Salernitana: attenzione alla strategia di rescissione di Dia, potrebbe costarti assai caro
La decisione della Salernitana di relegare Dia agli allenamenti in solitaria potrebbe aprirgli, paradossalmente, una via d'uscita strategica.
by GSLa situazione tra la US Salernitana 1919 e Boulaye Dia si sta evolvendo in una complessa disputa legale che merita un’analisi sotto la lente del diritto sportivo. La decisione del club di proporre al Collegio Arbitrale una sanzione che prevede la riduzione dello stipendio del giocatore del 50% fino al termine del campionato, insieme all’allontanamento di Dia dagli allenamenti con il resto della squadra, solleva questioni legali significative riguardo alla normativa che disciplina i rapporti tra calciatori e società sportive.
Normativa e Regolamenti applicabili
La disciplina delle controversie tra calciatori e società è principalmente regolata dal Codice di Giustizia Sportiva (CGS) adottato dalla FIGC, che inquadra le procedure e i principi secondo cui operano le sanzioni disciplinari e la risoluzione delle dispute. In particolare, l’art. 7 del CGS prevede che le sanzioni debbano essere proporzionate alla gravità dell’infrazione, tenendo conto delle circostanze specifiche di ogni caso.
Parallelamente, il Regolamento sulla Status e sui Trasferimenti dei Giocatori della FIFA fornisce un quadro per la risoluzione dei contratti per giusta causa. Questo regolamento stabilisce che un calciatore può rescindere il proprio contratto per giusta causa per violazioni significative da parte della società, in caso di trattamenti che minano significativamente la professionalità e il benessere del giocatore.
Analisi del contesto legale
La proposta di sanzione della Salernitana, sebbene prevista come massima sanzione disciplinare per comportamenti ritenuti gravi dal club, deve essere attentamente valutata alla luce dell’art. 7 del CGS per garantire che la misura sia effettivamente proporzionata all’infrazione commessa da Dia. Inoltre, la decisione di far allenare il giocatore separatamente potrebbe essere scrutinata sotto il prisma del Regolamento FIFA, per determinare se tale misura configuri una violazione degli obblighi contrattuali della società che giustifichi una risoluzione del contratto per giusta causa da parte del calciatore.
Salernitana e rischio di rescissione del contratto da parte di Dia
Esiste il rischio che Dia e il suo procuratore sfruttino la situazione per chiedere la rescissione del contratto e il risarcimento danni. La decisione di farlo allenare a parte potrebbe essere vista come una violazione degli obblighi contrattuali da parte della Salernitana. Anche se non si ravvisano gli estremi del mobbing, la decisione di far allenare Dia a parte potrebbe essere vista come una violazione degli obblighi contrattuali da parte della Salernitana. Se l’allenamento separato causa un danno significativo alla carriera di Dia, questo potrebbe rafforzare la sua richiesta di rescissione del contratto e il risarcimento danni.
Anche la riduzione del 50% dello stipendio potrebbe essere considerata una sanzione sproporzionata rispetto al comportamento di Dia.
Sebbene l’intento del club sia pienamente comprensibile, finalizzato a mantenere disciplina e coesione all’interno della squadra, è essenziale che ogni sanzione o misura adottata sia rigorosamente in linea con le disposizioni legali vigenti. Un’applicazione eccessiva o non giustificata delle sanzioni potrebbe, infatti, esporre la Salernitana al rischio di contenziosi legali, con Dia che potrebbe invocare la risoluzione del contratto per giusta causa, accompagnata da richieste di risarcimento danni.
Analisi dei precedenti
In passato, ci sono stati casi di giocatori che hanno rescisso il contratto con successo a causa di allenamenti separati. Ad esempio, nel 2013, il giocatore Amauri ha rescisso il contratto con il Parma dopo essere stato relegato alla squadra B.
Un altro esempio è il caso di Goran Pandev, che in passato si è rivolto al Collegio arbitrale per ottenere la risoluzione del contratto a causa di un’ingiustificata esclusione dalle partite e dagli allenamenti. Pandev rimase sei mesi fuori rosa, senza potersi allenare in gruppo o giocare con i compagni, e sebbene avesse continuato ad allenarsi individualmente, il Collegio arbitrale stabilì che la Lazio era colpevole e oltre alla risoluzione del contratto, impose un risarcimento significativo a favore del calciatore.
Tutti ricordano come è finito l’allenamento in solitaria di Simy, quando la Salernitana è dovuta ritornare sui suoi passi e reintegrarlo in prima squadra, a seguito della diffida del suo legale.
Nella fattispecie odierna, il calciatore senegalese si è reso responsabile di una serie di violazioni contrattuali che rende la sua condotta assai più grave di quella dei suoi colleghi, e quindi si ravvisano gli estremi della giusta causa. Ciò nonostante va posta ugualmente molta attenzione su come procedere correttamente nei sui riguardi.
E’ imperativo che ogni azione che sarà intrapresa sia solidamente ancorata ai principi del diritto sportivo e alle procedure previste e che non venga giudicata eccessiva. L’assistenza di esperti in diritto sportivo diventa quindi fondamentale per navigare le complessità di questa disputa, e la Salernitana sotto questo aspetto appare ben coperta. Essi garantiranno che le decisioni del club non solo siano giustificate, ma anche legalmente sostenibili, per prevenire potenziali ripercussioni legali e finanziarie avverse.
I motivi che renderebbero assai delicata questa eventuale vertenza sono rappresentati innanzi tutto dal grande investimento finanziario sostenuto dal club per l’acquisto di Dia, che andrà salvaguardato a tutti i costi, onde evitare pesanti ricadute sul bilancio già in profondo rosso. Nessun errore sarà ammesso, perché questa volta ci si confronterebbe con uno staff legale assai agguerrito, dell’agenzia sportiva vvconsulting del procuratore Vadim Vasilyev.
Evitiamo che al danno si aggiunga la beffa.
