Alle radici del SS Nola, la squadra che nel ’95 sconfisse il Napoli
Il Nola è una squadra che milita nel campionato di Serie D, ma in passato la piazza nolana arrivò a sognare addirittura la Serie B.

Oggi l’FC SS Nola 1925 milita in Serie D, dopo tanti anni complicati, e sta cercando di risorgere sotto la guida dirigenziale di Luigi Nappi, il nuovo presidente della società che ha raccolto l’eredità lasciata da De Lucia e Siciliano, che hanno gestito il club negli ultimi 4 anni.
La squadra allenata in questo momento da Giuseppe Ferrazzoli si trova all’ultimo posto in classifica. L’attuale campionato dei campani, però, non fa onore a quella che è la storia dei nolani. Una storia fatta di tanti tanti successi, tra cui il più glorioso, sicuramente, la vittoria contro il Napoli nella stagione 1994/95.
La nascita del Nola
La fondazione del Nola calcio avvenne nel 1925 come Nola Football Club, solo negli anni ’70 il club cambiò nome come Unione Sportiva Nola per poi arrivare alla promozione, quando, negli anni ’90, la società venne nominata definitivamente Società Sportiva Nola.
Le prime notizie di squadre calcistiche a Nola si ebbero a partire dai primi anni dieci del ventesimo secolo: le prime squadre di cui i giornali dell’epoca parlavano erano il Libertas Nola e lo Sporting Club Nola, alcuni, invece, parlavano di una società chiamata Aquilas. Secondo il giornale “Risorgimento Nocerino” la prima apparizione ufficiale del Nola fu contro la Nocerina.
L’attività calcistica a Nola, però, ebbe una lunga pausa a causa dello scoppio della Prima Guerra Mondiale: solo nel 1922 nacque l’Unione Sportiva Nola che disputò il suo primo campionato in Terza Categoria.
L’Unione Sportiva Nola cambiò nome già ad ottobre dello stesso anno, divenendo Pro Nola, con questo nome partecipò ai tornei federali fino al 1924.
Nel gennaio del 1925 nacque ufficialmente il Nola F.B.C, società che però ebbe vita breve. Infatti fallì il 26 febbraio 1926 per sfuggire ai debiti con la FIGC.
Il club rinacque sotto il nome di Unione Studentesca Nola, che mantenne gli stessi calciatori della precedente società e con i quali si iscrisse al Campionato ULIC.
Nella stagione 1928 il Nola (che nel frattempo aveva riassunto la denominazione di Nola FBC) disputò un campionato prodigioso: vinse prima il Girone Casertano e poi il Girone Campano, qualificandosi alla Finale Italia Meridionale contro il Palermo.
Tra le vittorie più prestigiose di quell’anno, spicca il 2-0 contro la Virtus Roma, Campione dell’Italia Centrale nella finale Centro-Meridionale. Successo che, però, venne tolto dal giudice sportivo a causa della nazionalità di Spilterz, calciatore nolano che, in quanto svizzero, non poteva partecipare al Campionato ULIC.

Dopo una fugace apparizione in Prima Divisione nel 1928-29, nei successivi anni prima della guerra, il Nola partecipò ai campionati di II e III Divisione Campana, vincendo consecutivamente il campionato di III Divisione nel 1933-34 e quello di II nel 1934-35.
La prima volta tra i professionisti
Nel 1974, il Nola si iscrisse per la prima volta in di Serie D, cambiando nome in Società Sportiva Nola. Nel 1984, i nolani chiusero il campionato al secondo posto, dopo un’incredibile rimonta nella seconda parte di stagione.
L’anno dopo, i bianconeri puntarono al titolo e furono a un passo dal conquistarlo ma, dopo una stagione che li vide quasi sempre imbattuti, nelle ultime 10 giornate del campionato inciamparono in una serie di sconfitte esterne, che costarono la vittoria finale.
La promozione, però, arrivò lo stesso grazie alla rinuncia del Giugliano ad iscriversi al campionati di Serie C2 a causa dei tanti debiti della società.
Al primo anno di Serie C2, il Nola sfiorò la promozione in Serie C1, finendo terzo dietro le promosse Nocerina e Reggina. Tra i protagonisti di quell’ottima annata, spicca il nome di Walter Chiarella, attaccante che vinse la classifica marcatori segnando 20 gol.
