Liverpool-Napoli, appunti a punti: Meret che cavolo combini?
Nella notte di Anfield il Napoli trova la sua prima sconfitta stagionale. Come ogni partita andiamo ad analizzare cosa ha funzionato e cosa è andato storto.
Foto MoscaDopo 1530 minuti termina l’imbattibilità del Napoli in questa stagione. Sconfitta indolore per gli uomini di Spalletti che cadono ad Anfield contro il Liverpool di Klopp nell’ultima giornata della fase a gironi della Champions League.
I Reds si sono imposti 2-0 sugli azzurri grazie alle reti di Salah e Darwin Nunez arrivati entrambi su calcio d’angolo.
Nonostante l’atmosfera della serata, il valore dell’avversario, il Napoli non si è ridimensionato e ha giocato la sua partita mettendo in estrema difficoltà i vice campioni d’Europa.
I partenopei terminano il proprio girone in cima alla classifica a 15 punti, e con la sicurezza di evitare agli ottavi di finale colossi come Bayern Monaco, Real Madrid e Manchester City.
Al termine di ogni gara, però, bisogna andare ad analizzare quelli che sono stati i pro e i contro della partita.
I pro di Liverpool-Napoli
- Onore ai tifosi
Ma hanno giocato al Maradona o ad Anfield? Onore alla Napoli che viaggia, soprattutto in serate come queste.
Nei 90 minuti di gioco si sono sentiti solo i supporter azzurri, che hanno dato la spinta e la grinta ai propri beniamini per affrontare una partita importante come quella di ieri.
Non è mai mancato il sostegno durante le trasferte, e non sarà certo una sconfitta (bugiarda) contro una squadra del livello dei Reds a spegnere la passione dei tifosi. Ancora una volta, onore a voi.
- Dopo Zaniolo Olivera fa un’altra vittima
Altra grande prova di Mathias Olivera, il terzino uruguaiano domina la fascia e dopo Zaniolo questa volta è toccato a Momo Salah fare i conti col difensore ex Getafe.
Forza fisica, diagonali difensive perfette, tanta corsa e sovrapposizioni che hanno messo in estrema difficoltà la catena mancina del Liverpool.
Salah è stato uno dei marcatori della serata, ma il gol non cancella la deludente prestazione dell’egiziano. Dicono che Momo, tornando a casa in macchina, abbia controllato dallo specchietto se Olivera lo stesse inseguendo pure in mezzo alla strada.
- Ostigard, spero di vederti titolare più spesso
Non è facile per nessuno giocare ad Anfield, che tu sia un esordiente o un veterano questo stadio mette in difficoltà chiunque.
Ostigard, però, ha dimostrato ancora una volta di poter stare in una dimensione come quella napoletana.
Il gol annullato nel secondo tempo sarebbe stata la giusta ricompensa per l’ottima prestazione offerta dal gigante norvegese, che fa della grinta il proprio punto di forza.
Bravo nelle letture difensive e negli anticipi, Leo, spero di vederti titolare anche a Bergamo.
- Kvaratskhelia fai quello che vuoi
Mettete una rete tra i piedi di Alexander Arnold, no sul serio, ma quanti tunnel ha subito? E a farli è stato sempre il marziano con la 77 dietro la schiena.
Ribadisco quanto detto contro il Sassuolo, il Napoli deve godersi il più possibile questo giocatore. Purtroppo non ci sono clausole che tengano, se una big vuole un giocatore lo prende senza badare a spese.
Oggi Kvaratskhelia ha fatto letteralmente perdere la testa ad Arnold, il quale ha trovato solo la via del fallo per fermare il talento di Spalletti.
Nel secondo tempo era suo l’assist sul momentaneo gol di Ostigard (sarebbe stato il nono di questa stagionale), e impensierisce la porta di Allison con qualche conclusione insidiosa.
Tira, mette assist, dribbla, va bene Kvara, fai quello che vuoi!
- Lobotka… o forse dovrei chiamarlo Iniesta
Non mi abituerò mai alle prestazioni dello slovacco, altra prova sontuosa di Lobotka in quel di Anfield.
Ci sono pochi giocatori in giro per l’Europa capaci di replicare le performance dell’ex Celta Vigo.
Ieri si è liberato della pressione dei vari Thiago, Firmino, Fabinho ecc, con una facilità che definirei imbarazzante (per chi prova a prendergli il pallone intendo).
