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Il Napoli non spende a caso, progetta! Il caso Dybala-Raspadori

raspadori

Alla luce dell’accordo ormai raggiunto tra Napoli e Sassuolo, è interessante fare un’analisi del mercato portato avanti dai partenopei in questa sessione.
Raspadori, nella fattispecie, è stato preferito all’argentino Dybala, con contratto scaduto e quindi arruolabile a parametro zero. Quindi perché spendere 35 milioni di euro per un giocatore piuttosto che nulla per un altro?

Le motivazioni potrebbero essere le seguenti: qualità del giocatore, ingaggio percepito, integrità fisica, commissioni alla procura, adeguatezza tecnico/tattica, progetto a lunga scadenza.

Partendo dal primo punto, analizziamo ogni capo e proviamo a capire. Tra l’ex Juventus e il talento italiano sicuramente l’ago della bilancia pende di più verso il primo, in quanto ha incantato con il suo mancino ovunque, in Italia e in Argentina. Avrebbe garantito solidità e qualità sin da subito, preteso la centralità nello scacchiere napoletano ripagando con giocate ed entusiasmo. Avrebbe potuto inneggiarsi al Diez tanto amato, portando entusiasmo e qualità. Il secondo, invece, ha ancora tanto da dimostrare, nonostante sia in odore di titolarità nazionale, soprattutto all’inizio che non avrebbe avuto il posto garantito visto i mostri sacri che già occupano il tridente azzurro.

L’ingaggio, invece, da un punto di vista di bilancio, gioca a favore di Raspadori, che dovrebbe percepire meno della metà di quello che pretendeva l’argentino: 2 milioni netti al fronte di 4,5/5 più bonus richiesti dal secondo.

L’integrità fisica, inoltre, è un altro punto a favore, poiché Dybala negli ultimi campionati stentava ad arrivare alle 20 presenze, mentre il giovane neroverde non ne ha saltata una. Questo impone una valutazione importante visti e considerati i tanti impegni della formazione di Spalletti.

Le commissioni sono il vero scoglio da superare. Le pretese quasi insormontabili dei procuratori dell’argentino rappresentano un costo troppo importante per una squadra come il Napoli che ha un occhio fin troppo attento alle spese e ai costi di bilancio, mentre il nazionale italiano ha dei costi quasi nulli e più che abbordabili.

Nello scacchiere tecnico/tattico entrambi avrebbero potuto ricoprire lo stesso ruolo, largo a sinistra nel tridente di un possibile 4-3-3, o dietro la punta in 4-2-3-1. Un ulteriore punto a favore di Raspadori è la possibilità di giocare anche come prima punta, alternativa importante vista la mole d’infortuni dell’attuale punta napoletana, Victor Osimhen.

Nella conclusione lasciamo il punto più saliente, cioè la progettualità a lunga scadenza posta su un giocatore classe 2000. I 7 anni di differenza con il talento argentino si fanno sentire. Giacomo Raspadori è un gioiello pronto a brillare con un futuro più che radioso, ci auguriamo, avanti a sé.

Futuro della nazionale, integro, cattivo sotto porta, motivato, ha espresso il suo valore segnando 10 gol a Sassuolo la scorsa stagione. Insomma se bisogna scommettere sul futuro credo che la scelta sia stata più che oculata. Poi solo il tempo ci dirà chi ha ragione. Nel frattempo la società azzurra ha messo a segno quello che potrebbe essere la miglior possibilità in assoluto.

Dalla redazione Sport del Sud, Gianmarco D’Antonio.

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