Sempre colpa di Garcia

Il risultato non compromette il passaggio agli ottavi di Champions per il Napoli di Garcia, semplicemente lo ritarda, e forse non può far che bene.

Articolo di carloiacono09/11/2023

© “GARCIA” – FOTO MOSCA

“Tu sei bello e ti tirano le pietre. Tu sei brutto e ti tirano le pietre. E il giorno che vorrai difenderti vedrai che tante pietre in faccia prenderai! Sarà così finché vivrai. Sarà così….sempre pietre in faccia prenderai”, cantava Gian Pieretti nel lontano 1967, e queste strofe potremmo dedicarle a Garcia e al suo Napoli 2023/2024. Perché la sensazione è che sarà così, finché vivrà.

Il Napoli con l’Union accontenta il gusto estetico di chi aspramente criticava le vittorie ciniche e di misura. Per almeno 70 minuti gioca bene, un gran bene, ma non concretizza, anzi si fa infilare sull’uno a zero mentre è alla ricerca forsennata di chiudere la partita andando a cento all’ora come popolo vuole. Finisce in pareggio e allora si che si ritorna a parlare di “risultato”, ancora tu, ma non dovevamo vederci più?

Sconfessano tutti gli azzurri, gli edonisti che avvertono un sussulto machiavellico a fine partita, e coloro i quali additavano alla squadra di saper vincere solo con le piccole. L’Union Berlin, piccola fiammiferaia, raccoglie un’1-1 al Maradona, che è acqua nel deserto: il primo risultato utile, dopo dodici sconfitte consecutive (ovvero la peggior serie record della squadra tedesca nel calcio professionistico). E “oltre le gambe c’è di più”, intonavano la Salerno e la Squillo, gli uomini di Fischer trovano anche un gol che mancava da cinque gare. Se a questo aggiungiamo l’immagine di un Bonucci – nemico giurato – uscire festante dal campo, la nox horribilis è servita. Crocifiggete Garcia, Barabba, ladro di emozioni.

Ladro come l’Union, che trascorre 90’ minuti e più a ridosso dell’area di rigore, per venire fuori a ballare quando il gatto non c’è, o meglio quando il felino fa il pollo, e subisce un contropiede su calcio d’angolo a favore da “Nuove Comiche”. Significherà pareggio, significa forse molto di più ma è difficile coglierlo. E non si parli di tabù Maradona, il Napoli ha fatto il suo.

Si, perché come dicevamo gli azzurri hanno giocato un gran calcio, dominando l’avversario, assaltandolo. Ha dovuto rialzare il muro il Berlino, per non cedere. Se tra le mura amiche – perdonate il gioco di parole – l’Union aveva con la intensità tipica della casa messo in difficoltà il centrocampo azzurro – etichettato deboluccio ai tempi – questa volta l’ha subita. Garcia ha mostrato un Napoli corale, armonioso, ampio, veloce, in palla. Ha creato molto. Colpito un palo con Natan, segnato un gol, poi annullato, con Anguissa e un’altro “buono” con Politano. Avesse vinto con qualche gol di scarto nessuno avrebbe storto il naso, o meglio gli avversari non lo avrebbero fatto, i tifosi il modo l’avrebbero trovato.

Eppure ha pareggiato. Perché? Perché non è il Napoli della scorsa stagione, anzi non è la scorsa stagione, e Garcia non c’entra un bel niente. Il Napoli ha degli elementi tecnicamente validi ma incompleti. Calcisticamente immaturi e il tecnico francese sta lavorando proprio su questo, donargli consapevolezza. Quella intelligenza, a cui fa spesso riferimento Allegri, di comprendere le fasi della partita. È la differenza che intercorre tra un gran bel giocatore ed un campione, sapere cosa fare come e quando durante il match: leggerlo. Gli azzurri non sapevano “farlo” con Spalletti e l’hanno poi dimenticato, semplicemente non ne hanno avuto bisogno, perché tutto girava per il verso giusto. Non c’era da scegliere tra estetica e risultato, veniva tutto, il Napoli non aveva bisogno di uscire dalle difficoltà, quando ne ha avuto bisogno – in Champions contro il Milan – non ci è riuscito. Ora si ritrova in una dimensione nuova, come un ereditiera che non ha più i fondi di papà, ha tutte le qualità per “vincere” nella vita, ma deve imparare ad usarle.

Per il resto, il risultato non compromette il passaggio agli ottavi di Champions, semplicemente lo ritarda, e forse non può far che bene. Perché la Champions è la migliore maestra.