Spalletti è riuscito a fare a meno della sua Panda, ma non rinuncerebbe mai a Lobotka nel proprio centrocampo.
I contro di Liverpool-Napoli
- Spalletti quando li fai i cambi?
E’ brutto dover giudicare in negativo il mister dopo una sconfitta, ma ci sono delle cose che proprio non mi spiego.
Sono d’accordo nel fare turnover in vista della trasferta di Bergamo, ma perché è stato scelto Ndombele e non Zielinski per partire dal primo minuto?
Il francese ci ha messo i muscoli in mezzo al campo, ma ieri sono mancate le soluzioni di passaggio del polacco, il puntare l’uomo dentro al campo, la conclusione da fuori area, tutte qualità che Ndombele non ha nel proprio repertorio e che può dare solo Piotr.
Al 70esimo è entrato Lozano, ai minuti 83 sono entrati Zielinski ed Elmas e, nel finale, hanno fatto il proprio ingresso in campo Simeone e Raspadori. Mister questi cambi non potevi farli prima?
Ovviamente il ritardo delle sostituzioni non è stata la causa dei gol subiti, ma se si voleva provare a fare l’impresa, forse, i cambi andavano fatti prima.
- Meret ma che cavolo combini!
La partita di Alex la possiamo dividere in due fasi: 45 minuti di gloria e 5 di black out totale.
Non cambia il mio pensiero su questo ragazzo, e ribadisco il mio parere: il Napoli ha un portiere forte.
Nel primo tempo fa una prodezza sul tiro di Salah. Se l’egiziano avesse segnato, il gol sarebbe stato annullato per fuorigioco. La bandierina ha tolto il calcio d’angolo ai Reds, ma la parata di Alex rimane.
Nel finale però i gol li ha sulla coscienza, due colpi di testa da calcio d’angolo dove per due volte Meret non è riuscito a bloccare il pallone che poi è stato spinto in rete da Salah e prima e Nunez dopo.
Alex ma che hai combinato?!
- Qualcuno mi spiega perché Fabinho non è stato ammonito?
Per Fabinho quella di ieri è stata una delle prestazioni peggiori con la maglia del Liverpool.
Falli continui, in qualsiasi altra partita sarebbe stato ammonito, forse anche espulso nel corso della gara, il brasiliano ieri ha dovuto più di qualche ringraziamento al direttore di gara.
Tolte le tante irruenze, l’ex Monaco ha sofferto troppo il centrocampo del Napoli. Tanti i palloni persi da parte del giocatore di Klopp, così come le scelte di gioco e i contrasti in mezzo al campo, tutti falliti.
Lobotka è di un altro livello e siamo tutti d’accordo, ma se lo slovacco, alto 1.70 cm, ha vinto i duelli aerei contro un calciatore alto 1.88 cm, il problema sta anche nel brasiliano.
Tranquillo Fabinho, Lobotka e Anguissa possono darti ripetizioni.
- Tobias Stieler, ho solo una domanda da farti: perché?
L’arbitro è l’alibi dei perdenti, sono d’accordo, ma trovatemi una nota positiva nella gestione della partita del direttore di gara.
Se non ha sbagliato tutto quello che si poteva mancare ci è mancato poco. Falli non fischiati, cartellini non assegnati, vantaggi prima dati e poi tolti, ovviamente errori che hanno pesato ad entrambe le squadre.
Tobias Stieler ha tanto da rivedere nella propria serata, sbagliare è umano, sbagliare più volte o è da geni incompresi o da incompetenti. Propendo per la seconda, perché mentre scrivo, Fabinho sta ancora aspettando l’ammonizione.
- Che cosa sta succedendo al Liverpool?
Diciamoci la verità, questa vittoria serviva solo al Liverpool, ma come è arrivata quest’ultima?
Doveva essere la serata per scacciare via ogni dubbio, la notte della rinascita, invece, i tre punti contro il Napoli oltre ad essere inutili per la classifica, non hanno fatto altro evidenziare i problemi che possiede in questo momento la squadra di Klopp.
Salah mai pericoloso, il centrocampo senza idea, ah, un’altra domanda: ma Firmino ha giocato?
Vincere aiuta a vincere, ma se la strada sarà ancora questa, dubito che potranno esserci delle migliorie. Forse ad Anfield sta davvero finendo un ciclo?
