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Nicola torna alla Salernitana: Iervolino riscalda la minestra

Nicola torna alla Salernitana: Iervolino riscalda la minestra

©️ “NICOLA” – FOTO MOSCA

Davide Nicola è di nuovo l’allenatore della Salernitana, o forse non ha mai smesso di esserlo. E’ durata solo 48 ore la sua assenza dal centro sportivo Vincenzo Volpe dopo essere stato esonerato da Iervolino al termine della sconfitta contro l’Atalanta di Gasperini per 8-2.

Risultato che si va ad aggiungere alle precedenti partite dove i granata hanno evidenziato la propria difficoltà nel fare punti. La Salernitana continua dunque con Nicola, Iervolino ha deciso di riscaldare la minestra… sarà buona?

Perchè Iervolino ha richiamato Nicola?

Dopo la serata del Gewiss Stadium che ha visto la Salernitana cadere sotto i colpi dell’Atalanta per 8-2, Danilo Iervolino ha deciso di prendere la decisione più drastica: esonerare Nicola.

L’esonero viene ufficializzato la mattina dopo la trasferta di Bergamo tramite una nota ufficiale da parte della società:

“L’U.S. Salernitana 1919 comunica di aver sollevato dall’incarico di allenatore della Prima Squadra il Sig. Davide Nicola.

La Società ringrazia il tecnico per la passione e la dedizione al lavoro dimostrata, per l’impegno profuso nel raggiungere lo storico traguardo della salvezza in Serie A e gli augura le migliori fortune professionali per il prosieguo della sua carriera”.

Dopo il comunicato, ci si aspettava un nuovo capitolo per i granata e per la sua piazza e, fino a ieri sera, nessuno si sarebbe mai aspettato un dietrofront da parte del patron Iervolino. Perchè il presidente della Salernitana è ritornato sui suoi passi?

Una volta aver chiuso i rapporti professionali con Nicola, sono iniziati a girare i nomi degli allenatori che si sarebbero potuti sedere sulla panchina granata. D’Aversa, Iachini e Di Francesco, passando per il sogno Rafa Benitez, quest’ultimo, però, sembrerebbe aver rifiutato la destinazione campana per fare ritorno in Premier League sulla panchina del West Ham.

Restano dunque i tre allenatori italiani, con D’Aversa che sembrava in vantaggio sui propri colleghi. Cos’è successo dopo? Per provare a rispondere a questo quesito bisognerebbe conoscere la realtà dei fatti, altrimenti intuirla.

La sensazione è che questo esonero è stato la conseguenza di una scelta istintiva al termine di una sconfitta umiliante come è stata quella contro la Dea di Gasperini. Iervolino non ha programmato il post Nicola, lasciando la propria squadra senza una guida tecnica nella settima che racconta il derby campano contro il Napoli.

Con il tempo che stringeva, e con una panchina ancora vuota, il presidente della Salernitana ha fatto un passo indietro e ha richiamato l’allenatore che, un anno fa, ha salvato i granata dalla Serie B.

La minestra riscaldata è buona? Le statistiche sugli allenatori che hanno lasciato la panchina della propria squadra per poi fare ritorno

E’ quindi ufficiale, ci sarà ancora Nicola a guidare la Salernitana in Serie A. Richiamare un allenatore che è stato esonerato è sempre la scelta giusta?

La storia del calcio ha visto grandi allenatori fare ritorno nelle loro precedenti squadre. Alcuni hanno continuato a scrivere pagine di questo sport, altri invece, hanno fallito, lasciando un brutto ricordo ad una piazza che in passato hanno fatto sognare.

Marcello Lippi (Juventus 1994-1999 e 2001-2004): il tecnico di Viareggio ha scritto una bellissima pagina di storia juventina che ha segnato un’era. Dalla stagione 1993/94 a quella 2003/04, per il tecnico di Viareggio c’è stata una breve parentesi all’Inter nel campionato 1999/00 dove, però, non si è trovato a suo agio.

Alla fine Lippi non riuscì a resistere alla tentazione di ritornare sulla panchina della Juve dove vinse altri due titoli.

Fabio Capello (Real Madrid 1996-1997 e 2006-2007): il secondo ritorno è quello al Real, dove era approdato proprio dopo il primo addio al Milan. Vince la Liga, e riesce a ripetersi addirittura un decennio dopo.

Roberto Mancini (Inter 2004-2008 e 2014-2016): dopo aver avviato il ciclo nerazzurro che con Mourinho raggiungerà il suo picco nell’annata del Triplete, sceglie il Manchester City e il Galatasaray. L’Inter ripensa a lui nel momento del bisogno, ma neanche al Mancio riesce il miracolo, con un quarto posto finale dopo un girone d’andata illusorio.

Luciano Spalletti (Roma 2005-2009 e 2016-2017):  in mezzo l’esperienza all’estero (Zenit San Pietroburgo) anche per lui, che con la Roma era più volte andato vicino al titolo nella sua prima parentesi giallorossa e che non riesce a dire di no alla “richiamata” a distanza di 7 anni. Ancora una volta, però, sarà solo secondo posto.

Zdenek Zeman (Roma 1997-1999 e 2012-2013): tornato anche a Foggia, Lecce e Pescara, il suo ritorno più romantico è senza dubbio quello alla Roma, a 13 anni di distanza dai bei ricordi lasciati nei tifosi. Esperienza conclusasi con l’esonero a inizio febbraio.

Richiamare Nicola è stata la decisione migliore?

La Salernitana in questo momento con 18 punti è a +9 dalla zona retrocessione, complice anche il pessimo andamento di Sampdoria, Verona e Cremonese, che sembrano ormai destinate a scendere in Serie B.

Prima della partita contro l’Atalanta, Nicola e i suoi uomini inseguivano una vittoria che, in Serie A manca dal 30 ottobre nella trasferta all’Olimpico contro la Lazio vinta dai granata 3-1.

Da quel momento, però, è calato il buio sulla formazione campana. Nelle successive sei giornate di campionato, i granata hanno raccolto solo 2 punti e segnato appena 5 gol subendone 18.

Non basta l’esperienza di Ochoa per salvare una nave che continua ad affondare piano piano. La sconfitta di Bergamo è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, il momento dove andava interrotto il percorso di crescita con Nicola e ripreso sotto un’altra gestione tecnica.

La professionalità del mister non si discute, ma la minestra riscaldata non piace a tutti, quasi a nessuno e l’unica certezza che si evince dopo questa scelta è quella che la dirigenza granata è nel pallone.

Cosa aspettarsi da Nicola

Nicola adesso dovrà fare tutto il possibile per ristabilire la classifica della propria squadra, per non ritrovarsi davanti all’esonero tra qualche mese. La Salernitana necessita di punti per evitare una seconda parte di stagione agitata e difficile dal punto di vista fisico e psicologico.

Ci aspettiamo dunque che, come Iervolino ha fatto un passo indietro, anche Nicola riveda qualcosa delle sue tattiche, magari iniziando a cambiare qualcosa nell’undici titolare.

Solo il tempo ci dirà se la scelta del presidente granata è stata giusta o ha solo rimandato l’irrimandabile, fino a quel momento però, Nicola sa che da adesso non gli è più concesso sbagliare.

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