Esclusiva – Da Di Lorenzo a Perugino: Napoli sogna due scudetti

L'intervista esclusiva a Fernando Perugino, capitano del Napoli Futsal che sta guidando gli azzurri verso uno storico scudetto.

Articolo di Il Punto Brillante04/02/2023

Del calcio a 11 sappiamo (quasi) tutto. Napoli primo in classifica con 13 punti di vantaggio sull’Inter seconda. E capitan Di Lorenzo che sogna di diventare il primo “essere umano” (Maradona non lo era) a portare lo scudetto sotto il Vesuvio con la fascia sul braccio.

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Del calcio a 5, ovvero il futsal, sappiamo poco. Esiste un campionato in Italia a 16 squadre, diviso in regular season e play off tra le prime 8. Ed anche qui in testa alla classifica c’è il Napoli, con 5 punti di vantaggio sulla Olimpus Roma. Ed il capitano degli azzurri, Perugino, sogna di diventare il primo in assoluto a portare lo scudetto in Campania con la fascia sul braccio. Perché solo lo Stabiamalfi nel 2002 (sconfitta contro Prato) e la Feldi Eboli la scorsa estate (titolo all’Italservice Pesaro) sono riuscite a giocarsi la finale play off.

Con la speranza che il 2023 consegni alla storia di questa meravigliosa città un doppio trionfo, abbiamo intervistato per Sport del Sud e per il Punto Brillante, il capitano Fernando Perugino. 10 domande per saperne di più su questa disciplina spettacolare come poche. 

1. Partiamo subito dall’ultima partita, dall’aggressione subita a Nocera Inferiore, al termine del derby con la Real San Giuseppe. Senza entrare nei dettagli, cosa è successo?

Una cosa posso dirla, è stata una pessima vetrina per il nostro sport. Sarò breve: al suono della sirena, alcuni miei compagni sono stati aggrediti. E per fortuna, abbiamo avuto tutti la lucidità di difenderci soltanto, ecco perché la situazione non è degenerata. E menomale!

2. Tu e Di Lorenzo: da un capitano all’altro. Non siete dei bomber, ma nel momento decisivo della stagione Di Lorenzo segna nel recupero del derby di Salerno e Perugino sblocca il risultato nel derby di Nocera. Possiamo dirlo: avete preso la squadra sulle spalle, da veri capitani. Raccontaci le emozioni.

Emozionante è dir poco. Non avevamo mai vinto in casa dei rivali di sempre e farlo con un mio gol è stato indimenticabile. Vi svelo una cosa: non entro spesso nei marcatori, ma sabato appena mi sono svegliato, mi sentivo che avrei segnato. Mi credi?

3. Giochi perché sei il figlio del presidente. Quante volte hai ascoltato questa frase e quante volte il campo ha detto il contrario. Chi ha ragione?

Non basterebbe un’intervista sola per rispondere a questa domanda. So solo che da quando ho iniziato a giocare a Futsal, ovvero dal settore giovanile fino alla Serie A, passando per tutte le categorie, regionali e nazionali, ho convissuto con questo giudizio, assolutamente superficiale. Non ho mai risposto a questo tipo di provocazioni, anzi l’ho fatto. Col campo, che rimane il giudice supremo. Ed il campo finora ha detto che sono sempre stato protagonista, dalla Serie D alla Serie A. E senza meritarlo, posso assicurarti, che tutto questo non sarebbe mai potuto accadere. Mai!

4. Parliamo di nazionale: perché il capitano e titolare della squadra prima in classifica non è mai stato preso in considerazione dal tecnico dell’Italia? E se ti chiamassi Peruginos oppure Peruginaldo? 

Posso solo dirti che il solo pensiero di far parte del gruppo azzurro e di rappresentare la mia nazione mi mette i brividi. Questa occasione la sto aspettando da un po’ e sono sicuro che prima o poi arriverà. E mi farò trovare pronto.

5. Chi sono i 5 calcettisti più forti con i quali hai giocato? O quelli a cui sei più affezionato. E visto che ci siamo, dacci anche una top five che non vorresti trovarti contro, ovvero i più forti contro i quali ti sei scontrato da quando pratichi questo sport.

Sono davvero troppi, impossibile scegliere! Con alcuni ho condiviso anni e anni dentro e fuori lo spogliatoio. Sono nate delle bellissime amicizie che dureranno a vita. Poi ci sono quelli più grandi di me, quelli che mi hanno insegnato come stare in campo. Che mi hanno migliorato sotto ogni profilo. A questi sono grato. Nessuna top five quindi, ma posso citarti un calcettista: Lino Suarato. Ero appena diciottenne e marcarlo fu impossibile. Esperienza, intelligenza e qualità, caratteristiche rare nel panorama regionale. Ma parliamo di un campione, nonché di un grandissimo uomo.

6. Torniamo al campionato, chi sono le avversarie che potrebbero ammazzare il tuo sogno scudetto?

Quest’anno ci sono tante squadre ben attrezzate e pronte a lottare fino all’ultimo per il titolo. Però, quelle che vedo più pronte sono la Feldi Eboli e l’Olimpus Roma. Ce la giocheremo con loro!

7. Ma raccontaci un po’ cosa fai nella vita, il Nando Perugino fuori dal palazzetto!

Sono di Fuorigrotta, sede del tempio del calcio. Ho conseguito la laurea triennale in Marketing e Comunicazione, dopodiché ho iniziato a lavorare nell’azienda di famiglia. Il calcio a 5 prima era un piacevole passatempo, ma oggi è diventato l’impegno più importante, insieme al mio lavoro. Le mie giornate, tra ufficio, palestra e palazzetto, non hanno pause. Ecco, Fernando Perugino è un ragazzo che non riuscirebbe a vivere un solo giorno senza avere impegni! 

8. Prendendo spunto dalla tua laurea, facciamo Marketing e Comunicazione … dacci dei consigli per far decollare definitivamente questa disciplina?

Non ho dubbi, il primo passo sarebbe il passaggio al professionismo. Dovremmo spettacolarizzare ancora di più questo sport, prendendo le distanze dal calcio. Magari creando una lega in stile NBA, che adoro e che trovo molto simile alla nostra disciplina. 

9. Finale play off, suono della sirena, è finita. Napoli campione d’Italia. La prima cosa che farai, ci hai mai pensato?

Sarò banale, ma non te lo dico. Perché sono napoletano e quindi scaramantico!

10. Dicci almeno cosa saresti disposto a fare o a rinunciare in cambio della possibilità di diventare il primo capitano, tu che sei figlio di questa città, ad alzare lo scudetto a Napoli! Guarda che poi se succede, noi la recuperiamo questa intervista!

Eh no, non ci casco. Posso solo dire che il tempo che dedico a questo sport ed i sacrifici che faccio per la mia squadra e per migliorare me stesso, prima o poi meritano di essere ricambiati con il tricolore. Eppoi te l’ho detto, sono scaramantico. Sai quante volte Hamsik ha promesso di tagliare la cresta in cambio dello scudetto, senza mai riuscire a vincerlo? Quindi meglio tacere! Vinciamo e dopo chiedimi tutto quello che vuoi!