Con obbligo di lettura: l’impresa dell’Italia Femminile
L'Italia femminile compie un'autentica impresa e sconfigge per 3-2 la Spagna campione del mondo, ma alla stampa nostrana forse non importa. Altro che parità uomo-donna...

Lo scrivo a caratteri non di routine, più grandi, ben visibili, affinché nessuno, anche se presbite, si nasconda dietro l’alibi del “non l’ho visto”.
A un niente dalla giornata mondiale della donna, di nuove tragedie a cui neppure l’orrore e la commozione per Giulia, massacrata dal fidanzato ha messo fine, ancora femminicidi, ancora patriarcato ed è ancora ignorata l’urgenza che gli uomini siano partecipi (oltre che virtualmente solidali) della rivoluzione invocata per metter fine alle violenze dei maschi su mogli, figlie, compagne, fidanzate. Sdegno è dir poco: oggi e proprio nel quotidiano estraneo all’asservimento di tante testate alla destra, nelle pagine di sport la ‘Repubblica’ è responsabile colpevole della marginalità discriminante nei confronti della nostra nazionale femminile, che ha sconfitto la Spagna delle campionesse del mondo.
Nel paginone centrale caratteri cubitali e immagini straripanti su Milan, Juventus e sulle difficoltà di esportare il nostro calcio. In alto, nella pagina di destra, un riquadratino su tre colonne denuncia un altro caso di calcio scommesse e accanto, su a una colonna, in quattro striminzite righe tipografiche quel che segue:
“Bel colpo dell’Italia femminile nella Nations League di calcio; le azzurre del ct Soncin hanno battuto a Pontdevedra la Spagna campione del mondo di Jenni Hermoso 3-2 grazie alle reti di Giacinti, Cambiaghi e Linari e raggiunge la Svezia al secondo posto”.
Capito? Che dire, l’evoluzione del genere maschile è ancora all’età della pietra e la parità uomo-donna è una discriminante dura a morire.



