La strategia difensivista di Inzaghi affonda la Salernitana

Proprio nella giornata cruciale per le speranze e il futuro della Salernitana, Inzaghi è stato capace di offrire uno spettacolo desolante che ha lasciato l'amaro in bocca ai tifosi granata.

Filippo InzaghiFoto Mosca
Articolo di Giovanni Santaniello09/02/2024

Proprio nella giornata cruciale per le speranze e il futuro della Salernitana, Inzaghi è stato capace di offrire uno spettacolo desolante che ha lasciato l’amaro in bocca ai tifosi granata. La scelta degli uomini da mandare in campo, in quella che lui stesso aveva definito “la nostra finale”, è apparsa fin da subito troppo rinunciataria e tremebonda, con una formazione imbottita da difensori e centrocampisti. Un bunker difensivo e un centrocampo sovraffollato che ha lasciato Dia, l’unica punta, in un isolamento totale.

Ma qual era la strategia del mister? Voleva blindare il risultato, pur consapevole che un pareggio non sarebbe servito a nulla? Con le sue scelte non è riuscito neppure proteggere la sua squadra dalle continue incursioni avversarie, in particolare quelle di Cambiaghi, contro le quali non è riusciti a trovare alcun rimedio efficace. Increscioso è apparso anche il suo comportamento durante la partita: la sua figura, agitata e frenetica ai bordi del campo, ha contribuito più alla confusione che alla concentrazione dei suoi giocatori, in un momento in cui la lucidità sarebbe stata vitale.

L’arrivo di Walter Sabatini e la sua campagna acquisti invernale aveva riacceso una luce di speranza. Ma Sabatini è un uomo che mastica calcio da una vita e aveva espresso, fin dal suo arrivo, le sue perplessità su Inzaghi, espresse senza giri di parole, in occasione della prima conferenza stampa al suo arrivo a Salerno. Quelle parole sembravano preannunciare un periodo di riflessione e un potenziale cambiamento. Tuttavia, il sostegno incondizionato arrivato ad Inzaghi da parte della dirigenza e dei suoi “consulenti esterni” ha finito per blindare l’allenatore nonostante la carrellata di sconfitte collezionate. E la gestione di Inzaghi in questa partita è stata la classica ciliegina sulla torta.

Le scelte gestionali societarie, dall’infausta sostituzione di Sabatini con De Sanctis fino alla conferma di Inzaghi, sollevano interrogativi profondi. La domanda che si pongono i tifosi riguarda l’identità e le competenze di questi “consulenti esterni” che sembrano aver avuto un’influenza decisiva sulle sorti della squadra.

È giunto il momento di fare chiarezza, di riaccendere i riflettori sul campo e sulle decisioni fin qui adottate, anche se adesso le speranze di salvezza sono state dilapidate.

Bisognerebbe ricordare ad Inzaghi le parole di Albert Einstein: “La follia è fare sempre la stessa cosa aspettandosi risultati diversi.” Evidentemente l’esperienza di Benevento non gli è servita.

Tongya

Franco Tongya: un talento emergente che approda alla Salernitana

Con l'ingaggio di Tongya, Petrachi ha dovuto affinare le sue doti di talent scout, trasformando...

Zielinski, Inter

Inzaghi si gode già Zielinski: “Nessuno come lui negli ultimi anni”

Simone Inzaghi, dopo aver prolungato il contratto con l'Inter, in conferenza stampa ha speso parole...

Salernitana, Dia

Salernitana, Odissea Dia: rinviata l’udienza davanti al Collegio Arbitrale

E' un'autentica Odissea, quella in atto tra Boulaye Dia e la Salernitana: sarebbe stata rinviata...

Salernitana

Salernitana-Cittadella, Michelini: “Sarà una partita difficile, vengono dalla Serie A”

Mauro Michelini, amministratore delegato del Cittadella, ha commentato la sfida contro la Salernitana del 17 agosto...