L’affaire Hamraoui ha un nuovo protagonista: Eric Abidal
L'aggressione alla calciatrice Hamraoui del Psg si tinge di giallo, e come fosse una serie Netflix ci presenta un nuovo personaggio: Abidal.

© “OMAR SY, LUPIN” – NETFLIX
“Si può far aggredire una compagna di squadra per una maglia da titolare?” era la domanda errata.
“Si può far aggredire una donna per un amore tradito?” ci porta, invece, sulla giusta pista.
Solo qualche giorno fa vi abbiamo raccontato del pestaggio di Kheira Hamraoui, centrocampista del Psg presa a sprangate alle gambe la sera del 4 novembre. L’abbiamo fatto chiedendoci se la rivalità potesse spingere una compagna di squadra alla violenza. Si, perché la voce unica che giungeva da Parigi lasciava pensare ad una spedizione punitiva imbastita da Aminata Diallo, collega, compagna e amica, ma riserva della Hamraoui.
La trama, però, a distanza di qualche giorno si è infittita. Tra le vie della Ville Lumière sembra di assistere ad un episodio avvincente dell’ultimo Lupin interpretato da Omar Sy. E il personaggio insospettabile venuto in scena esteticamente gli assomiglia anche un po’. L’affaire Hamraoui si è arricchito di colpi di scena, di piste nate e poi morte, di conoscenze poco raccomandabili, personaggi noti e gelosie. Forse anche commissari allucinati, manca solo un furto.
Di fatto, la vendetta, quella di Aminata, oramai è solo un tentativo disperato di venire a capo dell’intreccio. Si è fatta strada l’ipotesi del mènage à trois, che non ha nulla a che fare con lo scambismo, ma con un gioco a tre. Un fil rouge in effetti legherebbe tutta la storia. Una relazione sentimentale andata di traverso o – perché no – finita male. Si ma con chi? Con Eric Abidal.

È un cameo illustre quello dell’ex nazionale francese ma soprattutto utile allo sviluppo narrativo. L’ex Barcellona ha difeso il blaugrana in campo ma anche dalla scrivania, nel ruolo di d.s. e proprio negli anni in cui l’Hamraoui viveva e giocava nella città disegnata da Antoni Gaudí.
Certo lavorare per la stessa società, calpestare gli stessi sampietrini, essere prossimi nello spazio e nel tempo non è riconducibile ad un “crimine” o ad un “rapporto”. Lo è ciò che scrive Le Monde: l’ex terzino della nazionale francese potrebbe essere interrogato quanto prima. E con lui pure la moglie, Hayet.
C’è un nesso tra la centrocampista del Psg ed Eric ed abita in un telefono. Ogni ispettore che si rispetti per risolvere un caso parte sempre da lì, dalle ultime chiamate. Soprattutto se le stesse colleghe della Hamraoui, interrogate, si lasciano scappar che i due hanno avuto – il giorno dopo l’agguato – uno scambio di chiamate assai fitto.
Ma non finisce qui, ci sono altri elementi al vaglio degli inquirenti, venuti a galla durante il fermo della Diallo, la prima sospettata.
Aminata, che tra l’altro, come altre tre colleghe, ha confessato di essere stata contattata – mesi prima – da un uomo, il quale le ha voluto raccontare abitudini amorose poco raccomandabili della Hamraoui, sostenendo di aver avuto una relazione triennale con la donna, e lasciando intendere di nutrire la volontà di vendicarsi. L’uomo, subito identificato in un trentenne carcerato a Lione per racket e atti di tortura, ha negato ogni addebito. Ma, secondo le ricostruzioni, effettivamente uno dei due aggressori avrebbe rinfacciato alla vittima legami con «uomini sposati».
Da qui la domanda: quali uomini sposati? Da qui un elemento che cambia le carte in tavola. “L’attentato” è dettato da una vendetta, non di una compagna di squadra, ma di stampo amoroso. E cosa c’entra Abidal con tutto questo?
La Procura di Versailles è al lavoro per scoprirlo, Eric e sua moglie saranno convocati e ascoltati sui fatti. L’avvocato di Abidal ha preferito non commentare. Come noi che attendiamo i prossimi sviluppi di questa serie “avvincente”.
