La Gevi Napoli alza la coppa al cielo dopo 18 anni

La Gevi Napoli scrive la storia: dopo un'attesa durata 18 anni la Coppa Italia torna sotto il Vesuvio.

Articolo di Antonio Terracciano18/02/2024

“San Gennaro ha fatt o miracol…”. L’emozione non si contiene, perché la generazione vincente della Napoli Basket vince la Coppa Italia, nei tre giorni all’arena del delle Alpi, il palazzetto più bello d’Italia, contro la squadra più attrezzata della Serie A.

Gli uomini di Milicic si presentano come la cenerentola della competizione, in un periodo non semplice, forse il più complicato con tre sconfitte all’attivo, iniziano queste final eight come la candidata numero uno a tornarsene a casa ed invece alzano la coppa al cielo, perché si battono come leoni, su ogni punto, su ogni canestro, su ogni fazzoletto di campo.

Ieri, il momento della verità contro Reggio Emilia, sotto di 12 punti, con quel pazzo di Pullen a crederci e col Polacco che allo scadere, con una tripla manda tutti all’overtime e da lì si vede solo azzurro, perchè Ellis sale in cattedra e non scende più.

Oggi, la finale contro la Milano di Ettore Messina, una schiacciasassi da 35 milioni di euro, che senza pietà ha disintegrato ogni difesa. Più lunghi, più alti e profondi, preparata per affrontare eurolega e vincere il campionato, dall’altra un piccolo Davide che due anni fa rischiava il fallimento ed oggi alza la coppa, dopo 18 anni di lunga astinenza.

Tutti aggrappati a Milicic, uomo che nessuno conosce, nato con la camicia bianca e poco meno di 400 partite come allenatore professionista, commissario tecnico della Polonia, in sordina, ruba la scena ad un mausoleo come Messina. Napoli non è mai sotto, se non per i primi 5 min dove Melli spaventa la difesa azzurra, poi si mette in moto la macchina oliata di Milicic che alla perfezione, con esterni forti, capaci di difendere su tutti, inizia a macinare gioco e punti e asse Ellis – Owens che mattoncino dopo mattoncino costruisce prima il vantaggio e infine il massimo allungo di dodici punti.

Orgoglio dei campioni si fa sentire a nei minuti finali dove Sheilds spara due triple consecutive dopo aver dormito per tre quarti di partita, ma non basta perché Napoli trova punti anche dalla sua panchina e Pullen con una tripla da copertina caccia via le paure, si prende la scena, la squadra e la vittoria.

Mvp della serata sarà Ellis, un professore della pallacanestro, che grazie alle sue giocate ha permesso la vittoria di questa partita, sofferta e tirata, mentre Owens ne incarna in pieno lo spirito: raddoppia, lotta, fa a sportellate su ogni palla, prima Melli poi Hines cercano di abbatterlo, ma lui dopo ogni caduta, fallo o infortunio si rialza e torna in campo, mai scomposto, mai una parola fuori dalle righe, silenzioso, ma prezioso, un leader vintage, capace di trasmettere armonia e serenità a tutta la
squadra.

Zubcic è il chirurgo dalla linea da tre, Sokolowski il soldato polacco che Milicic tiene in considerazione anche nello scrivere la lista della spesa, uomo che s’è lanciato su ogni pallone giocabile poi Pullen, Brown i talenti grezzi, altalenanti, con pochi punti
ma pesanti.

Il presidente Grassi, che al mattino si dice tranquillo, si pensa l’agnello sacrificale, ma che dall’inizio alla fine, soffre, s’agita e quando alla fine capisce di aver vinto, si lascia in un lungo sfogo, pieno di lacrime di gioia consolato dalla sua famiglia. E’ una poesia bellissima questa pagina di sport che vede poco meno di 48 ore, crescere il tifo azzurro e oltre 700 persone presenti al palazzetto per sostenere la squadra e il compimento di un cammino, amaro, velenoso che ha portato questa società a raccogliere quanto di buono fatto in questi anni. Non è sempre facile, raccogliere un buon raccolto, anche con abbondante semina, ma questo argomento per fortuna non tocca a noi, San Gennaro ha fatto o miracol, la coppa torna sotto al Vesuvio dopo 18 anni.