La Salernitana tra luci e ombre: ma le sfide più grandi sono dentro e fuori dal campo

La strada della Salernitana per la salvezza è diventata assai impervia, inutile nascondere la realtà, ma non bisogna arrendersi e sprofondare in una lenta agonia che i tifosi granata non meritano.

Articolo di admin11/11/2023

© “OCHOA” – FOTO MOSCA

Nella serata di ieri, la Salernitana con il pareggio ha mostrato una prima mezz’ora scintillante, rivelando una squadra viva e capace di segnare di fronte a un Sassuolo apparso in disarmo. Il campo sembrava appartenere ai salernitani, mentre gli emiliani erano visibilmente frastornati.

Tuttavia, la squadra campana non è riuscita a capitalizzare appieno la situazione favorevole, mancando l’opportunità di mettere a segno il colpo del K.O. Il Sassuolo, invece, ha gradualmente ripreso il controllo del gioco, riducendo lo svantaggio prima, pareggiando poi e assediando i granata rintanati nella loro metà campo. Senza la straordinaria prestazione di Sant’ Ochoa in porta, e i due legni colpiti dagli uomini di Dionisi, la Salernitana avrebbe potuto rischiare l’ennesimo tracollo, confermando ancora una volta le solite fragilità difensive e la mancanza di solidità.

La difesa, da tempo punto debole della squadra, continua a destare preoccupazione, confermando i dati dello scorso anno e piazzandosi adesso come la peggiore del campionato. Il centrocampo, a sua volta, mostra lacune evidenti, anche Lassana Coulibaly, il suo miglior rappresentante, stenta a esprimersi al meglio. I tifosi si interrogano sul perché Kastanos rimanga ad ammuffire in panchina con l’avvento di Inzaghi.

Candreva, nonostante la sua esperienza, sembra attraversare una fase di involuzione aggravata dall’impiego a tutta fascia, mentre la squadra mostra problemi evidenti di tenuta fisica a cui si aggiunge una fragilità mentale che attanaglia i calciatori appena subiscono un gol.

Il proverbio napoletano “O cane mozzeca semp’ o’ stracciato!” sembra adattarsi perfettamente alla situazione attuale, specialmente considerando le decisioni arbitrali contro la Salernitana. Il mancato rigore per un tocco di mano di Pinamonti ha sollevato polemiche, e sembra incomprensibile anche la decisione di non far battere una punizione, decretando il fischio finale quando non erano ancora scaduti i due minuti di recupero.

Le proteste veementi dei giocatori granata nel finale riflettono una crescente frustrazione nei confronti degli arbitraggi sfavorevoli. In questo contesto, ci si aspetterebbe una risposta più decisa da parte della società che, invece, sembra preferire un basso profilo. In casi analoghi i  dirigenti delle altre squadre non mancano di intervenire nelle conferenze stampa post-partita per protestare veementemente quando hanno da lamentare presunti torti arbitrali .

La strada per la salvezza è diventata assai impervia, inutile nascondere la realtà, ma non bisogna arrendersi e sprofondare in una lenta agonia che i tifosi granata non meritano (ieri c’erano 1.200 coraggiosi tifosi andati a incoraggiare sotto la pioggia la squadra al Mapei Stadium).

La società dopo le promesse disattese, deve far di tutto per invertire la china e provare a ricomporre i cocci. La retrocessione sarebbe fallimentare non solo sotto l’aspetto economico, ma anche per le ricadute sul morale di una città così legata alla sua squadra.

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