Esclusiva – L’ex Napoli Primavera Antonio Negro: “Gaetano è un fenomeno, Insigne e Mertens meritavano un finale diverso”

Sport del Sud ha avuto il piacere di intervistare Antonio Negro, ex Napoli Primavera e compagno di Gianluca Gaetano.

Articolo di Alessandro Pierno02/07/2022

Per Luciano Spalletti e per il Napoli, Gianluca Gaetano è pronto per fare il grande salto per entrare all’interno della rosa partenopea.

Sport del Sud si è messo in contatto con Antonio Negro, suo ex compagno ai tempi della Primavera e attualmente militante nella Città di Isernia San Leucio, in Eccellenza.

Antonio non ci ha solo parlato del suo ex compagno, ma ci ha anche raccontato la sua carriera, esprimendo il proprio pensiero sulla crescita dei giovani in Italia:

Antonio cosa ne pensi dell’addio di Lorenzo Insigne e della probabile partenza di Dries Mertens?

“Insigne e Mertens non meritavano il trattamento che gli è stato riservato, hanno dato il cuore per Napoli e per il Napoli. Le strade ora si separano, ma il modo in cui è finito tutto fa male…. Meritavano un finale diverso”.

Ci puoi raccontare la tua esperienza con il Napoli Primavera? Hai un ricordo particolare che porti dietro con affetto?

“Io con il Napoli ho fatto gli anni più belli della mia vita, mi ha insegnato tanto e ho vissuto esperienze stupende che nella vita non rivivrò più. Mi è stata data la possibilità e la fortuna di allenarmi con tanti campioni e di apprendere tanti insegnamenti”.

Hai giocato con Gianluca Gaetano, dopo l’esperienza in B con la Cremonese sembrerebbe che il Napoli sia pronto a puntare forte su di lui. Cosa ci sai dire su questo ragazzo?

“Gaetano è un fenomeno, quando lo vedo giocare mi brillano gli occhi. Con la Primavera faceva la differenza e sono sicuro che può farla anche in Serie A. Spero davvero che il Napoli gli dia la possibilità di esprimersi”.

Hai giocato anche con Zanoli, un ragazzo che quest’anno è stato lanciato da Luciano Spalletti…

“Si con lui ho giocato solo un anno. E’ un ragazzo tranquillo, ricordo che non parlava mai ma con il tempo ha lasciato che il campo parlasse al posto suo e ha dimostrato il suo vero valore, se ora sta facendo il vice di Di Lorenzo è perchè lo merita”.

Dalla tua esperienza ci sapresti dire come mai i giovani in Italia fanno fatica ad emergere? Giocare in una grande piazza non aiuta i calciatori emergenti?

“Faccio una premessa: io probabilmente sono l’esempio da non seguire. Di me si parlava benissimo ma purtroppo le cose non sono andate come volevo.

Bisogna dare fiducia ai giovani, è fondamentale per un calciatore. Il consiglio che posso dare a tutti quei ragazzi che militano nei settori giovanili e che vogliono emergere è quello di andare a giocare lontano da casa, hanno bisogno di fare esperienze e di curare il proprio corpo ogni giorno”.

Che stimoli ti ha dato il mondo del calcio fuori l’ambiente Napoli?

“Come ti ho detto prima, io sono stato l’esempio da non seguire, ho vissuto tante esperienze negative, ma da ognuna ho cercato di trarne qualcosa di buono. Gli sbagli che ho commesso in passato mi sono costati cari, ma ne ho sempre tratto degli insegnamenti. Purtroppo ho un brutto carattere e ho pagato le conseguenze che mi spettavano. Nella vita le cose non vanno sempre come dovrebbero andare. Non ti nascondo che per come si parlava bene di me e della carriera a cui potevo ambire, provo vergogna. Quando incontro qualche mio ex compagno mi vergogno anche di salutarlo, perchè per me giocare dove gioco è un fallimento. Però non ho mai mollato e lo dico con fierezza, anche quando le cose non andavano bene mi sono sempre fatto forza e quest’anno mi sono ripreso. Mia figlia è stata ed è tutt’ora la mia forza, a lei dedico tutto“.

Ti è capitato, dopo Napoli, di giocare con qualche compagno e pensare: “E’ troppo forte per giocare qui?”

“Ti dico la verità, ho giocato in categorie che nemmeno conoscevo fino a 3 anni fa. I miei ex compagni per fortuna giocano tutti a livelli più alti, e sono contento per loro, li sosterrò sempre”.