L’Inter vince lo scudetto perché la Juve ne ha già troppi

L'Inter vince lo scudetto nel derby contro il Milan ma guai a non dare i giusti meriti alla Juventus di Massimiliano Allegri.

JuventusFoto Mosca
Articolo di Mauro Tatanka23/04/2024

Il 12 aprile è uscito sulla versione online di Tuttosport un articolo del notoriamente imparziale Massimo Zampini intitolato Calciopoli e la stella a tavolino: 18 + 1 uguale 20, l’equazione Inter”. Il 22 aprile è uscito sulla versione online di Tuttosport un articolo del notoriamente imparziale Massimo Zampini intitolato “Calciopoli e la stella a tavolino: 18 + 1 uguale 20, l’equazione InterL’articolo ovviamente è sempre quello, ma era giusto ribadire il concetto, perché a Tuttosport sono sportivi e il ventesimo scudetto dell’Inter lo hanno preso bene. Soprattutto da ammirare è che a dare lezioni di conteggio degli scudetti sia chi da anni è convinto di avere due scudetti in più di quelli realmente vinti secondo l’Albo d’Oro ufficiale della Serie A, con 2758 ricorsi persi. Questo in nome della legge del campo, per cui se uno vince barando ha vinto comunque e nessuno può opporsi. Per lo stesso motivo allora si restituiscano i 7 Tour de France ad Armstrong e la medaglia d’oro di Seul 88 a Ben Johnson, anche loro avevano vinto sul campo.

A proposito del trionfo dei nerazzurri, l’Ansa ieri sera su Twitter ha scritto che battendo il Milan l’Inter si è aggiudicata “il suo secondo scudetto”. Non si sa che fine abbiano fatto gli altri 18, crediamo siano stati giustamente girati alla Juve (così Zampini è contento), Juve che quindi ora sale meritatamente a 56. Allo stadio scriveranno 58 visto che ci sono, tanto chi se ne importa, è casa loro. Oltre agli scudetti si vanteranno di aver vinto anche 27 Champions League, 5 Giri delle Fiandre e 4 America’s Cup.

A dare lezioni di stile ci ha pensato comunque l’ex presidente Andrea Agnelli, salito di recente agli onori della cronaca perché pare sia stata ritrovata, in un antico testo egizio, una norma non violata dalla Juventus sotto la sua illuminata presidenza. A noi questa notizia sembra comunque poco credibile. Agnelli ha “onorato” il ventesimo scudetto dei nerazzurri postando sui social la data in cui era la Juventus a ottenere il medesimo obbiettivo, nel 1982. A nostro modesto avviso, se proprio avesse voluto essere veramente pungente, avrebbe dovuto postare la data del diciannovesimo scudetto della Juventus, ma immaginiamo sarebbe stata un’ironia fin troppo raffinata per lui, troppo complicato arrivarci.

Mentre l’Inter festeggia la seconda stella, Pyongyang celebra il trionfo della Juventus nella sentitissima classifica della serie A considerando solo i gol di giocatori italiani italiani (fonte Transfermarkt.com). La formazione di Allegri comanda mentre il Milan, che osa starle davanti nella classifica reale, è ultimo. Spiace per i rossoneri, è una Serie B meritata quella che dovranno affrontare l’anno prossimo mentre a Piazza san Carlo è già cominciata la festa dei tifosi bianconeri per il meritato trionfo.

A margine, la scorsa settimana si è chiuso l’arbitrato tra la Juventus e Cristiano Ronaldo, inerente ai famosi 19,7 di vecchi stipendi che la Juventus non avrebbe versato al portoghese (quelli per cui sulla Gazzetta Ronaldo venne definito Re Mida che scende in mezzo al popolo” ed “eroe che si fa carico dei problemi della gente”). La Juve era convinta di vincere soprattutto perché a Pyongyang avevano spiegato che Ronaldo aveva torto, le sue pretese erano “infondate”, “la carta segreta ce l’ha il club”, ma dove vuole andare sto vecchio fallito… e invece l’arbitrato gli ha riconosciuto la metà di quella cifra più gli interessi. Per Tuttosport ovviamente è finita “pari”, nonostante la Juventus non avesse messo prudenzialmente a bilancio nemmeno un euro da riconoscere a CR7. Perché la Juve non perde mai.

Spalletti credits to Instagram lucianospalletti

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