Soriano e Handke – Wilson delinea, con uno stile impeccabile, una mappa globale dell’individuo solitario che, con le sue parate, è entrato, in varie epoche, a diverse latitudini, non solo nel cuore dei tifosi ma anche nell’epica sportiva di intere scuole calcistiche. Tantissime chicche sul calcio inglese e un bellissimo capitolo sul dualismo tra N’Kono e Bell rendono il libro davvero ben fatto, peccato solo che la scuola italiana non abbia avuto lo spazio che meritava. Prefazione a cura di Dino Zoff.

SportSud Book:

“Il mito che insegna: Il Napoli di Vinicio. Tra “calcio totale, “futebol bailado” e futuro prossimo” di Alfonso Esposito, Urbone Publishing (2021)

Il passato compleanno di Luis Vinicio probabilmente non avrà detto nulla ai millennials che s’appassionano alle gesta dei vari Osimhen, Insigne o Fabian Ruiz, epperò c’è un’intera generazione che ha visto e vissuto quello che per molti è stato il più bel Napoli di sempre, anche più bello di quello di Sarri. Il rifermento ovviamente è proprio al Napoli di Vinicio che nel triennio ’73-’76 ha sciorinato un calcio spettacolare, giusta fusione, come evidenzia l’autore Alfonso Esposito, tra l’organizzazione tattica del calcio olandese e la vocazione allo spettacolo del futebol brasiliano. Vinicio ha saputo amalgamare sapientemente le due filosofie di gioco, ottenendo un risultato che ha esaltato la qualità, certamente non straordinarie, dei giocatori della rosa. Peccato però che nonostante il grande lavoro svolto “quel” Napoli non abbia vinto lo scudetto, ciò nonostante è entrato comunque a far parte del mito.

Antonio Vespasiano (gruppo Facebook Bibliocalcio; sito Bibliocalcio.com)