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Le Pagelle Brillanti: Osimhen è porno

osimhen

© “OSIMHEN” – FOTO MOSCA

OSPINA 7

Signori e signori, dopo circa 3928 giorni, il gioco non è stato interrotto per un suo infortunio. Ma solo perché era la festa del papà e non voleva far preoccupare i figli. Una buona uscita alta a kamikaze ed una paratona allafacciadelcaze su un colpo di testa di Pablo Marì. Affidabile come un molecolare. E Meret è l’antigenico.

DI LORENZO 7

Poco lucido nel primo tempo, quasi ai livelli di De Sciglio. Ma nella ripresa sale in cattedra come ci ha spesso abituati, creando il gol vittoria con movimento senza palla ed assist basso, come fece a Verona. Il suo ko è stato uno shock, come sapere che tutta la rosa del Villareal costava meno di De Ligt. 

RRAHMANI 7

Salva con il corpo la prima conclusione dei friulani, poi si perde Beto di testa, unica disattenzione in una giornata, l’ennesima, giocata da vero leader. L’ammonizione gli farà saltare lo scontro diretto per la Champions a Bergamo, giocherà Manolas, se tornerà in tempo da Mykhonos. 

KOULIBALY 6,5

Meno ordinato del compagno di reparto, soprattutto nelle palle alte. Però corre meno rischi di quello che si gioca la casa sulla retrocessione della Salernitana oggi. Nel finale cerca avventure in attacco ma si consola con la fascia da capitano nel recupero.  

MARIO RUI 8

Speravo de morì prima ed invece mi tocca mettere otto al calciatore che ho più preso di mira in questi anni, insieme ad Elmas e Insigne. Marittiell, da molti conosciuto come l’incazzatore personalizzato, si procura la punizione dalla quale poi regala l’assist perla del pareggio, poi chiude due diagonali importanti su Deulofeu, poi prende il palo ed infine si guadagna un fallo in mischia che mi ha fatto esultare alla Tardelli 1982.  

ANGUISSA 6,5

Nei primi 60 minuti è una sorta di Bakayoko 2.0. Perde palloni, pasticcia, si fa saltare da chiunque, pure dalla versione maschile di miss Italia, alias Rodrigo Becao. Poi regala assist a Fabian e dal minuto 60 circa consente al Napoli di giocare in 12, chiudendo ogni zona del campo. 

LOBOTKA 6,5

Un pò lento sul gol Udinese e nel giro palla nel primo tempo. Però tocca più palloni lui che tutti i raccattapalle messi insieme. In 12 mesi è passato dall’essere il parmigiano sulle vongole alla provola nella pasta e patate. Quasi fondamentale.  

FABIAN 5,5

Una sola conclusione, a fine primo tempo, dalla sua mattonella. Miracolo del portiere. Poi poco altro. Il suo ritmo è più lento del discorso di Mattarella a Capodanno, nei contrasti è più stanco di chi ha appena ascoltato Mattarella a Capodanno. Esce nell’intervallo, lui, Mattarella ci sta ancora.  

POLITANO 6

Le sue partite sono paragonabili alle mie uscite da Ikea. Parte sparato, quasi entusiasta di girare per i vari reparti, poi inizia a chiedersi cosa ci fa lì (accompagno solo mia moglie) e man mano si deprime (ce ne andiamo?). Sufficiente per la partecipazione attiva al gol vittoria ma sbaglia sempre l’ultima scelta.  

OSIMHEN 9

È un vero numero nove, alla faccia di chi gli chiedeva di allenarsi a fare battimuro. Nel primo tempo vorrebbe fare tanto ma i suoi compagni stanno digerendo le zeppole del mattino. Nella ripresa sembra un attore porno che non ha rapporti sessuali da mesi, vuole solo buttarla dentro. Di testa alla The Mask, di piede come a Verona, di rapina poi annullato dal Var, ancora di astuzia a gioco fermo. Ne avrebbe fatti quattro. Viene ammonito perché l’albo d’oro degli scudetti in Italia parla chiaro…  

INSIGNE 6,5

Non è il Lorenzo che abbiamo ammirato a Napoli, ma non è nemmeno la versione canadese degli ultimi tempi. É in palla e per poco non segna col famoso tiro a giro. Poi prova più volte a fare dei tagli per Callejon, ma lo spagnolo è a Firenze. Esce, tra gli applausi stavolta.  

MERTENS 7

Immaginate un bellissimo concerto dei Tiromancino con la gente che si abboffa di caffè per non cadere nelle braccia di Morfeo, quando all’improvviso entrano i Maneskin. Ecco, Ciro è Damiano dei Maneskin. Dà energia a compagni e pubblico peggio di un caricabatterie di ultima generazione. I suoi movimenti sono ossigeno per Osimhen, sfiora anche la rete in due occasioni.  

ZIELINSKI 6

Il calcione di Pablo Marí, diciamo la verità, è un gesto violento che rappresenta quello che tutti quanti noi vorremmo dare a Zielinski quando dorme in campo. Con affetto. Si procura il rosso ma sbaglia il gol del 3-1 nel finale.  

ZANOLI 6,5

Fare la riserva di Di Lorenzo é un pó come essere il vice Putin, non sei nessuno. Però poi ti capita l’occasione di entrare in una partita importante e devi avere spalle larghe. Lui sembra di averle. 15 minuti di sostanza che ricambiano la fiducia di Spalletti che, prima di mandarlo in campo, gli stava facendo così tanti complimenti che sembrava di leggere uno dei tantissimi post verso i papà perfetti sui social, in data 19 marzo.  

ELMAS SV

Pochi minuti, giusto un lancio per Osimhen. Non è accanimento il mio, ma poiché non farà mai il titolare a Napoli, perché non fare cassa?  

SPALLETTI 7

Se avesse avuto lo stesso coraggio con Cagliari e Milan, ovvero togliere dal campo, nell’intervallo, chi cammina e mettere chi ha voglia, probabilmente oggi saremmo primi in classifica. Ma il voto è per la partita contro l’Udinese e lui la vince con il cambio di Mertens al minuto 45 perché con Ciro il Napoli passa da un ritmo “rampa Corso Malta” ad un super ritmo “Gp di Montecarlo”.  

FOURNEAU 10

Ad ottobre 2020, l’arbitro di origini francese, salí alla ribalta perché, dopo poche presenze in serie A, venne assegnato a dirigere Crotone-Juventus. Diede un rigore al Crotone (netto), un cartellino rosso a Chiesa (super netto) e annullò un gol a Morata per fuorigioco di Morata (super super super netto). Fu mandato per alcune settimane in B a fare il quarto uomo. Oggi a distanza di un anno e mezzo, rivedendo il giallo di Rrahmani e soprattutto il giallo inventato, come solo i maghi sanno fare, di Osimhen, possiamo dire che Fourneau è migliorato molto e farà carriera in A ed in Europa. Perché sbagliare è umane, perseverare è diabolico. Bravo Fourneau.

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