Esclusiva – Di Napoli: “Inter-Salernitana, spero nel pareggio. Salvezza? Serve un’impresa”

Arturo Di Napoli, ex attaccante di Inter e Salernitana, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Sport del Sud per presentare il match di questa sera.

Articolo di Luca Paesano04/03/2022

La Salernitana si gioca le ultime carte per la propria permanenza in Serie A, sognando una salvezza che ad oggi dista ben 10 punti. Il nuovo corso di Danilo Iervolino, il mercato a firma di Walter Sabatini e l’avvicendamento che ha portato Davide Nicola sulla panchina granata hanno sicuramente ricaricato le batterie, in campo e fuori. L’inaspettato pareggio con il Milan e quello un po’ amaro con il Bologna hanno mostrato una nuova voglia, delle nuove idee ed un ritrovato entusiasmo. Il timore, però, è che il poco tempo a disposizione non sia sufficiente per invertire la rotta.

I granata hanno il dovere di crederci e continuare sulla strada intrapresa nelle ultime giornate già da questa sera, contro l’Inter. L’avversario è proibitivo, certamente, ma la straordinaria prova contro l’altra milanese dimostra come la squadra di Nicola abbia tutte le carte in regola per giocarsela. Sport del Sud ha parlato di questo ed altro con Arturo Di Napoli, cresciuto e presentato al grande calcio dai nerazzurri e divenuto eroe con la maglia della Salernitana.

Il mercato invernale ha portato tanti nuovi volti a Salerno, alcuni anche di un certo spessore. C’è qualcuno che ti ha impressionato e che pensi possa far cambiare marcia alla squadra?

In realtà tutto il complesso mi sta piacendo. Vedo che si migliora di partita in partita. Purtroppo il tempo a disposizione non è molto, ma credo che la Salernitana oggi sia squadra vera. Poi, c’è da dire che Sabatini è una garanzia e che Iervolino non avrebbe potuto scegliere uomo migliore. Alla fine, chiaramente, sarà il campo a parlare, però credo che ad oggi la Salernitana abbia tutte le carte in regola per provarci. È una squadra completamente diversa rispetto a quella vista in tutto il girone di andata.

I due pareggi con Spezia e Genoa sono costati la panchina a Colantuono. Ritieni che sia stato giusto cambiare allenatore, puntando su Nicola?

Colantuono non ha mai potuto allenare al meglio questa squadra. Anche se aveva già i nuovi giocatori a disposizione, non erano ancora propriamente in condizione e purtroppo il tempo era poco. L’esonero è stato fatto per dare una sterzata, un cambio radicale. Sia lui che Castori hanno fatto il possibile, lavorando in una situazione precaria. Credo che con Nicola abbiano preso il miglior allenatore disponibile. Ha molta energia ed entusiasmo, è una persona molto preparata e ha coraggio, lo ha già dimostrato. È l’allenatore ideale per questo gruppo.

E quell’impresa con il Crotone lascia ben sperare…

Assolutamente sì. Ma ripeto, credo che lui sia molto preparato e mi trovo d’accordo quando sostiene di non essere “l’uomo della salvezza”: semplicemente gli sono state sempre affidate squadre il cui obiettivo era quello di salvarsi. Sabato ho visto la partita dal vivo e ho potuto ammirare meglio l’organizzazione che ha dato alla formazione. Chiaro che in alcune circostanze è mancato l’ultimo passaggio e su questo bisogna migliorare, ma ora si vede una squadra che ha idee.

A proposito del tuo ritorno allo stadio: che effetto ti ha fatto l’Arechi e che atmosfera hai trovato?

Devo dire che c’è molto entusiasmo, c’è finalmente unità di intenti tra calciatori, società e tifoseria ed è un ottimo auspicio per il futuro. È stato molto bello. Quando ne sento il bisogno, torno a Salerno per prendermi l’abbraccio di un popolo che mi ha dato tanto e con cui è nato un bellissimo rapporto. Sono contento del pareggio anche se la Salernitana avrebbe meritato di più. Resta comunque un punto da non buttare. Unico aspetto negativo della giornata è stato il meteo (ride, ndr).

Questa sera ci sarà Inter-Salernitana a San Siro, sfida tra due squadre a cui sei molto legato e che hanno significato tanto per la tua carriera. Per chi farai il tifo?

Sarò in mezzo a due fuochi (ride, ndr). È una partita speciale per me perché si incontrano due squadre a cui sono estremamente affezionato. L’Inter ha bisogno di punti, ma la Salernitana ancor di più. Non me ne vogliano i tifosi dell’Inter, ma sarei felicissimo di un pareggio. Per l’Inter non sarebbe un gran risultato, ma faccio fatica a tifare per l’una piuttosto che per l’altra. Ho trascorso quindici anni tra settore giovanile e prima squadra con i nerazzurri, mi hanno forgiato come uomo e calciatore. A Salerno sono legato da un affetto viscerale, nato paradossalmente quando sono andato via. Nel dubbio, mi butto su pareggio (ride, ndr).

A metà gennaio mi dicesti che per la Salernitana sarebbe iniziato un campionato diverso e che se la sarebbe giocata anche con le big. Ed è proprio quanto successo contro il Milan, sfiorando addirittura la vittoria.

È stata una gran partita. Si è visto quanto sostenevo in precedenza sul cambio di allenatore: c’è stata quella scossa. Nicola se l’è andata a giocare alla pari, pressando molto alto, e questo non ha permesso al Milan di fare il gioco che sono abituati a fare. Va dato grande merito ai calciatori e all’allenatore per quanto fatto. È un segnale che anche a San Siro se la potrà giocare, anche perché l’Inter è in un momento particolare e sta attraversando un calo fisiologico. Giocare ogni due o tre giorni e con un calendario così ostico toglie tante energie, sia fisiche che mentali.

Il Cagliari ha spiccato il volo e ha spostato la salvezza a 10 punti di distanza. Pensi che ci siano ancora speranze per la Salernitana oppure il destino è già scritto?

Serve un’impresa, bisogna dirlo chiaramente. Però ci sono due crocevia fondamentali, che sono i recuperi delle partite con Venezia e Udinese, a cui ci si deve aggrappare. In quel caso si potrebbe rosicchiare qualche punto ad entrambe e sarebbe già un buon risultato. Anche le altre imbrigliate nella lotta soffriranno, perché non si può stare tranquilli. Per me Udinese e Venezia segnano un po’ il destino della Salernitana.

E per lo scudetto?

È un campionato molto equilibrato. La Juventus è lì dietro che lavora a fari spenti e si è riportata a pochi punti dalla vetta. Sono tutti in corsa ed è ancora tutto da scrivere. La vittoria del Napoli con la Lazio è un chiaro segnale che qualcosa per gli azzurri sta cambiando. L’Inter ha già provato questa gioia lo scorso anno, mi piacerebbe che ora fosse il turno del Napoli e dei napoletani. Ecco, il massimo sarebbe lo scudetto al Napoli e la Salernitana salva.