L’agonia della Salernitana in un silenzio tombale
Mentre la Salernitana racimola umiliazioni e primati negativi, la proprietà sembra essersi barricata in un mutismo quasi autolesionista.
SalernitanaFoto Mosca SalernitanaUn silenzio tombale avvolge l’agonia sportiva della Salernitana. Mentre la squadra racimola umiliazioni e primati negativi, collezionando una sconfitta dietro l’altra, la proprietà sembra essersi barricata in un mutismo quasi autolesionista.
Silenzio dalle stanze dei bottoni
Nessuna voce dalla società fa da contrappunto al disastro granata. Il presidente Iervolino rimugina in privato, l’ad Milan si eclissa, il direttore Sabatini è impegnato a curarsi. Un assordante vuoto di comunicazione sul futuro avvolge la Salernitana, quasi a volerne negare la realtà. Eppure era stato proprio l’ad Milan a dichiarare al Mary Rosy in occasione del primo allenamento di Colantuono: “Dopo Pasqua inizieremo a valutare tutto, ragionando anche quali saranno i percorsi futuri e i protagonisti di ciò che sarà”.
Tifosi in attesa
Eppure Pasqua è passata da un pezzo e l’ambiente attende ancora le risposte, una rotta, uno spiraglio. Niente, tutto tace inspiegabilmente, resta solo l’incognita di una crisi senza sbocchi. Un paradosso per una tifoseria che, a parte gli ingiustificabili e condannabili eccessi di poche frange domenica all’Arechi, sta assistendo allo sfacelo con doverosa compostezza.
Fiducia incrollabile nella Salernitana
Mentre si profila imminente lo spettro della retrocessione, i sostenitori granata continuano ad affollare lo Stadio Arechi, la loro dedizione è incrollabile. Le scene allo stadio sono in netto contrasto con il silenzio della dirigenza del club. I sostenitori meritano trasparenza e coinvolgimento dal club che seguono così fedelmente. Niente cori di protesta, niente striscioni di contestazione nonostante i continui tonfi e l’ultima posizione sempre più umiliante. Una fiducia che non si è ancora esaurita, nonostante le promesse mancate, nemmeno dopo il silenzio assordante seguito all’ennesima disfatta interna contro una Fiorentina remissiva.
Clima surreale
Questo clima ambientale surreale non sfuggirebbe nemmeno a Iervolino, se non fosse troppo preso dal tentativo di cedere la Salernitana. Temiamo però che nelle attuali condizioni della squadra è un tentativo che difficilmente andrà in porto e questo costringerà il patron a rimboccarsi le maniche e a rimediare agli errori fin qui commessi. Il ritardo nell’avviare questa riprogrammazione potrebbe rappresentare l’ennesima occasione persa.
Basta un gesto
Basterebbe davvero poco per ricostruire il rapporto: più trasparenza e meno assenze della proprietà. Un piccolo sforzo per non disperdere anche quel patrimonio impagabile rappresentato dall’anima di una piazza intera.
In attesa che anche l’aritmetica della retrocessione metta la parola fine a questo lungo silenzio assordante.
