Le Pagelle Brillanti a tema Sanremo

Le Pagelle Brillanti (Sanremesi) de “Il Punto Brillante" della sfida di ieri tra Napoli e Cremonese, vinta dagli azzurri.

kvaratskhelia
Articolo di Redazione SDS13/02/2023

©️ “KVARATSKHELIA” – FOTO MOSCA

MERET 6
Costretto da contratto a stare due ore a vedere un allenamento attacco contro difesa quando potrebbe starsene con la sua famiglia, al caldo. Peggio di lui solo il figlio di Amadeus, obbligato dal papà a stare in prima fila, per 5 giorni, a vedere Peppino Di Capri, Gino Paoli e Ornella Vanoni. Invece che un abbonamento a Natasha.

DI LORENZO 7,5
“Due vite” ha vinto a Sanremo, due vite ci vorrebbero per fare quello quello che sta facendo Di Lorenzo a Napoli, sempre in campo, spesso decisivo. Sue le due conclusioni più pericolose nel primo tempo, entra sul raddoppio e fa un assist da play station sul 3 a 0. Solo Maradona è riuscito ad indossare la fascia e…

RRAHMANI 6,5
Ci vorrebbe qualche urlo da meme di Anna Oxa per movimentare la sua serata contro Afena Gyan eTsadjout, due calciatori che negli anni 90 avrebbero fatto le fortune di Puteolana e Campania Ponticelli in Interregionale.

KIM 7
Se il coreano partecipasse a Sanremo, vincerebbe almeno il premio della critica. Quella stessa critica che a inizio stagione lo ha perculato prima di vederlo. Ennesima partita senza sbagliare nulla, facendo nonnismo sui giovani attaccanti avversari e regalando a Osimhen il gol più facile da quando gioca a calcio.

MARIO RUI 6
Quando lo vedi calciare da 20 metri la reazione è la stessa di quando vedi i Cugini di Campagna a Sanremo e non dalla D’Urso. Sbaglia alcuni passaggi che per lui, di solito, sono più banali dei monologhi all’Ariston.

(OLIVERA 6)
20 minuti, per tenere palla e accelerare. Quando difende una rimessa laterale nel recupero il boato del Maradona è leggermente inferiore a quello dell’Ariston quando viene presentato Vessicchio.

ANGUISSA 6
Più in difficoltà di Gianluca Grignani quando deve cantare una canzone che non sia Destinazione Paradiso. Nel primo tempo cammina spesso a vuoto in cerca della posizione. Meglio nella ripresa, quando riesce a recuperare palla e smistarla.

LOBOTKA 7
È al centro del progetto Napoli. Sa dettare i ritmi meglio di Amadeus, è abile a correre più di Gianni Morandi per tappare i buchi nelle ripartenze avversarie. Meité lo segue ovunque manco fosse un marito rattuso che guarda Sanremo solo per Elodie. Mandate lui all’Eurovision, vinciamo facile!

(DEMME SV)
Toh, chi si rivede. Il pensiero che hanno fatto in tanti quando hanno visto Paola e Chiara sul palco dopo 4 secoli circa. Stesso pensiero dei tifosi azzurri alla presenza di Diego, che solo per il nome, merita di diventare campione d’Italia. Il problema suo è Lobocop.

ZIELINSKI 6
Zielinski è un po’ Cola-pesce un pò Dimartino. Lo vedi a Sanremo, poi non lo vedi per un po’, poi lo rivedi, poi si assenta per poi rivederlo in gran forma. Non è affidabile, se non per le sue piroette in mezzo al campo. Batte l’angolo del 2 a 0, poi basta. Anzi splash.

(ELMAS 7)
Oggi lui è Giorgia di 15 anni fa, mentre Zielinski è la Giorgia vista a Sanremo quest’anno, in affanno. Merita il posto da titolare. Quando entra, si muove senza palla, fraseggia benissimo e si inventa un gol pazzesco, con scarico a Di Lorenzo, taglio senza palla e tiro forte e preciso di controbalzo. Bella la sua dedica alla Turchia.

