La Napoli dimezzata: bella…ciao

Il faccia a faccia di De Laurentiis con l'arbitro Scatena e un altro pezzo di Napoli pronto a partire: all'orizzonte ci son solo nuvole.

Articolo di Luciano Scateni07/08/2022

©️ “NAPOLI-DE LAURENTIIS” – FOTO MOSCA

Il Moratti dell’Inter, l’Agnelli della Juve, il Lotito della Lazio eccetera: visto mai uno di loro in panchina, a bordo campo? L’ira dei presidenti per arbitraggi “contro”, errori degli allenatori, mancato impegno dei giocatori, cori razzisti da squalifica del campo, calciatori della propria squadra vittime di falli gravi, si è sempre sfogata nei “palchi reali” degli stadi riservati ai vertici dei club.

È da presumere che lo stadio Patini di Castel di Sangro, scelto da Napoli per il triduo di amichevoli con Maiorca, Girona ed Espanyol, non fosse idoneo a ospitare con gli abituali privilegi De Laurentiis e può darsi che il clima del “volemose bene” delle amichevoli abbia indotto il presidente degli azzurri a trasgredire, per seguire la sfida all’Espanyol a bordo campo, in panchina. Non si possono invocare neppure i brutti scherzi del caldo, non sono motivi accettabili per giustificare la sorprendente “anomalia” che ha indotto De Laurentiis ad aggredire verbalmente il guardalinee e il giovane arbitro Scatena. L’intervento è avvenuto al culmine delle tensioni in campo, degenerate, perché non represse dall’arbitro, pressato dai giocatori delle due squadre tra spintoni e accenni alla boxe.

A fine primo tempo De Laurentiis ha aspettato il direttore di gara e l’ha “richiamato” per aver consentito falli gravi e reiterati degli spagnoli, senza mai estrarre il salvifico cartellino rosso. Immaginiamo che la Federazione adotterà un complice “glisson” sul comportamento di De Laurentiis, per la sua protesta certamente comprensibile (rischio di infortuni gravi alla vigilia della prima di campionato), ma impropria, anche se avvenuta in corso di una partita amichevole. A farne le spese, meritatamente, l’inadatto arbitro Scatena. Potrebbe essere sospeso.

Un capitolo (definitivo?) mancava alla lista, che mette in fila gli acquisti (pochi) e le cessioni (troppe) del Napoli. Allo smantellamento della squadra 2021-2022 mancava qualcosa: Via Ospina, Koulibaly, Insigne e Mertens (emigrati in Canada e Turchia), non restava che mettere mano al centrocampo, ma era solo questione di tempo. Detto fatto, anche Fabian Ruiz prepara le valigie e vola in Francia, accolto dal Paris Saint Germain. Avanti un altro, prego. Questo Napoli è erede diretto del precedente, partenze a parte. Spalletti non un’idea in testa per scardinare le difese “toste” nella serie A, non ha un regista alla Jorginho, che inventi schemi vincenti da adattare alle avversarie e non trasmette personalità. Si cautela con la lamentela “Manca molto ad allenare una squadra completa”. Nuvole all’orizzonte.

Napoli

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