‘O curaggio e ‘e femmene belle
“Chi nun tene ‘o curaggio nun se cocca ch’ ‘e femmene belle”. Ma siamo sicuri, Spalletti, che per conquistare certi femminoni basti il coraggio?

©️ “NAPOLI” – FOTO MOSCA
Le parole di Spalletti ieri sera in sintesi: “chi nun tene ‘o curaggio nun se cocca ch’ ‘e femmene belle”. Al Napoli ieri sera è davvero mancato il coraggio? E di quali “femmene belle” parliamo?
Dopo un frigorifero riportato a impostazioni di fabbrica e l’implacabile arsura di una notte orrenda, mi è chiaro che questa sconfitta aiuta molto più di un punto strappato al 95’. Ve li immaginate i commenti e soprattutto i voti… i voti dopo un pareggio? Nuovi e vecchi Omero a cantare le gesta dei Pelidi partenopei, florilegi di 7 e 8, chi più ne ha più ne metta.
Invece ci siamo “intossicati” e stamattina guardiamo, tutti, con sguardo oggettivo a ieri sera, specie chi ha avuto la fortuna/sfortuna di avere come osservatorio privilegiato la Curva Sud del Meazza. Dicevamo del coraggio e delle “femmene belle”: ma siamo sicuri, Spalletti, che per conquistare certi femminoni basti il coraggio? Un ranocchietto gracidante che speranze può avere, ammesso pure che abbia ‘o curaggio di “zompettare” davanti alla bella?
Ieri sera al mio sguardo –atterrito- si è presentato questo Napoli in fase di ripartenza, per 65’/70’ buoni: i 4 dietro; 20 metri davanti Ruiz e Anguissa; 30 metri ancora più avanti da sinistra verso destra Insigne, Osimehn, Zielinski e Lozano. Gli interisti (di cui tutto si può dire ma non che siano fessi) giocavano con la linea difensiva ben dietro la loro linea di centrocampo, proprio per accentuare questa evidente slabbratura della nostra lunghissima formazione.
In fase di possesso (20 secondi al massimo): Ruiz non aveva appoggi credibili e, tra un incespicamento, una scivolata, un’esasperante lentezza gestuale, non ne azzeccava una. Lo scialbo Anguissa di ieri non vedeva pallone, che invece finiva spesso a destra sul piedino fatato di Di Lorenzo il cui passaggio verticale verso Lozano era immancabilmente preda avversaria. A sinistra Rui e Insigne non hanno prodotto niente per un intero primo tempo: il gol è nato da un recupero (abbastanza casuale) di Zielinski.
In fase di contenimento: in mezzo al campo non era il coraggio che mancava. Eravamo semplicemente impotenti. L’Inter veniva giù sulla sua destra con i devastanti Darmian e Barella, supportati al centro da Brozovic, e trovava a contrastarla il misero triangolino formato da Insigne e Rui con vertice interno Ruiz: praticamente il nulla cosmico. Ci hanno semplicemente affettato.
In difesa i due centrali, poverini, hanno tenuto botta sugli innumerevoli cross che sono piovuti in area da angoli e azioni. Hanno tutto sommato ben difeso anche sui (minori) tentativi di imbucata centrale con Correa e Lautaro sempre nel vivo del gioco e pericolosi.
Davanti il migliore dei nostri era (udite, udite) Zielinski; Lozano piano piano ha fatto vedere qualcosa. Osimhen e Insigne, entrambi non pervenuti.
Ora: il coraggio non c’entra niente. Il Napoli è in fase calante e speriamo non sia la conferma del cammino delle squadre di Spalletti in avvicinamento al giro di boa. Alcuni giocatori finora determinanti sembrano stanchi: in particolare ieri Anguissa e Osimhen. Ma soprattutto a me pare evidente che il Napoli affronti le partite con un deficit di compattezza in mezzo al campo e di fisicità a sinistra che non è tollerabile quando si vogliono conquistare femminoni.
Forse l’unico “coraggio” necessario ce lo aspettiamo proprio da Spalletti nel mettere in discussione alcune sue apparenti convinzioni. Noi lo ripeteremo fino alla noia: Zielinski e Ruiz non possono giocare insieme in qualsiasi modulo. Tolgono troppo alla squadra in termini di carattere, cazzimma, forza fisica, concentrazione per 90 minuti: il centrocampo di questa squadra deve essere forte, pieno, accorciare la squadra dietro e davanti. Non puoi venire a Milano e giocare contro la migliore squadra d’Italia con un 4-2-4 (con Ruiz in campo, uno dei 2).
Infine Rui e Insigne a sinistra, almeno contro squadre serie, non si possono vedere. Non ci sono alternative a Rui o ai moduli visti finora? Male, malissimo. Se così è allora Insigne, almeno questo Insigne, deve cominciare a cedere qualche passo: gli piaccia o meno.
Evito considerazioni sugli ultimi 20 minuti per me ininfluenti: Inzaghi si stava semplicemente suicidando.
FORZA NAPOLI SEMPRE