LOZANO 7,5
Una scheggia impazzita, fa più danni di Rosa Chemical con Fedez. La prima “magia” è una diagonale difensiva salva gol. Poi diventa assistman e mette un pallone d’oro sulla testa di Osimhen. Poi si guadagna un giallo, anzi un doppio giallo che l’arbitro non vede perché distratto dalle tette di Chiara Francini. O dal capire chi è Sethu. Show e tiro forte ma centrale. Esce tra gli applausi pur senza entrare nel tabellino. Mica poco!

(NDOMBELE SV)
Prende più soldi lui in un anno che Olly, Will e Shari in tutta la loro vita artistica, pre e post Sanremo. LDA no, perché tiene il papà. Eppure il francese in questo Napoli è un comprimario, un po’ per colpa di Anguissa, un po’ per colpa sua che non vuole salire di livello. 10 minuti ad un buon ritmo, sperando che siano di buon auspicio.

OSIMHEN 7
Supereroi che è arrivata sul podio a Sanremo in realtà è una canzone dedicata al nostro Victor, che per portare il Napoli in Paradiso, è costretto a giocare con una maschera dall’anno scorso. Un supereroe è anche colui che si guadagna un angolo correndo su una palla innocua e buttandola di tacco addosso a Chiriches. Il supereroe non segna di testa, ma si fa trovare sulla linea per mettere il punto esclamativo. Sempre più capocannoniere, 8 gol nelle ultime 6, gli stessi di Leao, Dybala e Vlahovic in tutto il campionato. Supereroe.

KVARA 7,5
Kvara sta a Napoli-Cremonese come i Depeche Mode stanno al Festival. Si inventa un gol dal nulla, con un monologo, alla Ferragni, ma la sua dedica non è per Chiaretta, bensì per se stesso, per il suo compleanno. Minuto 22, compleanno n.22, giornata n.22. Se non è un artista lui, Leo Gassman allora fa il cantante perché è bravo lui non per il cognome. Perché se Sanremo è Sanremo, Kvara è Kvara. E ce l’abbiamo noi.

(RASPADORI SV)
Quando entra sembra Blanco sul palco di Sanremo, un pazzo. Vorrebbe incidere per ritrovare quel gol che manca da tanto, troppo tempo. Ma i minuti sono pochi e c’è una partita alle porte contro il suo Sassuolo. Magari accadrà lì, chissà.

SPALLETTI 6,5
Mancano articolo 31, ops, punti 31, per arrivare a quota 90. Trentuno punti in 16 giornate, non sembrano tantissimi. Un’altra vittoria per confermare la forza di questo Napoli, miglior attacco, miglior difesa, miglior cannoniere, miglior assistman, miglior possesso palla, miglior di ogni migliore che possa esistere. Ed un altro gol dalla panchina, la sua panchina. Mi consentirà una critica il mister: visto il Sassuolo tra 4 giorni e l’Entracht tra 8, non si poteva far giocare magari Ostigaard o Jesus, Elmas dall’inizio e Politano? O magari fare il primo cambio prima del minuto 70. La sensazione quest’anno è di potersela giocare anche in Champions e qui serve la mano dell’arbitro.

ARBITRO + VAR 10
Qui il 10 è d’obbligo. Un po’ come chiedersi ma Lazza primo in classifica nell’ultimo anno, chi cazzo è? Il voto è tutto sull’episodio del secondo tempo, con Vasquez che spacca la gamba a Lozano, a due metri dall’arbitro Massimi, a un metro dal guardalinee Bottegoni, a mezzo metro dal quarto uomo Marcenaro, a un centimetro, se fai zoom, dal Var Banti. Ma vuoi vedere che Orsato aveva ragione nel dire che da vicino non si veda un tubo? Sipario, w il Festival, w il Napoli!

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