I corni di De Laurentiis stavolta hanno fatto cilecca
Aurelio De Laurentiis, il patron del Napoli, un uomo così carico di manie scaramantiche da far sembrare razionale perfino Pappagone
De Laurentiis e la scaramanziaAmici tifosi, preparatevi a una scorpacciata di stranezze e rituali quanto basta per far impallidire i santoni più esperti. Stiamo parlando nientemeno che di Aurelio De Laurentiis, il patron del Napoli, un uomo così carico di manie scaramantiche da far sembrare razionale perfino Pappagone.
La cilecca dei corni quest’anno
Stavolta, però, i corni di Aurelio De Laurentiis sembrano aver perso il loro potere scaramantico. Nonostante il metro di corno rosso che troneggia nel suo ufficio per scacciare la jettatura, il presidente del Napoli sta facendo i conti con una stagione, a dir poco, fallimentare.
Il potere del giallo
La sua fede negli amuleti è talmente radicata che persino il colore della maglia da gioco diventa un rito. Addio cara vecchia azzurra, il “Potere del Giallo” (gialla con banda azzurra) ha stregato il presidente. Con quella casacca, la sua squadra aveva conquistato 6 vittorie su 8 partite, segnando a raffica con il “Pepita” Higuain. Una media punti da far stropicciare gli occhi, tanto che l’azzurro finì in un angolo a prendere polvere.
Il fortino anti-jettatura di De Laurentiis
Ma il patron non si è arreso agli scongiuri. Come raccontato da Carlo Verdone, il suo appartamento è un vero e proprio fortino anti-jettatura: “Diecimila corni ovunque, persino in bagno: uno contro il malocchio, uno per la fortuna del Napoli, uno contro gli invidiosi“. Eppure, nemmeno questa massiccia presenza di amuleti sembra aver funzionato.
E che dire del tabù del colore viola, proibito allo stadio perché simbolo di lutto e penitenza? Guai a presentarsi al suo cospetto con un capo di quel colore, a meno di non voler scatenare l’ira funesta di De Laurentiis.
Niente da fare, la sfortuna non si è fatta intimorire. Così come la ferrea regola di evitare posti con il numero 17 o 13, nonché qualsiasi somma di cifre che porti a quei numeri infelici. Quando prenota un albergo, le istruzioni sono chiare: niente stanze con quei numeri infelici. Giocare venerdì 17 contro una squadra in maglia viola? Giammai!
Persino il rituale dei gatti neri che attraversano la strada, costringendo De Laurentiis a cambiare direzione, non ha sortito effetto questa volta. Le sue scaramantiche deviazioni sembrano aver portato dritto verso un vicolo cieco.
Insomma, in quest’ultimo campionato i corni del presidente hanno fatto una solenne cilecca. La magica atmosfera partenopea di riti e amuleti non è riuscita a deviare la sfortuna che si è abbattuta sul Napoli. Nonostante questa massiccia opera di scongiuro, il suo Napoli è rimasto invischiato in una crisi di risultati che lo sta allontanando dall’Europa.
Razionalità o scaramanzia?
In fondo, come diceva Benedetto Croce, “non è vero, ma ci credo”. Parole che don Aurelio sembra aver trasformato in un mantra. L’unica volta che non è voluto essere scaramantico è stato quando organizzò in anticipo la festa scudetto del 30 aprile 2023, e il Napoli si fece sfuggire la vittoria aritmetica dello Scudetto in casa contro la Salernitana, a causa del gol dell’1-1 di Boulaye Dia a soli 7 minuti dalla fine. Il numero uno azzurro aveva già fatto arrivare a Fuorigrotta il catering per una cena esclusiva di 350 invitati, che invece gli rimase sullo stomaco. Il calcio è uno sport popolato da scaramantici, ma il presidente del Napoli si è sicuramente guadagnato un posto d’onore nell’Olimpo delle bizzarrie.
Forse è arrivato il momento di abbracciare un po’ di razionalità e concentrarsi sul campo, invece che sui corni.
