Napoli-Barcellona, le Pagelle Brillanti: grazie a Meret non parliamo dei Ferragnez
Le Pagelle Brillanti de "Il Punto Brillante" del match di ieri tra Napoli e Barcellona.
Foto MoscaMERET 7
Se possiamo vivere altri 20 giorni di adrenalina, grande merito é di Alex e delle sue parate nel primo tempo. Altrimenti potevamo già dedicarci a Fedez e Ferragni che si sono lasciati.
DI LORENZO 6
La sufficienza è di stima come quando hai il figlio del politico tra i due allievi e non puoi bocciarlo, pure se non studia. È a corto di ossigeno ma riesce con l’esperienza ad uscirne vivo.
RRAHMANI 6
La sua partita è ai limiti del 7 perché gioca d’anticipo e d’astuzia su Lewandowski che non è proprio un Primavera. Però sul gol pecca di irruenza uscendo come Cicciolina, a gambe aperte.
JUAN JESUS 6,5
Se ci togliamo dalla testa Kim, possiamo affermare che JJ abbia giocato un’ottima partita. Cattiva, d’esperienza e anche più pulita del solito.
OLIVERA 7
Yamal era stato descritto come il nuovo Garrincha, ma l’urugua-glione azzurro l’ha limitato molto, quasi trasformandolo in un Simone Pepe qualsiasi. Bene anche nella spinta.
ANGUISSA 6
Nel primo tempo, con un Napoli lungo, lui ha incontrato le stesse difficoltà di uno Sgarbi ad una riunione di condominio tra preti. Ma col Napoli più corto, ha iniziato a sentirsi a suo agio, garantendo centimetri e l’assist per il gol.
LOBOTKA 6
Tanti errori in palleggio, dovuti anche al Barcellona che pressava come un uomo qualsiasi al primo giorno post ciclo della sua donna. Però non ha mai perso la bussola, salendo di condizione nel finale.
CAJUSTE 5,5
Insieme ad Anguissa ha formato la coppia dei gemelli Filippini, ma a differenza dei filippini, hanno pulito poco la manovra blaugrana. Razzismo, luoghi comuni o altro… Ma una cosa è certa: è titolare perché abbiamo fatto le liste Champions per ripicca.
POLITANO 5,5
Ad essere in palla, é stato il più attivo del tridente d’attacco, grazie anche alla uallarite degli altri due. Però poi sta tornando quello dei vecchi tempi, che corre corre ma la porta è il suo ultimo pensiero.
OSIMHEN 7
A me non interessa dove andrà l’anno prossimo e quanto si cucca ogni mese, mica devo darglieli io. Ma voglio che sia sempre in campo perché con o senza Victor é come scegliere tra Cannavacciuolo e o kebabbaro alla stazione. Mezza palla ed è gol.
KVARA 5,5
Sembrava promettere bene nel primo tempo, poi come quando ti staccano la corrente e accendi la lucina del telefonino, non si è visto più un cazzo del 77, se non la sua uscita dal campo, polemica. Ps. Non lo toglierei mai, nemmeno se non tocca palla per 30 minuti di fila.
SUBENTRATI
TRAORE 6,5
Nelle gambe ha pochi minuti ma anche tanta qualità, che a sprazzi ci fa vedere. Deve salire di condizione perché non è giusto giocare con Cajust. Rima.
LINDSTROM 6
Con il fisico di Pisellino in Gomorra, entra in campo al minuti 68, venti giri di lancette prima di come era abituato con Mazzarri. Non gli riesce la giocata ma si fa sentire in mezzo al campo, soprattutto in pressione.
RASPADORI 5
La vera delusione della serata è lui. Partiamo da una certezza: esterno destro o metti lui o Natan é la stessa cosa. La sensazione è che sia una prima punta da Sassuolo o da Spalletti team che gioca a memoria. Calcia male una punizione ma soprattutto sbaglia 3-4 appoggi così elementari, mentre stavamo ripartendo in 6 contro 3, che mia moglie mi ha minacciato di togliermi la patria potestà per le parolacce che ho dedicato a Jack.
SIMEONE 6
SI impegna, lotta, prova a calciare, pressa, fa sponda e tante altre cose, ma Victor è Troisi e lui e Siani. Giusto per mettere le cose in chiaro.
CALZONA 6,5
Non chiedevamo di distruggere il Barcellona, ma di avere un’identità, di non mettere 5 difensori, di uscire ogni tanto palla al piede, di non dire cazzate davanti ai microfoni, di non farsi condizionare dal “chi song i e chi si tu” e magari anche di non perdere per la prima volta una partita contro una big quest’anno. Penso che ci sia riuscito. Ora a Cagliari per vincere. A questi qua li andremo a battere sulle Ramblas.
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Emozionante. Trascinante. Noi, i tifosi, lo Scudetto sul petto vogliamo onorarlo fino alla fine, in Italia e in Europa
