Missione compiuta

Stavolta l'urticante Thiago Motta torna a casa a mani vuote. Anzi, gli va bene che il Napoli si sia accontentato di farne solo tre.

Napoli, OsimhenFoto Mosca
Articolo di Mario Gargiulo17/10/2022

©️ “OSIMHEN” – FOTO MOSCA

Stavolta l’urticante Thiago Motta non trova al Maradona la solita Lourdes e il Bologna torna a casa con le pive nel sacco, graziato dal Napoli per averne prese solo tre.

Davvero umoristiche le parole del tecnico felsineo a fine partita così come le sconce lamentele dei suoi giocatori per qualche secondo di gioco a loro avviso negato dall’arbitro: giudici di boxe avrebbero segnato sul loro cartellino un 6 a 2 per il Napoli, minimo. Ma il calcio non è la boxe anzi è lo sport meno meritocratico che esista e si basa sui rotolamenti di una palla tonda mossa soprattutto dal volere della dea Tyche, capricciosa e ondivaga.

Il Napoli ha giocato una partita decisamente buona e una delle migliori prime mezz’ora della stagione. Ha creato quattro palle gol nitide contro un Bologna modesto, senz’altro inferiore alla Cremonese di domenica scorsa. Eppure è andato sotto e, dopo averla ribaltata, ha subito il pareggio sull’unico tiro dell’intero incontro nello specchio della porta con un minimo di pretese.

Ma non è più il Napoli tremebondo dell’anno scorso: non ci sono più i presunti e presuntuosi leader “salvatori della patria” con le braghe in mano alle prime contrarietà. Non sentiamo più in settimana risuonare mandolini e ipocriti inni alla napoletanità. Abbiamo in squadra georgiani e coreani che neppure parlano ancora italiano e un nigeriano che esprime una rabbia agonistica che sentiamo sulla nostra pelle di spettatori tutte le volte che mette piede in campo.

E così, a tratti furenti, vinciamo anche contro la sorte una partita che l’anno scorso avremmo perso. Soprattutto vinciamo una partita dal valore immenso.

Ieri si sono visti (confermati) due giocatori fuori scala: Kvara, immenso, forse la sua migliore partita, ancora una volta man of the match, e Lobotka, meno appariscente del solito ma tremendamente efficace in impostazione e anche di più in interdizione con interventi da mediano consumato che neppure il Gattuso dei bei tempi. Ottimi segnali da Ndombele che pur con un’autonomia di 30’ ha fatto vedere ottime doti tecniche e un’importante visione di gioco: rispetto a Anguissa è meno efficace dietro ma ha migliori piedi e promette maggiore pericolosità nella trequarti.

Sotto tono la difesa tutta. Politano come Cimabue una ne fa e ne sbaglia due. Zielinski dietro non  recupera palla o fa un contrasto, davanti si accende ad intermittenza come le lampadine più lente dell’albero di Natale, quelle che sembrano sempre non esserci:  certo se poi entra Elmas con quella capa anche Zielinski va benissimo.

Spalletti vince la partita con i cambi e qui va detto che per noi Osimhen andrebbe schierato sempre titolare, certamente mai in ballottaggio con Raspadori in partite chiuse come quelle di ieri. Il nigeriano è un fattore con la sua vis agonistica e forza fisica proprio in prossimità e dentro l’area di rigore più che in contropiede. Raspadori paradossalmente può giocare meglio in spazi ampi dove tecnica e velocità gli consentono di smistare palle di qualità ed è meno necessario riempire l’area.

Meret ieri ha seriamente rischiato di produrre un patatrac pesantissimo: ciò che preoccupa non è il singolo errore ma la mancata reazione: passaggio scellerato all’attaccante in pressing e uscita a vuoto imbarazzante. Non è il momento per (ri)aprire fronti dolorosi: però il Napoli quest’anno si sta davvero giocando qualcosa di molto importante e tutti devono essere ben consci che abbiamo un portiere che può più facilmente farci perdere che vincere.

Dietro non vediamo squadre crack: il Milan ieri sera è stato graziato dal Verona, l’Atalanta sta andando oltre le sue reali possibilità, la Lazio, che abbiamo distrutto fuori casa, non è all’altezza delle migliori nonostante lo strombazzatissimo Sarri. La Juve vince contro un Torino a tratti ridicolo, pieno di giocatorini “veneziani” che davvero non capiamo cosa ci facciano con un allenatore come Juric. L’Inter oggi appare ancora la più pericolosa, Barcellona può essere stata una svolta.

Domenica ci aspetta la Roma senza Dybala. L’anno scorso i capitolini interruppero la nostra striscia vincente con una grande prestazione dopo il disastro in Europa League. Ma come detto era un altro Napoli, altre palle scendevano in campo, e stavolta abbiamo anche un’intera settimana che il nostro Luciano potrà dedicare a preparare e rifinire il match. Grande fiducia.

FORZA NAPOLI SEMPRE