Perchè al Napoli manca l’uomo immagine?

De Laurentiis

© DE LAURENTIIS, IMMAGINE – FOTO MOSCA

Da quando Aurelio de Laurentiis ha acquistato il Napoli, nell’ormai lontano 6 settembre 2004, alla società azzurra è sempre mancato un riferimento della “vecchia guardia”. Quello che oggi potremmo definire l’uomo immagine. Nessun ex calciatore del Napoli con De Laurentiis ha occupato un ruolo dirigenziale. Casualità o voglia da parte del patron di essere il sole intorno al quale girano i pianeti?

L’IMPORTANZA DELL’UOMO IMMAGINE

Siamo, ormai da diversi anni, proiettati verso un mondo fatto di status, di simboli, ma un mondo in cui, allo stesso tempo, la voglia di innovazione non fa mai a cazzotti con la tradizione. Anzi, quasi la si ricerca il più possibile.

Spesso tante società, anche Italiane, hanno trovato nei loro riferimenti storici l’individuo su cui poter (ri)costruire il futuro. Ma non in campo. Basti pensare a Javier Zanetti nell’Inter, divenuto sotto la presidenza Erick Thohir vicepresidente del Club. Oppure Paolo Maldini, il quale ha addirittura rifiutato la corte del Chelsea. La leggenda rossonera, dopo aver fondato la società calcistica MIAMI FC, fa il suo ingresso nell’organigramma societario del Milan come direttore dello sviluppo strategico dello sport. Scalando col tempo le gerarchie, e grazie alle dimissioni di Leonardo, diventa Direttore tecnico nel giugno 2019. In questo novero di campioni che passano dal campo alla scrivania (dello stesso club) possiamo, inoltre, aggiungere Nedved, anch’esso divenuto vicepresidente della Juventus.

Tali figure, oltre ad essere bandiere, nonché punti fermi della società, rappresentano anche la storia che non si stacca mai dal presente. Moto d’orgoglio da parte dei tifosi. In alcuni casi, addirittura, attirano sponsorizzazioni prestigiose. Inoltre, ricevere una telefonata da riferimenti del genere, nel bel mezzo di una trattativa, può far di certo saltare il banco.

E IL NAPOLI?

Come detto, De Laurentiis non ha mai voluto far fianco ad un uomo di tale caratura. Ma non è un problema radicato nella sua genesi, anzi.

Corrado Ferlaino, più volte presidente del Napoli tra gli anni ’70 e ’90, fece riferimento ad Antonio “Totonno” Juliano, storico centrocampista partenopeo. Esso curò sia l’acquisto di Ruud Krol, e, addirittura, ebbe un ruolo più che rilevante nella sessione di mercato dell’1984, che portò all’acquisto del “Pibe de oro”. Grazie a Juliano, Ferlaino depose il contratto del fuoriclasse argentino oltre il tempo consentito, depositando un foglio totalmente bianco, che avrebbe sostituito con il contratto – firmato in aeroporto – due ore dopo la chiusura del mercato.

DE LAURENTIIS, PRIMA DONNA O CASUALITÁ?

Più di una volta, nei momenti di difficoltà soprattutto, abbiamo visto il presidente azzurro agire da solo, cadendo a volte in dichiarazioni forti e provocanti nei confronti delle istituzioni. Sarà perché lo provocano, sarà per eccesso di impulsività, fatto sta che agisce sempre solitario. Certamente una figura di spessore, quale ad esempio l’uomo immagine, al suo fianco non gli consentirebbe tale privilegio, anzi potremmo dire che potrebbe anche, per certi versi, adombrare la visibilità del patron. Per questo, forse, ha sempre cercato figure, benché efficienti, più anonime. Ma siamo sicuri questo faccia anche il bene del Napoli?

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