Il fattore “motivazione eccezionale” nel calcio

È la motivazione a determinare la differenza di gioco fra le squadre, ma bisogna per forza trovarsi sull'orlo dell'abisso per sentirsi motivati a reagire?

bonazzoli
Articolo di Alberto Cei13/05/2022

© “BONAZZOLI” – FOTO MOSCA

Come si spiegano dal punto di vista psicologico queste improvvise prestazioni vincenti della Salernitana piuttosto che del Genoa, ma anche le partite incredibili che ha giocato il Real Madrid contro il Manchester City, il PSG e il Chelsea. Sappiamo che è la motivazione a determinare la differenza di gioco fra le squadre, ma bisogna per forza trovarsi sull’orlo dell’abisso per sentirsi motivati a reagire?

Agatha Christie ha scritto che «Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova». Le 3 partite del Real Madrid sembrano confermare questo approccio. Infatti, l’unica partita persa al Bernabeu è stata quella giocata con il Chelsea avendo però vinta la partita in trasferta. La motivazione non era così forte a vincere in casa, perché si partiva da un risultato positivo, mentre le altre due sono state vinte in quanto il Real Madrid doveva recuperare da due sconfitte subite in casa degli avversari.

Naturalmente, quando si parla di motivazione ridotta non ci si riferisce di certo a quella manifestata dagli studenti quando sono poco interessati ad ascoltare i prof. a scuola, ma alla mancanza di quella che Arrigo Sacchi chiama la motivazione eccezionale, che si alimenta attraverso un desiderio assoluto di volere raggiungere il risultato prefissato.

Per quanto riguarda la Salernitana e il Genoa la difficoltà di queste squadre e di altre in condizioni simili è di non avere ricercato durante l’arco del campionato una motivazione valida per giocare con continuità le partite e in particolare quelle contro le avversarie dirette in lotta per la permanenza in Serie A. Sono tante le questioni che andrebbero analizzate e che riguardano il ruolo della dirigenza, dell’allenatore e dei singoli calciatori nel manifestare livelli motivazionali adeguati ed efficaci.

Restando nell’ambito di queste ultime partite positive, direi che la spiegazione risieda nell’incontro tra la drammaticità della situazione, retrocedere, e la la necessità di tentare l’impossibile. Talvolta funziona poiché improvvisamente ci si rende conto che non ci saranno più a disposizione altre occasioni se non si sfruttano le ultime rimaste.

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