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La storia dei bomber dell’era De Laurentiis

De Laurentiis

©️ “DE LAURENTIS” – FOTO MOSCA

La fortuna del Napoli targato De Laurentis passa dai suoi bomber, dai campi di Sora e Giuglianova in serie C, alle trasferte di Manchester, Madrid e Parigi. Calaiò, Lavezzi, El Pampa Sosa, passando da Cavani e Higuain fino alla agrodolce staffetta MertensOsimhen: la storia dei bomber di Adl è piena di successi.

Il Napoli di De Laurentiis nasce nel 2004 in Serie C ed il primo bomber su cui punta il direttore Pierpaolo Marino è Roberto Sosa, El Pampa, regalo dell’amico Pozzo dell’Udinese per aiutare il Napoli a rinascere dopo il fallimento della vecchia società, resterà in azzurro fino al 2008 collezionando tra serie C e serie B, 131 presenze con 30 goal. Riuscirà insieme ad Emanuele Calaiò a riportare il Napoli in B e restare per sempre nel cuore degli azzurri. Ultimo ad indossare la 10 di Diego, porterà nel 2008 a San Siro, da capitano, la prima maglia dedicata a Maradona, dove, tra le lacrime, saluterà la serie A per tornare in Argentina.

El Pampa Sosa, Ignaciò Pia, De Zerbi, oggi allenatore in Premier League e Emanuele Calaiò, ribattezzato l’arciere per la sua esultanza, sono stati coloro che in cadetteria hanno lavorato e sudato per portare il Napoli in massima categoria. Sotto lo sguardo attento di Edy Reja, Emanuele Calaiò, prima in serie C e poi in serie B diventa il pupillo dei partenopei ed all’ombra del Vesuvio, nella stagione 2006-2007, colleziona 14 reti in 38 presenze diventando il capocannoniere della competizione trascinando gli azzurri in A.

Nella stagione seguente diventa comprimario di Zayaleta, El Panteron, poi per lui solo piccole apparizioni e il ritorno in B a Genoa, resterà per sempre nei cuori azzurri per essere stato un grande trascinatore in un momento delicato della storia partenopea. Nella massima serie si punta forte su Zalayeta come punta, ma è il giovane argentino Ezequiel Ivan Lavezzi detto il Pocho a far innamorare la città. Arrivato nel 2007 dall’Argentina per circa 5 milioni, andrà via tra le lacrime nel 2012 per 30 mln al PSG, collezionerà 156 presenze e 38 goal. Non un bomber prolifico, ma con quel dribbling fulmineo si prenderà tutte le attenzioni. Tra i suoi goal più celebri quello a Cagliari, con una vittoria per 1-0 in terra sarda arrivata dopo circa quindici anni di delusioni.

Il primo bomber:

Nel 2010 sfumato il sogno di costruire un tridente partenopeo, con Quagliarella, Di Natale e l’adottato Lavezzi, per insistenza del Patron arriva per circa 17 mln spalmati in due anni, Edison Cavani. El Matador, è un vero attaccante moderno: forte fisicamente, capace di attaccare la profondità e tenere il reparto da solo, tiene fede alle aspettative collezionando 138 presenze e 104 gol e con alle spalle Lavezzi e Hamsik porta il Napoli in Champions League. Sarà, dopo Maradona, il secondo giocatore a vincere la classifica di Capocannoniere con la maglia del Napoli. Andrà via nel 2012 per 65 mln al PSG, insieme all’amico Lavezzi. I due giureranno fedeltà al Napoli e non indosseranno mai un’altra maglia della italiana.

Napoli internazionale, secondo bomber

De Laurentiis girò l’incasso della cessione di Edinson Cavani direttamente nelle casse del Real Madrid per assicurarsi Raùl Albiol, José Maria Callejon e, soprattutto, Gonzalo Higuain. Loro tre, con l’arrivo di Rafa Benitez, contribuirono a fare del Napoli una squadra internazionale che con i gol del pipa e l’arrivo, nel frattempo, di Maurizio Sarri, cominciò a sognare lo Scudetto.

Atterrato nel 2013, l’argentino con il bollo di panchinaro del Real Madrid, ben presto si prende Napoli, e tutta la serie A. Nella stagione 2015-2016 si assicura un posto nella storia della lega siglando 36 gol in 35 presenze. Resta a Napoli 3 anni, con a referto 146 presenze e 91 gol ma con il sogno scudetto sfumato. Ha i piedi di un trequartista, ma gioca prima punta, legge il gioco come un playmaker, gira e spiazza sulla trequarti avversaria, capace di far ciò che vuole col pallone tra i piedi, regala gioia. Nel 2016 deciderà di volare alla corte della Juve. Il tradimento non gli sarà mai perdonato, i tifosi non accetteranno mai più questo cuore ingrato.

La sfortuna di Milik, la nascita di “Ciro” Mertens

La cessione di Higuain porta nelle casse Azzurre 90 mln e DeLa ci prende gusto con le plusvalenze, prende Milik, giovane, prospetto futuristico, abile di testa e ottimo sinistro: ha tutte le caratteristiche del bomber di razza oltre che dell’attaccante moderno.
Gli manca solo la continuità rubatagli dagli infortuni, che non faranno le fortune di Adl, poiché andrà via, dopo 4 anni con un prestito con diritto di riscatto a 12 mln a favore del Marsiglia. Segnerà 48 gol in 122 presenze e farà sì che il Napoli e Sarri scoprano la vena realizzativa di quello che si credeva essere un esterno offensivo: Dries Mertens.

Il belga viene riadattato a punta centrale da Maurizio Sarri e la sua carriera prende la piega del bomber. Napoli inizia ad idolatrarlo e Dries diventa Ciro, il più grande bomber di tutti i tempi in maglia azzurra, segnando 135 gol in 357 presenze.

E’ una storia d’amore tra Ciro e i Napoletani, insieme ad Insigne segneranno il Sarrismo per poi naufragare con Mr. Ancelotti, dove, insieme ad altri compagni saranno accusati dell’ammutinamento voluto ai danni della società. Il belga definito ribello o capopopolo ha incarnato in pieno le vesti di Masaniello, condottiero, contro una borghesia spietata che guardava solo gli affari dell’azienda e non l’amore della piazza. Esiliato in Turchia con non poche polemiche, ormai ai margini del progetto, s’è gettato in un’altra avventura, forse ultima per poi spiccare il volo come dirigente.

Il bomber del futuro

Victor Osimhen arriva dal Lille per circa 70 mln più 10 di bonus. E’ un profilo ottimo, forte e veloce, ha la fame e la grinta di chi vuole emergere e vincere in Italia come in Europa. Dopo un’iniziale diffidenza e qualche infortunio di troppo, il nigeriano ha già conquistato Napoli a suon di gol. Nella stagione odierna ha giá 14 presenze e 12 gol, con la doppietta alla Juve, si è caricato sulle spalle la squadra per portarla alla conquista dello scudetto.

Corsa, velocità, passo felpato, tecnica, fisico e caratteristiche generali fanno sognare numeri degni dei suoi predecessori. Da Calaiò ad Osimhen il passo è breve come dalla C alla Champions. La storia dei bomber di De Laurentiis è piena di successi e plusvalenze.

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