La retorica nordista dei ‘salottieri’ Sky

Tre quarti abbondanti del ‘salotto’ Sky hanno avuto come protagonista l'Inter, dopo uno striminzito 1 a 0 sulla brutta copia del Barcellona.

Articolo di Luciano Scateni05/10/2022

© “RASPADORI” – FOTO MOSCA

Ieri sera, di ritorno dal borgo di Campodimele, (duecento anime, nei pressi di Gaeta), dove si è svolta la tredicesima edizione del Festival della Fiaba, che si deve all’istituto di ricerca sociosanitaria Ipers del noto psicoterapeuta Giuseppe Errico, al Museo Minimo (di Roberto Sanchez), all’Associazione Agenzia Arcipelago, ho fatto a tempo di ‘arricrearmi’ (puro napoletano) con la telecronaca del second time di Ajax-Napoli, capolavoro del calcio che ha annichilito gli olandesi, spettatori quasi passivi di perfezione pedatoria e della valanga di sei gol (con un pizzico di buena sorte potevano diventare otto).
La ragionevole curiosità per il dopo partita Sky mi ha trattenuto davanti alla Smart Tv, prevedendo un altro caso di razzismo sportivo di cui il Napoli è da sempre vittima sacrificale e non sono stato smentito. Il salotto ‘buono’ di Sky sport, abitato dal comitato di anchormen recensori, da eccellenze del giornalismo sportivo-calcistico, descamisados che alle ore 24 e un minuto discettano di pedate nel rettangolo verde in maniche di camicia, all’americana’, ha commentato la giornata di Champions League delle italiane.

L’Inter opaca di questo inizio di stagione, che ha reso triste il team di commentatori (ex calciatori ed ex allenatori), ‘s’è modestamente desta’, grazie allo striminzito 1 a 0 sulla brutta copia di un Barcellona che fu, sufficiente a legittimare la scelta editoriale di dedicare oltre tre quarti del dopo Champions alla claudicate milanese-neroazzurra. Il racconto della partita dell’Inter, squadra protetta dall’ombrello di ‘Grande Milano’ di “O mia bela madunina”, ha saturato di immagini, commenti da studio, interviste (intervento fiume di Inzaghi e di giocatori nerazzurri). Delusione: ci ha privato dell’autorevole opinione del magazziniere interista, del raccattapalle Brambilla, della sora Lisa, donna delle pulizie del coach interista e di don Procopio, parroco della Chiesa di San Siro, del titolare di ‘Frutta e Verdura’ del Corso Buenos Aires. Per dirla in due parole, tre quarti abbondanti del ‘salotto’, se ne sono andati con la narrazione dell’‘impresa’ meneghina.

Ho una sola risposta al legittimo ‘perché Sky ha riservato alla vera impresa del Napoli la misera coda dell’orgia mediatica riservata a Inter-Barcellona: razzismo sportivo, in sintonia con l’onda xenofoba del governo designato dal 25 settembre: insomma destra del calcio nella destra dell’Italia, che demotivata e alle prese con problemi vitali ha votato pensando secondo consolidata tradizione “ma sì, proviamo anche questi (ovvero la borgatara della Garbatella, il carrocciaro valpadano, il decotto Berlusca).
Smaltito lo sdegno per toni e contenuti del salotto Sky, è risultato molto consolatorio il ricordo di una giornata davvero particolare nel cuore del parco dei Monti Aurunci, nel borgo di Campodimele dove nove artisti hanno esposto le loro opere a tema ‘La Fiaba’, con l’ambizione di divulgare, ben oltre i confini di Campodimele la cultura di questo mondo incantato.

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