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Non solo pallone, Tommasi docet

Non solo pallone, Tommasi docet

© – FOTO MOSCA

È desueto, per fortuna, il convincimento che assimilava il deficit culturale allo stereotipo del calciatore affermato, costretto in esclusiva a dedicare tempo, intelligenza e ambizioni al mondo del pallone, perciò estraneo alla piena maturità della mente oltre che fisica. Calciatori laureati, interessati ad altro che non siano i calci ben assestati al pallone, non sono più le eccezioni alla ‘regola’ dell’atleta che intervistato non andava oltre un “ciao mamma”.

Sempre di più le ex star del calcio reggono con disinvoltura, oltre che con ovvia competenza, il non facile ruolo di commentatori radiotelevisivi e non denunciano disagio se chiamati a dire la loro in ambiti diversi. È però il ‘caso Tommasi’ a decretare la fine definitiva dei pregiudizi addebitati al ‘calciatore’. Dirigente sportivo, ex calciatore, politico, è in vista del traguardo di guidare da sindaco Verona, città storicamente leghista, che ha messo in campo due ex sindaci, Flavio Tosi di Forza Italia e Sboarina indicato da Lega e Fratelli d’Italia. Certo, il verdetto definitivo lo scriverà il ballottaggio, ma il parziale, convincente successo di Tommasi racconta già molto di uno sportivo che ha interpretato il ruolo di calciatore con esemplare correttezza, da ex ha scelto di tutelare sindacalmente lo smisurato mondo del pallone, i bambini che frequentano le scuole calcio o i giovanissimi talenti prelevati dai club nei Paesi di origine, i campioni super pagati e manovrati dagli agenti.

Di Tommasi ha nostalgia la Roma (263 le presenze del centrocampista nato a Negrar, in Valpolicella: uno scudetto, la Supercoppa Italiana, 25 presenze con la maglia della Nazionale). Per il suo impegno sociale ha ricevuto il premio “Altropallone”. Nel 2002 si è aggiudicato la prima edizione del “”Tor Vergata – Etica nello sport”, organizzato dall’Università romana “Tor Vergata”, assegnato a personalità sportive che si sono contraddistinte per lealtà, correttezza, impegno sociale e lotta al doping.


Verona si augura di contare sulla sua accertata, seria, innovativa operatività. Dal 2018 è consigliere federale della FIGC. Lo candida a sindaco la coalizione Pd, 5Stelle, Traguardi, In Comune per Verona, Azione, +Europa, Psi, Europa Verde, Volt, DemoS. L’ex campione ha doppiato l’attore Stephen Chow, ha pubblicato il libro ‘Ti racconto i campioni della Roma. I fuoriclasse che hanno fatto la storia del club giallorosso’. Alla vigilia del voto, sull’importanza della candidatura ha detto: “Avendo fatto pochi gol non so come si esulta. Mi auguro che l’esito positivo di domani si concretizzi, per prendermi questa responsabilità. I primi dati dicono che Verona vuole cambiare, vuole voltare pagina, e dobbiamo prenderci la responsabilità di un risultato storico per la città”.


Che dire, per una volta è interessante inedito parlare d’altro parlando di calcio, di un suo protagonista che riassume le positività del mondo che evolve, anche quello del calcio.
Vanno dove li porta la ‘vil moneta. Smobilita, ma come mobilita il patron del Napoli?Propone il giovane virgulto Kvaratskhelia, che i tifosi napoletani dovranno affrettarsi a ribattezzare (perché no, Totonno?), Olivera, Ostigard (sempre che arrivi) e il maturo Deufoleu. C’è equivalenza con i ‘partenti’ del calibro di Koulibaly, Ghoulam, Mertens, Insigne, Politano? Meret, vale Ospina? Lozano, Ounas, Malcuit, restano? Anche Demme cambia casa? e Fabian? È strage di nomi e la firma De Laurentiis che taglia il valore dei contratti e accompagna l’impopolare decisione con la ‘simpatica’ battuta “Preferite l’amore per Napoli o la ‘vil moneta”, francamente stonata se rivolta a professionisti che vanno, dove li porta l’ingaggio più favorevole.

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