Il tackle nel deserto: la Francia è in finale, ma non ha ricambi

La Francia non è arrivata in finale con supplementari sulle spalle, non è alle prese con il logorio fisico, ma non ha a disposizione ricambi di livello nel caso in cui si mettesse male contro gli argentini.

Articolo di Luigi Guelpa15/12/2022

©️ “FRANCIA” – FOTO MOSCA

La Francia non ha ricambi di livello. Ce n’eravamo accorti contro la Tunisia, quando a qualificazione ottenuta, Deschamps decise di mandare in campo le seconde linee, che giocarono male, perdendo. Eppure quella poteva e doveva essere la partita per mettere in difficoltà l’allenatore nelle scelte, che invece ha deciso, saggiamente, di affidarsi agli stessi undici della formazione base.

Fateci caso: contro l’Inghilterra Deschamps ha cambiato un solo uomo durante la partita (Coman per Dembelé), e ieri due. Senza Rabiot e Upamecano ha dovuto dare fiducia a Konate e Fofana, non certo dello stesso spessore. E’ vero la Francia non arriva in finale con supplementari sulle spalle, non è alle prese con il logorio fisico, ma non ha a disposizione soluzioni alternative nel caso in cui si mettesse male contro gli argentini. Non si tratta di una crisi di talenti, ma Deschamps ha dovuto rinunciare prima della kermesse agli infortunati N’Golo Kanté e Pogba, ovvero il cemento armato della kermesse di 4 anni fa, poi ha perso per strada sia Lucas Hernandez che Benzema, e ha lasciato a casa Nkunku e Mendy, due pedine molto importanti per lo scacchiere transalpino.

E’ vero, ieri Kolo Muani ha chiuso l’incontro con il Marocco, ma è stato più un gol fortunoso che una giocata da fuoriclasse, e Thuram jr non ha i numeri di Giroud. Konate non mi è apparso un fulmine di guerra e Fofana ha offerto molto meno rispetto a Rabiot. E’ invece cresciuto, e parecchio, Tchouameni, il ragazzo che ha una calamita tra i piedi, abile a recuperare palloni così come nelle ripartenze. La “cura Ancelotti” sta funzionando davvero bene. Ottimo anche Griezmann, che lontano da Simeone ha ritrovato quella classe che sembrava smarrita.

Da Tel Aviv a Kiev, il doppio inferno di Stav Lemkin

La storia umana di Stav Lemkin, 20 anni, difensore della naz

Dal calcio al football americano: i giorni in America del Memo Ochoa

Prima di vestire la maglia granata, Memo Ochoa si era allena

La partita del potere: il destino catastrofico del calcio sotto l’Influenza saudita

L'Arabia Saudita chiede la "wild card" per partecipare alla

Serie A, la più bella del reame: nessuno in Europa come lei

La Serie A, tanto bistratta, è l'unico campionato che può