L’evoluzione dello scouting nella Salernitana: l’unione tra tradizione e tecnologia

L'integrazione tra scouting tradizionale, big data e IA a rappresentare la chiave di svolta per la Salernitana nella ricerca del successo.

Jenbach Austria. Ritiro Salernitana 2022 Nella foto migliaccio, de sanctis FOTO MOSCA
Articolo di admin09/07/2023

Nel corso degli anni, lo scouting ha subito notevoli cambiamenti, passando da un approccio tradizionale basato sull’osservazione diretta dei giocatori a nuove tecniche che sfruttano i big data, l’informatica e l’Intelligenza Artificiale per una valutazione più approfondita.

Lo scouting tradizionale si basa sulla bravura e sull’esperienza degli osservatori che analizzano i giocatori direttamente sul campo. Questo metodo coinvolge la valutazione delle abilità tecniche, fisiche e tattiche di un giocatore attraverso l’osservazione delle sue performance in partita. Gli osservatori si concentrano su caratteristiche come il controllo di palla, la visione di gioco, la precisione dei passaggi, il posizionamento in campo ecc. Inoltre cercano di raccogliere informazioni personali (anche sui social) per andare in profondità ed esplorare, per quanto è possibile, anche aspetti psicologici come la personalità, la determinazione e la resilienza di un giocatore. Anche la Salernitana ha una valida squadra di scouting dedicata che è costantemente alla ricerca di nuovi talenti. 

Il lavoro di Morgan De Sanctis ha finito per convincere anche i più scettici. Questo anche grazie alla buona rete di osservatori, nei cui ranghi troviamo Cristoforo Barbato (capo osservatore giovanile) ed Emanuele Calaiò (Dirigente giovanile), coordinati dal capo scout Simone Lo Schiavo e dal responsabile dell’area tecnica Giulio Migliaccio, costantemente in giro per l’Italia e all’estero per visionare da vicino numerosi giocatori.

L’introduzione dei big data e dell’informatica ha rivoluzionato l’approccio allo scouting nel calcio. Le squadre utilizzano oggi sistemi sofisticati per raccogliere e analizzare un’enorme quantità di dati riguardanti i giocatori. Questi dati includono informazioni sulle performance individuali, le statistiche di squadra, l’efficacia dei passaggi, il numero di gol segnati e molto altro ancora. L’elaborazione di tali dati consente agli analisti di individuare modelli e tendenze nascoste, fornendo un quadro più completo delle prestazioni di un giocatore. L’utilizzo dei big data nello scouting offre numerosi vantaggi.

Innanzitutto, consente di individuare talenti nascosti o trascurati che potrebbero sfuggire all’attenzione degli osservatori tradizionali. Inoltre, i dati permettono di valutare le prestazioni di un giocatore nel corso del tempo, rivelando trend positivi o negativi e fornendo indicazioni sul suo potenziale sviluppo. Questo approccio quantitativo riduce l’influenza dei pregiudizi e degli errori soggettivi, rendendo le decisioni di reclutamento più oggettive e basate su evidenze concrete. Diventano così sempre più importanti gli algoritmi e le analisi dei dati, e metodologie come quella del guru americano Billy Beane che a inizio anni 2000 ha rivoluzionato il modo di gestire il baseball in America.

Nel film, Moneyball (L’arte di vincere) con Brad Pitt protagonista, viene raccontata la sua storia. Di recente il Milan, dopo la partenza di Maldini e Massaro, ha deciso di puntare proprio su queste metodologie innovative di scouting per evitare il ripetersi dei deludenti risultati dell’ultima campagna acquisti con il fragoroso flop di un De Ketelaere costato ben 32 milioni! Anche la Salernitana non sta a guardare, l’ad Maurizio Milan ha recentemente dichiarato: “Scherzando ma non troppo io dico che Morgan è un direttore sportivo 5.0. Definizione che nasce dal fatto che il DS della Salernitana fa ricorso anche lui a tecnologie innovative riuscendo ad integrare lo scouting tradizionale con i sistemi di mappatura dei profili dei potenziali obiettivi di mercato. La valutazione tecnico-sportiva e finanziaria viene poi estesa anche ai calciatori di proprietà per monitorarne costantemente le prestazioni.

Oltre ai big data, l’intelligenza artificiale (IA) sta assumendo di recente un ruolo ancora più importante nello scouting nel calcio. L’IA può analizzare dati ancora più complessi e fornire raccomandazioni e predizioni più accurate. I modelli di apprendimento automatico possono identificare schemi di gioco, individuare i punti di forza e di debolezza di un giocatore e persino prevedere il suo potenziale futuro sviluppo. L’IA può anche supportare gli osservatori nella selezione dei giocatori, offrendo suggerimenti basati su algoritmi che combinano dati storici e informazioni in tempo reale.

Ed è proprio l’integrazione tra scouting tradizionale, big data e IA a rappresentare una svolta decisiva, in grado di garantire una valutazione veramente accurata dei talenti emergenti, tale da offrire alla Salernitana un vantaggio competitivo nella costruzione di una squadra di successo.

Al riguardo il patron granata Danilo Iervolino ha recentemente dichiarato: “Io sono per la tecnologia . . . Questa però non sostituirà gli uomini ma è solo un supporto per permettere ai vari ruoli dirigenziali di prendere le miglior scelte”

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