No, a Napoli non succede

Quando al Napoli, capolista, viene dedicato un sesto dello spazio rispetto alle quasi tre pagine dedicate alle squadre del nord, qualcosa non torna.

lazio napoli
Articolo di Luciano Scateni04/09/2022

© “ESULTANZA NAPOLI” – FOTO MOSCA

Osservate con attenzione le tre immagini di Repubblica a corredo di questa nota del giorno dopo gli incontri di calcio Milan-Inter, Juventus-Fiorentina e Lazio-Napoli. In copertina, basso pagina a destra, un richiamo per Milan-Inter con mini foto. All’interno nel settore sport, due pagine centrali per Milan-Inter e nella successiva tre quarti di pagina con titolone e foto per Juventus-Fiorentina. In basso sulla destra uno striminzito articolo, senza foto per Lazio-Napoli (e gli azzurri sono primi in classifica).

Perché scandalizzarci dei “buuu“, dell’insulto “scimmia“, dei beceri cori “Vesuvio pensaci tu”, degli assalti di fanatici ultra ai pullman dei tifosi avversari, dell’imbecille che a Firenze ha costretto un bambino a indossare la maglietta con la scritta Napoli al contrario, dell’energumeno che ha insultato Spalletti per tutta la partita (“mamma maiala), degli striscioni anti semiti? Il mix di razzismo e violenza concentrata negli stadi, punta l’indice sull’inerzia di magistratura e polizia, ma soprattutto delle società, che non stroncano il fenomeno, anche perché punite con multe ridicole.
Messa in archivio questa amara considerazione, di che meravigliarsi se l’Italia rischia di finire governata dalla destra che conferma nel suo programma elettorale il blocco navale nel Mediterraneo, l’idiota “prima gli italiani” e assolve le violenze in danno di migranti? Spalletti, intervistato sull’ episodio degli insulti subiti a Firenze ha così contestato l’affermazione che “tutto il mondo è paese” in fatto di razzismo e intemperanze negli stadi: “No, no è così, a Napoli non succede niente di simile, non esiste il razzismo”.

Considerazioni che quasi oscurano l’impresa romana del Napoli, temuta per le riconosciute qualità di Sarri e dei giocatori di cui dispone. Ha sorpreso la fragilità di una Lazio che si direbbe svogliata, immotivata, e ancor più la metamorfosi del Napoli tre giorni prima fuori fase, lo stentato pareggio con il Lecce. L’Olimpico si è stupito per il dominio esercitato per tre quarti della partita dalla squadra di Spalletti, tra l’altro contestato per la prova incolore con i salentini.

Svaniti anche i dubbi sul valore assoluto dei “nuovi“. Kim, spettacolare gol di testa a parte, non ha fatto rimpiangere Koulibaly e la furia giovanile di Kvaratskhelia, dopo la prova sottotono con il Lecce, ha confermato di aver ingaggiato un astro nascente del calcio europeo. Se si volesse citare il pelo nell’uovo? Inventare qualcosa per consentire a Osimhen di concretizzare lo strepitoso potenziale di velocista e inarrestabile percussore. Non sorprende la conferma di Lobotka, signore del centrocampo, ma tutto l’ottimismo del dopo Lazio-Napoli rinvia un giudizio più consapevole a sabato, quando lo stadio di Fuorigrotta ospiterà la sfida di Champions degli azzurri al mitico Liverpool.

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