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Le Pagelle Brillanti: caro Lorenzo, anche mia figlia lo sapeva

Le Pagelle Brillanti: caro Lorenzo, anche mia figlia lo sapeva

© “INSIGNE” – FOTO MOSCA

OSPINA 7
Un buon portiere di una squadra forte deve farsi trovare pronto nell’unica occasione degli avversari. E lui su Belotti fa un paratone. Poi è forte con i piedi e nelle uscite. E poi c’è Meret.

DI LORENZO 6
Maledetto quell’infortunio contro l’Udinese che gli ha fatto saltare Ikone, El Shaarawy e Henderson. Contro il Toro normale amministrazione, tipica di quelle giornate di scuola a fine maggio a salutare i professori. Regala un angolo nel finale per creare una “suspense” tipo Genoa-Juve.

RRAHMANI 6
Juric mette la seconda punta solo al minuto 82. In Premier Juric porterebbe la lavagnetta. Così per Rrahmani la partita ha lo stesso grado di difficoltà di una sfida a chi si regge più tempo in piedi contro Cuadrado. Nel finale prova a ripetere la mandrakata messa in scena contro la Viola. Per poco non gli riesce il bis.

KOULIBALY 7
Sarà anche vero che concede un’occasione a Belotti, ma il Gallo va a colpire la palla tra scapola e fondoschiena. Dopo, però, sale in cattedra come un Mughini contro uno Sgarbi qualunque, annullando l’attaccante del Toro con chiusure spettacolari. Belotti gli fa anche fallo da rigore ma era difficile da vedere. Forse.

MARIO RUI 6
Ritmi così bassi che su quella fascia poteva giocare anche Ghoulam. Anzi Malcuit. Per il portoghese pochi rischi difensivi. In fase di palleggio deve solo fare controllare e coprire Insigne, qualora il 24 azzurro volesse provare a calciare in porta. Quindi relax.

FABIÁN RUIZ 7
L’ho sempre detto, nel mio Napoli del futuro ci metto Fabián più altri dieci. Perché lo spagnolo con il gioco del calcio ha lo stesso grado di confidenza che Ancelotti ha con la Champions. Il gol è tutto suo: ruba palla, la porta, dribbling, fa sedere il difensore e calcia forte di sinistro.

ANGUISSA 7
Se il Napoli ha avuto il pallino del gioco, lo deve al gigante di colore che ha recuperato più palloni di un raccattapalle. Sempre al posto giusto. Fosse stato al teatro Diana avrebbe recuperato Massimo Ranieri prima che impattasse a terra.

LOZANO 4,5
La sua esperienza a Napoli si può descrivere in due fotogrammi. L’ostracismo di Insigne nei suoi riguardi che non gli passa la palla a porta vuota e la sua grande intelligenza tattica quando passa la palla ad Osimhen in fuorigioco di 35 metri più o meno. Per il resto, il detto tanto fumo e poco arrosto descrive la maggior parte delle sue prestazioni.

MERTENS  7,5
Non sapremo mai quale sarebbe la classifica del Napoli se Spalletti da febbraio in poi avesse dato più minuti a Mertens. Resta il fatto che anche a Torino Ciro si conferma il migliore in campo. Nel primo tempo qualche dribbling che ha ricordato il Ciro esterno d’attacco, nella ripresa é il più pericoloso, trasformando in oro ogni pallone, vedi rigore procurato o lancio per Insigne davanti al portiere. Viene sostituto lui e non “altri” perché doveva andare a prendere il figlio a casa della nonna. Non ci sono altri motivi.

INSIGNE 2
Due era il voto che mi davano al liceo quando ero impreparato. E Lorenzo si fa trovare impreparato quando deve calciare il rigore. Che lo battesse così lo sapeva pure mia figlia, 1 anno e mezzo, che non ha mai visto una partita. Due sono anche i gol su azione quest’anno eppure, vedendo l’azione in cui non passa la palla a Lozano tutto solo, non riusciamo a capire come mai un attaccante egoista abbia fatto solo 2 gol. Non è accanimento, ma Lorenzo è il tallone d’Achille di questa squadra quest’anno.

OSIMHEN 6,5
Bremer quest’anno ha fatto piangere tutti gli attaccanti della A, qualcuno l’ha anche denunciato per stalking, per i suoi modi appiccicosi in campo. Victor invece ha creato più danni a Bremer che il Green Pass ai ristoratori. Lo stop e tacco del rigore sono da cineteca, il movimento sul gol vittoria da manuale del calcio. 100 milioni sono tanti soldi ma sicuro non possiamo sostituirlo con Simeone o Pinamonti.

POLITANO 6
Tanto impegno a raddoppiare in difesa per riguadagnarsi la fiducia del mister, un pò come quando io mi metto a fare i piatti ed il bucato per farmi perdonare da mia moglie che mi sono dimenticato l’anniversario del primo bacio.

ZIELINSKI 6
Rispetto alle ultime uscite, stavolta è spesso nel vivo del gioco. Che, da uno con le sue qualità, è come accontentarsi di andare a Parigi e visitare solo Disneyland.

ELMAS 6
Finché c’è Insigne, il macedone deve accontentarsi delle briciole. Un pó come quando partecipi a quei concorsi pubblici in un comune sul cucuzzolo di una montagna con un solo posto a disposizione e scopri che partecipa anche il figlio del Rettore.

LOBOTKA 6,5
Un quarto d’ora per avere la certezza che l’anno prossimo ruoterà intorno a lui il centrocampo. Tocca più palle lui in 15 minuti che le sorelle Rodriguez in un weekend d’estate.

PETAGNA SV
Entra nel recupero perché Osimhen era ad un passo dal richiedere la bombola d’ossigeno. Tanto impegno da far tenerezza.

SPALLETTI 5
Il voto è più per le sue dichiarazioni che per la bella vittoria. Perché quando dice che l’importante è andare sul podio, sembra la copia sbiadita di ADL. Il campo sta dimostrando che Mertens tenuto in panchina più di Di Fusco era solo un suo cruccio. Per dirla in dialetto “Se ngrippat”. Qualora dovesse rimanere proporrei il televoto del pubblico al minuto 60 di ogni partita per decidere le sostituzioni, anche se a Torino la vince con i cambi. Ma la vittoria è più inutile del parmigiano sulle cozze.

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