Orgoglio napoletano, chapeau

Napoli incorona il nigeriano Osimhen, il georgiano Kvartskhelia e mister Spalletti. Azzurri padroni della Serie A.

Articolo di Luciano Scateni13/01/2023

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© “NAPOLI” – FOTO MOSCA

Quanta enfasi per una puntata dello show al più alto stadio di partecipazione popolare, che a mente serena e con ragionevole distacco, rientrerebbe nel novero di accadimenti di routine, ovvero il match che infiamma gli animi più del duello Oriazi-Curiazi, più della disfida di Barletta, più delle elezioni del presidente degli Stati Uniti. Almeno nella città che idolatra il’pibe de oro’ napoletanissimo ad honorem e ha beatificato in progressione inarrestabile Jepsson, Vinicio, Koulibaly, Sarri e ora incorona il nigeriano Osimhen, il georgiano Kvartskhelia, mister Spalletti.

Ogni cosa ha una ragion d’essere nella città delle passioni vulcaniche e della rabbia per il discrimine razzista che fa di un bellissimo lembo d’Italia oggetto di rancorosa invidia. Napoli-Juventus in situazioni socio-economiche-politiche normali, sarebbe un racconto di ordinario interesse, Non lo è, e assume connotati ben oltre l’aspetto ludico del football pere antica e nuova rivalità non solo sportiva. In campo, nel catino di Fuorigrotta che celebra i fasti di Maradona si contendono i tre punti azzurri e bianconeri, ma l’incipit della partita, che accende mille riflettori sul rettangolo verde dello stadio sold out dice altro, anticipa il duello Sud-Nord. Lo testimoniano il livello di attenzione dei media, altissimo, la ‘fatica’ di firme eccellenti in fase di presentazione, il coinvolgimento in dissertazioni sul tema di un noto autore di polizieschi, il ‘no’ per la telecronaca in chiaro a Sky di Dazn, che spera in nuovi abbonati napoletani di tutta l’Italia per non privarsi delle emozioni in diretta e probabilmente il niet di De Laurentiis che non avrebbe incassato i 4 milioni di biglietti.

Tutto questo invita oscura il caleidoscopio delle anticipazioni sulle tattiche dei due allenatori, che duettano sulla reciproca bravura e si beccano, sulle scelte di chi lasciare in panchina del ricco organico di cui dispongono, sulle chance di tagliare per primi il traguardo dello scudetto, che per ora parla in napoletano.

Ora è il momento di assistere con il fiato sospeso a questa puntata di Napoli-Juve che i sessantamila del Maradona Stadio giocheranno dalle gradinate come dodicesimo azzurro, di verificare lo stato di grazia di Osimhen, premiato come giovane numero uno al mondo, capocannoniere della serie A e di Kvara, rivelazione del calcio europeo. 700 i tifosi bianconeri. Atterrato a Napoli un charter dalla Georgia.

La classifica che precede la partita: Napoli: 14 vinte, due pareggiate, una persa, 39 gol fatti, 13 subiti. Juventus: 11 vinte, 4 pareggiate, 2 perse, 26 gol fatti, 19 subiti. Arbitra Doveri, insignito del Premio “Giovanni Mauro” come miglior arbitro dalla Can. Juventus prudente, Napoli intraprendente? Fischi per Milik, ex non rimpianto. Vediamo. Juve prudente, pressing alto del Napoli, ritmi per ora lenti, fase di studio. Primo angolo per il Napoli, senza esito. Victor Osimhen di testa al 14esimo porta il Napoli in vantaggio dopo un ubriacante slalom di Kvaratskhlelia. 1 a 0, alleluia. Stadio Maradona in delirio: Politano da Di Lorenzo, cross, Kvara tenta un’acrobazia, il pallone è preda di Osimhen, testa e gol! La Juve accusa il colpo, ma colpisce la traversa Di Maria, colpevole un errore di Rahmani. Disimpegno pericoloso, sbavatura difensiva al minuto 21. Mira imprecisa di Kvara al 24esimo. Juve ora in attacco con Milik. Angolo per la Juve, Bremer colpisce pallone sul fondo, Napoli in difficoltà. 15 al risposo. Attenzione, con la Juve non è proprio il caso di deconcentrarsi e il Napoli lo avverte. Azione ficcante di Zielinski. Allegri e Spalletti agitatissimi, di più il tecnico della Juve. Kvara al 39esimo fulmina Szczesny, calcio d’interno destro imprendibile, 2 a 0, delirio nel Maradona Stadio, e coinvolge De Laurentiis. Poi errore in fase difensiva del Napoli, pallone di Milik a Di Maria tutto solo, 2 a 1 al minuto 42. Concentrazione latente della difesa azzurra. Partita purtroppo riaperta. Kvara vittima di un fallaccio, Danilo ammonito. Recupero di 180 secondi. Spogliatoi e che dire, non è la pima volta che gli azzurri si adagiano sul vantaggio acquisito, vizio da correggere. Senza una prodezza di Meret, che con un colpo di reni impedisce a un cross deviato di finire in porta, il Napoli non sarebbe in vantaggio. Significativa l’interruzione del record della Juve arrivato a Napoli con il record di otto gare con la rete inviolata.

Second time. In campo Elmas per Politano acciaccato, cioè prudenza di Spalletti, centrocampo rinforzato. Ma è sicuro che il 2 a 1 basti alla conquista dei tre punti? Angolo per la Juve, errore di Maio Rui. Secondo angolo provocato da Di Lorenzo. Nessun esito. Osimhen a tu per tu con il portiere bianconero che si oppone alla grande. Angolo. Kvara dal corner, velo di Anguissa e Raahmani di destro si fa perdonare l’errore del primo tempo e realizza il 3 a 1. Minuto 55. Respiro di sollievo del Maradona Dentro Paredes per Locatelli infortunato e Kean per Milik. Ci prova Zielinski, sfiora il gol Osimhen, occasione d’oro sprecata. Dilaga il Napoli che ha ritrovato il miglior Kvara. Solo Napoli, che serata. Prova a reagire la Juve. Osanna, arriva il quarto gol del Napoli al 62esimo, Napoli spettacolare, doppio gol di Osimhen di testa su cross di Kvara e consolida il primato di capocannoniere. Esplode il Maradona: “chi non salta bianconero è”. Ora è un Napoli vincente e del bel gioco. Kvara scatenato e difesa della Juve perforata per quattro volte. Esce Mario Rui, applauditissimo, anche da Spalletti, standing ovation, entra Olivera. Trionfo azzurro: Elmas inventa il gol fantastico del 5 a 1. Minuti 72. Allegri manda in campo Miretti e Iling per Di Maria e Chiesa. Si accendono le luci dei telefonini dei tifosi napoletani, ed è festa grande. La sconfitta clamorosa della Juve assume significati extra calcistici: è il sud che vince. Ndombelé per Zielinski e Raspadori per Osimhen, che sale a dieci gol personali in campionato. Napoli elegante, sicuro, vincente, stratosferico. Allegri sventola la bandiera bianca della resa e manda il campo il giovanissimo Soulé per Rabiot. Entra Lozano per Kvaratskhelia, standing ovation, abbraccio con Spalletti. The end.

Azzurri padroni della serie A. Orgoglio napoletano, chapeau!

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