“Giochi con pallone” ma non è il calcio: Italia uber alles

Imprese parallele, contemporanee. Basket e pallavolo meritano considerazione per un’identica qualità.

Articolo di Luciano Scateni12/09/2022

Imprese parallele, contemporanee. La giovane nazionale di pallavolo, in casa dei polacchi superfavoriti, conquista il mondiale in casa loro, nello Spodek Arndi Katowice (3 a 1) e compie l’impresa ventiquattro anni dopo aver conquistato il prestigioso titolo, al tempo dei mitici Zaitswev e Juantorena.

Il ‘sei bello’ degli azzurri succede a quel team con superbo Giannelli, e, dopo decenni di dominio centro-nordista, viva il Sud. A realizzare l’immenso exploit sono stati determinanti la super regia del tecnico leccese De Giorgi il palermitano Roberto Russo, e Daniele Lavia calabrese di Cariati.

L’esultanza degli azzurri, è immortalata nell’immagine di gruppo di atleti e dirigenti in festa e non è da meno il frame della nostra nazionale, che rispedisce a Belgrado i fenomeni della Serbia, da sempre leader del basket europeo, guidati dal gigantesco Nikola Jikic, per due volte miglior giocatore nientemeno che della stratosferica NBA.

Se è di Melli il grande merito di averlo contenuto, dieci e lode è il voto per il playmaker sardo Marco Spissu (ventidue i suoi punti e viva il Sud).

I due sport, osservati in parallelo, meritano considerazione per un’identica qualità: dal tempo del mini basket, del mini volley, premettono all’agonismo l’etica del gioco collettivo, dell’altruismo. Gli acuti individuali sono solo il terminale del prolungato lavoro di apprendimento del gioco, che nelle due discipline diventa anche molto competitivo, ad alto livello, quando coniuga il mix di atletismo, intelligenza tattica, grinta, determinazione, spirito di sacrificio e talento.

Il maggior favore di cui gode uno dei due sport, ovvero il basket sulla pallavolo, ha più di una motivazione. Il successo, fino all’approdo all’ opulentissima National Basket Association, che gestisce il mega torneo degli States e muove un giro miliardario di dollari, si propone come corrispettivo americano del calcio, per popolarità e attenzione dei media.

Il soccer, solo negli ultimi anni ha provato ad emulare il calcio europeo, per ora senza centrare completamente l’obiettivo. Il basket ha tifoserie accanite come nel calcio, ma differisce profondamente nei comportamenti degli appassionati.

Episodi di razzismo sono più che rari, non c’è violenza nei palasport, il livello medio di chi lo pratica non di rado è l’istruzione, fino alla laurea. Idem per gli atleti della pallavolo. È ampia la possibilità di ragazze e ragazzi di confrontarsi con i due sport.

Non c’è scuola, oratorio, che non siano dotati di palestra, canestri e rete da volley. Infinite amministrazioni locali, con la collaborazione del Coni, hanno dotato i territori urbani di campi e attrezzature, specialmente per la pallavolo.

Analogie e differenze: con l’eccezione del playmaker (basket) e del ricevitore (volley), di statura ‘normale’, per misurare l’altezza dei giocatori delle due discipline si usa il metro che misura oltre duecento centimetri.

Nel basket sono fondamentali la velocità, migliorata in Italia, ma ancora imparagonabile a quella dell’NBA, la qualità balistica dei tiratori, le numerose variabili del gioco offensivo, la ferrea capacità difensiva.

La pallavolo, altamente spettacolare nel fondamentale della schiacciata, dei muri in opposizione alle giocate degli avversari, funambolica nei salvataggi miracolosi in campo e oltre il perimetro di gioco, negli ace ottenuti con battute violentissime, propone minori varianti tattiche rispetto alla pallacanestro.

Altra differenza: nel basket italiano di élite sono pochi i giocatori endogeni in grado di fare la differenza in campo, affidata a star della NBA o del campionato universitario Usa, mentre nella pallavolo non siamo secondi a nessuno, come dimostra il mondiale di Katwice.

In tempi di magra per il calcio italiano (escluso dai mondiali del Qatar), sono consolanti le imprese della pallavolo, del basket e Attenuano l’altra delusione per la sconfitta del ‘settebello’, subita dalla Spagna (che abbiamo sconfitto a Barcellona del 92, oro olimpico per l’Italia della pallanuoto).

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