Qatar e Mondiali capitolo 2

Che Paese è il Qatar oltre alla dimensione territoriale minima e alla ricchezza illimitata?

Articolo di Luciano Scateni16/11/2022

Mazzette versate ai presidenti delle federazioni africane da 200mila dollari e una super tangente di 1,6 milioni di dollari consegnata a Jack Warner, ex presidente della Concacaf (Associazione calcistica della confederazione del nord, centro America e caraibi). Phaedra Almajid che lo ha denunciato, è stata esclusa dall’organizzazione del Mondiale e minacciata. Blatter, sospeso per accuse di corruzione, da pentito: “Mondiali al Qatar? Un errore” e attacca Platini per i suoi voti istigati così da Sarkozy: “Guarda cosa potete fare tu e i tuoi colleghi dell’Uefa per il Qatar quando i Mondiali saranno assegnati”. Strana coincidenza: il ‘sì’ al Qatar coincide con l’acquisto dell’emirato di jet francesi da combattimento per un valore di 14,6 miliardi di dollari e del Paris Saint Germain, di cui Sarkozy è un tifoso di lusso.

Che Paese è il Qatar oltre alla dimensione territoriale minima e alla ricchezza illimitata? Khalid Salman, ex calciatore e ambasciatore della manifestazione ha definito l’omosessualità “malattia mentale. Accetteremo chi verrà nel nostro Paese solo se accetta le nostre regole. L’omosessualità è proibita, perché è una malattia”. In Qatar essere gay può essere punito con sette anni di carcere e sono proibite le bandiere arcobaleno.
Il ‘Guardian’: “6.500 lavoratori migranti (forse di più) sono morti in Qatar dal momento dell’assegnazione della Coppa del Mondo. Provenivano da India, Pakistan, Nepal, Bangadesh e Sri Lanka”. 12 lavoratori migranti sono morti ogni settimana, quando nelle strade di Doha in festa si celebrava la vittoria del Qatar. Erano addetti alla costruzione senza precedenti di otto nuovi stadi, sette ultratecnologici e annessi poli dedicati al merciandising sportivo, un nuovo aeroporto, strade, sistemi di trasporto pubblico, hotel e una nuova città, che ospiterà la finale dei Mondiali. Orario di lavoro: dalle 5 del mattino alla 17. Due milioni i lavoratori coinvolti, alcuni hanno pagato 1.000 sterline per essere assunti. L’intenso caldo del Qatar potrebbe essere un fattore significativo nella morte di molti lavoratori. L’inverosimile replica un portavoce della Fifa “Con le misure di salute e sicurezza molto rigorose in loco… la frequenza degli incidenti nei cantieri della Coppa del Mondo FIFA è stata bassa rispetto ad altri grandi progetti di costruzione in tutto il mondo” (!!!).

Il quotidiano inglese Sunday Times, in possesso di centinaia di documenti segreti, rivela i risultati di un’inchiesta che conferma il mare di corruzione, mazzette e fondi neri che ha decretato la vittoria dell’emirato mediorientale.
L’invito a boicottare il mondiale è del movimento BoycottQatar2022. Sono quattro punti della motivazione: assenza in Qatar dei diritti umani: le donne sono gravemente svantaggiate dalle normative legali, la pena del carcere per gli omosessuali, l’abbandono dell’islam perseguito come un crimine capitale, la corruzione, la legislazione antidemocratica, centinaia di migliaia di lavoratori sfruttati in disumani campi di lavoro e per mesi in pessime condizioni di alloggio e senza cure. Insomma, mondiali di Calcio, arrivederci al 2026. Il modo del calcio, giudicato da Gramsci: “un regno della lealtà umana esercitata all’aria aperta”. Eric Hobsbawm lo ha definito “religione laica del proletariato”. Opinioni, certo, molto antecedenti al calcio del terzo millennio.. Per la maggior parte degli intellettuali di sinistra il calcio è visto come oppio del popolo. Per i più è fonte di alienazione di massa, che distrae dai “giusti valori” e da interessi culturali e politiche più meritevoli.

Il filosofo francese Jean Claude Micheà, nel suo libro sul calcio lo definisce “industria”. Sostiene che “un fenomeno di massa come il calcio non avrebbe mai potuto sottrarsi al processo di “vampirizzazione” capitalista, che trasforma tutto in una fonte di profitto. E il calcio si è trasformato in un’industria mondiale del divertimento, appunto in oppio del popolo. La partita tipo è diventata priva di qualunque immaginazione per quanto riguarda gli schemi d’attacco, perché basata sul primato assoluto della situazione difensiva. Calcio trasformato in industria, club azienda quotati in Borsa. Non si gioca più per giocare ma per vincere ad ogni costo perché solo la vittoria è redditizia. In Abbandono le vecchie concezioni basate sul piacere e sulla bellezza del gioco. La sconfitta è il peggior risultato che si possa ottenere, l’unico evento da evitare per impedire ricadute negative sulla salute finanziaria delle società sportive.

Georges Boulogne, uno dei massimi teorici di questo gioco, ha replicato a Sehes, allenatore dell’Ungheria, che sosteneva non me ne frega niente di prendere cinque goal se la mia squadra ne realizza sei. Boulogne: “Il punteggio ideale di una partita moderna è la vittoria per 1 a 0”. Un abile seguace di questa teoria è stato a suo tempo Herrera e nel calcio moderno sono molti i tecnici che lo imitano (ne vedremo di calcio catenacciaro in Qatar!).
Allora: viva Guardiola, Sarri e chiunque conservi del calcio l’idea della spettacolarità ‘a tutto campo’. (Fine)

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