Nella stagione 1989-90 arrivò la storica promozione in Serie C1: dopo un campionato condotto in testa insieme alla Battipagliese, il Nola ottenne la promozione con una giornata di anticipo, concludendo in seconda posizione e distanziando di tre punti il Frosinone.
L’anno del fallimento
Nel 1993, con Franco Varrella alla guida della squadra, i bianconeri disputarono un egregio campionato, raggiungendo il decimo posto in classifica segnando uno dei record più prestigiosi per la storia della società: infatti, il Nola subì solo 2 reti in 17 partite giocate tra le mura amiche.
Negli anni successivi la società decise di puntare sul settore giovanile, i ragazzi della cantera nolana contribuirono in maniera importante ai successi del club.
Nel 1996 arrivò la definitiva retrocessione e il successivo fallimento: la squadra finì terzultima, andandosi a giocare i play-out contro la Juve Stabia. Nonostante il 2-0 dell’andata, il Nola subì un clamoroso 0-3 a Castellammare di Stabia.
Con la retrocessione arrivò anche il fallimento a causa dei debiti che la società si portava dietro dagli anni passati.
La nascita dello Sporting Nola
Vista l’assenza di squadre nolane, un gruppo di ultras e affezionati nel 2002 decise di ripartire dalla Terza Categoria con una nuova società, lo Sporting Nola.
Nell’annata 2013-2014 lo Sporting Nola divenne la prima squadra cittadina, visto che l’Hyria Nola cedette il titolo sportivo al Vico Equense. Lo Sporting giochò per la prima volta nel campionato di Promozione da neopromosso.
Colori e simboli del Nola
I colori del Nola sono bianco e nero a strisce verticali, fin dalla fondazione, come testimoniano le foto d’epoca. I colori della maglia di trasferta variano di anno in anno, con il bianco e il rosso spesso utilizzati nelle ultime stagioni.
Lo stemma della squadra è variato molto nel corso degli ultimi anni, con le continue rifondazioni. Quello storico prevede, fin dal 1975, un semplice ovale bianconero a strisce verticali (sul modello della maglia), con la scritta centrale SS Nola 1925 e una stella nella parte superiore. Nell’annata 2018-2019, alla presentazione ufficiale della nuova società, viene presentato al pubblico il nuovo stemma. Nel nuovo logo bianconero sono condensati i tratti distintivi della città, con la lettera N sormontata dall’inconfondibile skyline di Piazza Duomo in occasione della Festa dei Gigli, e sorretta dall’anno di fondazione.
La storica vittoria contro il Napoli
La vittoria più prestigiosa del club non può non essere quella contro il Napoli per 4-2 nell’amichevole del 29 marzo del 1995.
Erano gli azzurri di Taglialatela e di Boskov, quelli che sfidarono i nolani nell’ allora Stadio Piazza d’Armi, storico impianto che in passato ospitò la formazione formazione nolana nelle proprie partite casalinghe.
La gara venne arbitrata dal signor Cardella di Torre del Greco e, nonostante una giornata di forte vento e con qualche schizzo di pioggia, l’evento fu seguito dal vivo da 1500 tifosi (numero comunque riduttivo se pensiamo che lo Stadio Piazza d’Armi poteva contenere un massimo di 5200 persone).
Pronti via ed il Nola trovò la prima rete della partita con Dorbini, che dopo appena tre minuti dal fischio d’inizio riuscì a mettere il pallone alle spalle di Taglialatela con uno splendido tiro in diagonale.
Il pereggio dei partenopei arrivò con Cruz su una splendida conclusione direttamente su calcio di punizione al minuto 33 dove il portiere del Nola, Cecerò, restò immobile a guardare la sfera entrare in porta.
Nel finale del primo tempo, però, furono i padroni di casa a trovare il vantaggio ancora con Dorbini. Il numero 10 bianconero recuperò il pallone e, con uno splendido dribbling in area di rigore, scagliò in porta la conclusione per il 2-1.
Al 63esimo il Nola calò addirittura il tris con la marcatura di Lupo che da fuori area trovò l’angolo alto e infilò il pallone alle spalle di Taglialatela. Lo stesso Lupo che al minuto 82 ricevette il pallone da Camporese e segnò il gol del 4-1.
Per il Napoli arrivò il gol del 4-2 al minuto 85′ sugli sviluppi di calcio d’angolo con Agostini che trovò la rete che chiuse la partita.
