Come giocherebbe il Napoli di Conte

Se mai dovesse approdare al Napoli, Conte stravolgerebbe la squadra; sarebbe la scelta giusta? Perché no. Il 3-5-2 non è un problema.

ConteFoto Mosca
Articolo di Federico Grassi10/10/2023

©️ “CONTE” – FOTO MOSCA

Dopo solo otto giornate, con un tricolore cucito in petto che mancava da 33 anni, si parla già di esoneri. Evidentemente aver incantato il mondo intero non è bastato per acquisire dimestichezza nel difendere qualcosa di importante. Certo, la stagione è molto lunga e stiamo solo alle battute iniziali, ma cosi non va bene. Dello stesso avviso lo è il presidente Aurelio De Laurentiis che in due giorni ha voluto incontrare Rudi Garcia. La scelta del patron azzurro va sempre più verso la conferma del tecnico francese; non parliamo di fiducia, ma di necessità, visto che non si ha al momento il sostituto. Ultima possibilità quindi per Rudi; stabilito l’ultimatum a Verona dopo la sosta nazionali. Ipotizziamo che però, in un lontano immaginario fantascientifico, ADL scegliesse, nonostante lo stipendio, Antonio Conte; come giocherebbe il tecnico pugliese?

Negli anni abbiamo potuto vedere e in parte godere (nazionale) di un calcio molto intenso e prolifico. Gli inizi hanno dimostrato una certa attitudine al 4-4-2, con ammissione dello stesso allenatore di aver avuto influenze da Giampiero Ventura. Soprattutto gli anni al Bari sono stati quelli più di apprendimento, dove si è formato sia a livello tattico che professionale, improntando l’immagine del tecnico tenace ed esigente. Dopo avventure a Siena, Arezzo, Bari e Atalanta il tecnico pugliese impronta nella mente dei suoi giocatori, al tempo della Juventus, un nuovo modulo,
il 3-5-2. Con quel modulo vincerà a Torino dal 2011 al 2014 tre scudetti e due supercoppe italiane. Nel 2016 sempre con lo stesso modulo risolleva una nazionale che veniva da una mancata qualificazione ai mondiali, portandola ai quarti di EURO2016. Nel 2017 vola in Inghilterra al Chelsea dove vincerà in due stagioni Premier League e FA Cup. Al Tottenham è un fallimento; inizia bene con il 3-5-2, poi cambia modulo causa molti infortuni e scarsità dell’organico. Lascia gli Spurs a stagione in corso e nel 2019 approda di nuovo in Italia, ma all’Inter dove alla sola seconda stagione conquista il tricolore, ponendo fine al dominio Juve proprio con il suo tanto amato 3-5-2.

Se mai dovesse approdare al Napoli, Conte stravolgerebbe la squadra; sarebbe la scelta giusta? Perché no. Partendo dalla difesa, Rrhamani a Verona era protagonista di una difesa a 3, cosi come Natan che in Brasile giocava da terzo di sinistra o addirittura terzino sinistro. Come terzo centrale può essere utilizzato Ostigard, a costo però di un incremento del reparto per alternare l’undici titolare. Nei cinque di centrocampo, qualsivoglia usare il 3-5-2, va inserito Olivera sull’esterno, che gode di una buona difesa, non si può dire altrettanto delle sue qualità offensive. A concludere il reparto i soliti Anguissa, Lobotka, Zielinski e a destra il capitano Di Lorenzo, perfetto per questo ruolo. Andrebbe preso poi un buon esterno sinistro, con nelle corde una doppia fase.

Come due punte Osimhen e Kvara? In realtà il giocatore perfetto per questo modulo affianco a Victor sarebbe Raspadori, ma se si riuscisse a scoprire il 77 georgiano seconda punta, tanto di guadagnato. Le alternative a centrocampo mancano; oltre a Cajuste, Elmas e Gaetano si deve intervenire sul mercato e prendere qualcuno adatto. A sinistra Mario Rui può andar bene, a destra ancor di più Zanoli perfetto per un centrocampo a cinque, come abbiamo potuto vedere nel suo prestito alla Sampdoria. In avanti ci sono Jack, Simeone e Politano a sostituire il 9 nigeriano. Per non dimenticare, in un ipotetico 3-4-2-1, Lindstrom può essere inserito alla perfezione dietro alla punta.

Le idee ci sono; se si è disposti a mantenere economicamente Garcia e Conte in contemporanea (difficile), non è assolutamente un brutto Napoli (con qualche piccolo aggiusto).