Serpenti vestiti da cani fedeli
Tutte le polemiche sono funzionali ed utilizzate dopo le sconfitte, e chi ne fa uso, chiunque esso sia, ha la stessa sensazione al tatto di un serpente a sonagli travestito da cane fedele.

© “KVARATSKHELIA” – FOTO MOSCA
Per molti è ripartita la corsa.
Per me, semplicemente non si è mai fermata.
Una squadra affamata, vorace, incontentabile.
Una squadra che per una sconfitta, dopo un filotto assurdo è stata messa in discussione.
Avvoltoi scagliati sulla preda, travestiti da tifosi e giornalisti, con la possibilità di rivederceli accanto tra qualche giornata,
vestiti di azzurro con la bandiera in mano.
Avvoltoi scagliati sulla squadra e su Spalletti che contro la Lazio “avrebbe tolto le mani dal volante”.
Le mani sul volante ci sono sempre state, con lo sguardo sempre fisso in avanti verso l’obiettivo.
Una squadra che ha applicato una pressione costante e che ha creato le sue migliori occasioni proprio sui recuperi,
tanto da darmi quasi l’impressione che in alcuni frangenti, perdesse il possesso volontariamente.
Sì, volontariamente.
La chiamerò “tattica della palla persa” e la possono attuare solo le squadre con uno strapotere di convinzione, dei propri mezzi assurdi.
La palla si perde volontariamente perché quando l’avversario recupera, si sbilancia sia emotivamente, sia di posizionamento ed il successivo recupero
ti porta ad una situazione di importantissima superiorità.
Una “tattica” non da tutti, ma solo di chi ha la consapevolezza di poter giocare “al Gatto con il Topo”!
Appunto da un recupero nasce il goal del vantaggio.
Un recupero di Zambo che lancia Osimhen, che riceve il pallone, lo sgonfia, lo pulisce e lo serve in modo perfetto a Kvara, che si trasforma in Alberto Tomba
e tra le bandierine dei giocatori atalantini che lo accerchiano (precisamente in SETTE contro UNO), si destreggia e buca la porta di Musso.
Raddoppio ad opera di Rrahmani, che stacca bene e sfrutta un evidentissimo errore del portiere argentino, che sbaglia sia il tempo dell’intervento, che la posizione
del braccio che non va in contro alla palla.
Partita in ghiaccio e si ritorna a + 18.
All’80simo parte la meravigliosa Playlist del “Maradona“. Playlist a cui manca un brano troppo importante.
Manca ‘O Surdato ‘nnammurato, canzone colpevole di non essere gradita ad alcune frange del tifo che la considera “passata”!
Di colpo i problemi del “tifo che non si sente”, del “Maradona” stile teatro e degli spalti poco colorati di azzurro, che condizionerebbero i calciatori in campo,
svaniscono e si sciolgono come neve al sole.
Tutte le polemiche sono funzionali ed utilizzate dopo le sconfitte, e chi ne fa uso, chiunque esso sia, ha la stessa sensazione al tatto di un serpente a sonagli
travestito da cane fedele.
Nel frattempo “noi” voliamo a + 18….. PIÙ DICIOTTO!
A DUE PASSI DAL SOGNO !
In collaborazione con PassioNapoli
