Dov’è il capitano del Titanic Salernitana che va a picco?
La Salernitana deve ritrovare lo spirito del mitico "Siberiano" che amava ripetere "Noi vinciamo anche quando perdiamo"
Salernitana 2023-24Partiti con l’ambizione di raggiungere nuovi orizzonti dopo la sorprendente salvezza della scorsa stagione, la Salernitana si è ben presto ritrovata a combattere contro una tempesta perfetta, fatta di scelte scellerate, giocatori inadatti e un equipaggio incapace in panchina. Come un moderno Ulisse, la Salernitana si è così ritrovata a vagare senza meta, sballottata dalle onde di una crisi di identità che l’ha portata dritta verso il baratro della retrocessione.
A nulla sono valsi i tentativi di richiamare in extremis il mitico Sabatini, il cui carisma e la sua abilità nel leggere le rotte del calcio avrebbero dovuto riportare serenità nell’affollata plancia di comando. Purtroppo però, anche il “mago” granata non è riuscito a evitare il naufragio, vedendosi costretto ad assistere impotente allo spettacolo desolante di una squadra che sembrava aver smarrito definitivamente la bussola.
E dire che tutto era iniziato con i migliori auspici, con il patron Iervolino che dispensava sorrisi e promesse di un glorioso futuro, quasi a voler ipnotizzare i tifosi con la sua comunicazione brillante. Eppure, a un certo punto, qualcosa si è inceppato nel motore della nave granata, costringendo il comandante a inveire contro chiunque osasse sollevare dubbi sulla rotta intrapresa.
Nelle sue vesti di capitano, ha così preferito incolpare le avverse condizioni meteo, il nocchiere Sousa, le correnti contrarie e persino i pirati che infestavano quei mari, piuttosto che ammettere le proprie responsabilità nella drammatica crisi della squadra. Un atteggiamento che ha inevitabilmente generato smarrimento e frustrazione tra gli ormai disillusi tifosi, costretti a prendere atto dell’ennesimo naufragio di una società che sembra condannata a tornare a galleggiare nei flutti assai rischiosi e molto avari della Serie B.
Oltre la tempesta: la Salernitana e l’inarrestabile spirito dei suoi tifosi
Eppure, in fondo al cuore, c’è ancora la speranza che la Salernitana possa un giorno riuscire a issare nuovamente le vele e salpare verso lidi più tranquilli. Magari ritrovando quell’irriducibile spirito di sopravvivenza che ha sempre contraddistinto i suoi sostenitori, come quel mitico “Siberiano” che amava ripetere “Noi vinciamo anche quando perdiamo”. Perché se c’è una cosa che i tifosi granata hanno imparato in questi anni, è che anche nelle tempeste più violente, c’è sempre la possibilità di approdare a nuove, inaspettate, avventure. E di tempeste la Salernitana ne ha attraversate veramente tante.
