La bell’Italia, con una macchia

In un'Italia in cui il razzismo è ancora abbondante, la presenza di Paola Egonu sul palco dell'Ariston sarà un'ottima occasione di dialogo.

Volley Italia - Thailandia - Paola Egonu
Articolo di Luciano Scateni09/02/2023

Lo Ius soli negato dalla destra.  “Sono la campionessa italiana juniores ma non ho la cittadinanza e non posso andare agli Europei in Israele indossando la prestigiosa divisa azzurra”. Così Baofa Mifri Veso, diciassettenne eccelsa promessa del salto triplo, che ha vinto i campionati italiani di categoria anche se reduce da un infortunio. Nata e cresciuta in Italia, è ancora una cittadina del Congo, Paese dove non ha mai vissuto, che nemmeno conosce. L’assurdo di una legge di settore le consente di diventare italiana solo alla fine del 2023 quando compirà 18 anni. Fino ad allora le porte delle competizioni internazionali le saranno precluse.

Contraddizione stridente: la Federazione permette di gareggiare nelle competizioni italiane, di indossare il tricolore, la titolarità dei primati, non di vincere vestita d’azzurro e di salire sul gradino più alto del podio intonando l’inno di Mameli nelle competizioni internazionali.

Miracolo. Sanremo, kermesse ultrasettantenne dell’Italia canora, assiste stupita alla standing ovation infinita per Mattarella e Benigni, al no del discrimine per Al Bano (anni 80), Ranieri, Morandi, ancora sovrani della canzone italiana, e replica applausi e consensi per i monologhi anti razzisti di ospiti di meritatissima popolarità.

Nessuna casualità nasconde l’invito di Amadeus di condurre la terza serata del Festival con la mitica star della pallavolo mondiale Paola Egonu, che l’Italia ha il privilegio di vestire d’azzurro della nazionale. Con lei, virtualmente sul palco dell’Ariston, rispondono ai veleni del razzismo uomini e donne con la pelle nera, eccellenze della cultura, della politica, degli sport più popolari e amati. Il purtroppo, esteso razzismo mortifica la diversità somatica di chi non è bianco e con gli occhi azzurri.

La società xenofoba, costretta a integrarsi con neri di qualità superiori nel mondo della musica, della cultura, della politica, continua a discriminare, specialmente negli sport che testimoniano superiori qualità dei “neri”.

Paola Egonu, stupenda leader del volley, esasperata, indignata per aver subìto ignobili manifestazioni razziste, aveva deciso di lasciare lo sport e se per fortuna è ancora l’atleta più ammirata della pallavolo, lo deve alla sua determinazione di opporsi, non solo per sé stessa, alle violenze xenofobe. La sua presenza sul palco dell’Ariston non è solo un prezioso segnale di “muri” che si abbattono, è un dialogo con oltre 10 milioni di spettatori del Festival. In un’interessante dimensione parla agli italiani plagiati dal razzismo della destra. Buon Sanremo.

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