20 perle del passato (parte prima)

Pyongyang stila la classifica top 20 con le migliori perle del decennio, dal 2009 al 2019. Partiamo col primo blocco!

Articolo di Mauro Tatanka02/03/2023

© “RONALDO” – FOTO MOSCA

Appuntamento speciale oggi con Pyongyang. Per far conoscere a più lettori possibili la nostra storia, abbiamo realizzato una top 20 con le migliori perle del decennio che va dal 2009 al 2019 (prese da Buongiorno da Pyongyang Volume 1, libro disponibile su Amazon). Questo perché riteniamo sia fondamentale riscoprire le proprie radici e sapere bene da dove veniamo. Partiamo col primo blocco, posizioni dalla 20 alla 16. Nei prossimi giorni troverete il resto della classifica.

20° posto: Giaccherini come Rivera

Il 21 marzo 2013 si gioca l’amichevole Italia-Brasile e il CT Prandelli lancia titolare lo juventino Giaccherini, un onesto gregario di cui presto si perderanno le tracce in nazionale e nei grandi club. La Gazzetta dello Sport il giorno dopo riesce incredibilmente a paragonarlo a Gianni Rivera, probabilmente il miglior trequartista della storia del calcio italiano. Là dove c’era Rivera oggi c’è il “Giak”. Paragone sicuramente forzato, perché Giaccherini aveva più qualità.

19°: Il mondo applaude la Juve

Il 30 dicembre 2018 la Gazzetta celebra lo squadrone che a livello internazionale non vince dal basso medioevo ma che per loro sarebbe ammirato da tutto il pianeta. JUVENTUS CHE NUMERI. Juventus, è un 2018 da record. Il mondo applaude i bianconeri. A Pyongyang si odono ovazioni dalle Alpi alle Piramidi, dal Manzanarre al Reno, dal Canada al Messico, dall’Australia alla Mongolia.  Tutti in piedi ad applaudire la Juventus, capace di vincere la sempre molto competitiva serie A e di chiudere di nuovo in testa a fine anno, nonostante spenda di ingaggi come tutte le ultime 10 squadre messe insieme.

18°: Come sempre tocca alla Juve

Siamo a marzo 2010, Tuttosport scrive Come sempre, toccherà alla Juventus salvare l’onore dell’Italia in Europa. Perché se aspettiamo gli altri stiamo freschi.

Ma entriamo nel dettaglio dell’articolo.

ROMA, 11 marzo – Sì, d’accordo la prossima settimana i lustrini della Champions sono per l’Inter, la squadra più forte d’Italia anche se quasi del tutto priva d’italiani (sperando che Balotelli a Londra trovi una serata di vena). Ma come spesso è capitato nella storia del calcio italiano, la dignità italiana nel calcio è affidata proprio alla Juventus, la bistrattata Juventus, quella che avrebbe fatto vergognare il vergineo Mourinho nel 2006. Quanta Juve nell’Italia mondiale dell’82… E quanta a salvare il calcio italiano proprio nei giorni di Calciopoli del 2006… Inutile ricordare quella finale di Berlino zeppa di bianconeri… Ed ecco che ancora tocca alla Juve salvare l’Italia: a Zaccheroni, a Legrottaglie e Del Piero, Marchisio e Amauri, prossimo italiano, a Camoranesi, Cannavaro, Grosso e – poi – a Buffon, oltre a Iaquinta… Juve for Italy come le all stars del rock si attivano per le emergenze planetarie.

Una settimana dopo si scopre che gli Juve for Italy si sono concentrati troppo sulle emergenze planetarie, dimenticandosi gli attaccanti del Fulham, che segnano 4 gol mandando a casa i bianconeri. A maggio, come sicuramente saprete, l’Inter vincerà la Champions League. Una vittoria superflua per l’Italia, il cui onore era già stato salvato da Zaccheroni, Legrottaglie, Amauri e Iaquinta.

17°: Alla faccia degli spagnoli

Marzo 2019, La Juventus ha appena rimontato l’Atletico Madrid negli ottavi di finale di Champions League. All’andata era finita 2-0 per gli spagnoli ma al ritorno, trascinata da Cristiano Ronaldo, la squadra bianconera passa il turno con un rotondo 3-0. L’inviato a Torino della Gazzetta dello Sport, Luigi Garlando, inizia il suo articolo come segue: Il primo gol Ronaldo lo ha segnato al minuto 27, giorno di stipendi. Così gli spagnoli imparano a rimproverargli le tasse non pagate…

Che dire, giusto così. Che il fisco spagnolo debba rimproverare a Sua Divinità di non aver pagato le tasse è quantomeno vergognoso, visto che casomai dovrebbe essere lo stato spagnolo a pagare lui che si è degnato di calpestare quella terra. Comunque via, tornate in Spagna, che a Pyongyang c’è da vincere la Champions. E quando la perdi con uno così in squadra?

16°: La contabilità della passione

Maggio 213, La Juventus ha da poco vinto il suo 29mo scudetto ma, per il suo Presidente Andrea Agnelli, sempre pronto a ribadire quanto sia importante rispettare le regole, gli scudetti sono 31. Questo perché non riconosce la validità delle sentenze passate ormai in giudicato che hanno tolto alla Juve, causa Calciopoli, le vittorie del 2005 e del 2006. Scrive l’account Facebook ufficiale della Gazzetta: Juventus, Agnelli: “Gli scudetti sono 31: è la contabilità della passione”. Le contabilità ufficiali devono essere diverse da quelle degli juventini come dice il presidente? Agnelli introduce quindi il concetto di contabilità della passione, che si differenzia da quella ufficiale e La Gazzetta dello Sport invece di chiedersi cosa diavolo stia dicendo, chiede e si chiede se effettivamente le due contabilità debbano essere diverse.

(continua…)