Le tappe di Rudi Garcia prima di Napoli: Marsiglia

Continuiamo a ripercorrere le tappe della carriera di Rudi Garcia. Dopo Roma voliamo in Francia, sulla panchina del Marsiglia.

Articolo di Alessandro Pierno23/06/2023

©️ “RUDI GARCIA” – FOTO MOSCA

Sport del Sud sta studiando l’evoluzione che ha avuto Rudi Garcia ripercorrendo le tappe principali della sua carriera. Dopo aver visto il triennio alla Roma, questa volta voliamo in Francia, nella splendida Marseille, dove il francese ha allenato dal 2017 al 2020.

L’esperienza sulla panchina dell’OM ha permesso a Garcia di esaltarsi sotto certi aspetti sia sul piano tattico, che nei risultati. Infatti, nel 2018 il Marsiglia arrivò in finale di Europa League contro l’Atletico del Cholo Simeone. Che cosa ha dato Rudi Garcia alla piazza francese? Andiamo a scoprirlo!

Il ritorno in Francia al Marsiglia

Terminata l’esperienza sulla panchina della Roma, Garcia fece ritorno in Francia ripartendo dall’Olympique Marsiglia. Era il 19 ottobre del 2016 quando l’ex tecnico giallorosso rescisse il contratto con la società di Pallotta per firmare il giorno dopo con il club francese.

Come nella capitale, Garcia prese una squadra che l’anno prima non era riuscita a qualificarsi per le coppe europee. Infatti, nella stagione 2015/16 il Marsiglia terminò la Ligue 1 al tredicesimo posto. In Francia, l’ex mister dei giallorossi arrivò per sostituire Frank Passi che nelle prime 9 partite di campionato aveva trovato la vittoria solo 3 volte.

Dal calciomercato arrivarono due nomi per rinforzare la rosa: Dimitri Payet dal West Ham e, sempre dalla Premier League, il giovane Florian Thauvin dal Newcastle.

Con Garcia il Marsiglia si riprese, la squadra tornò a giocare a calcio e si qualificò in Europa League piazzandosi al quinto posto con 62 punti. Tanti giocatori di quella rosa con il passare del tempo hanno lasciato la Francia e sono atterrati in Italia, tra questi Maxime Lopez che ora milita nel Sassuolo, e Frank Zambo Anguissa, che Garcia ritroverà al Napoli.

Il secondo anno è stato quello che i tifosi del Les Phoceens ricordano con più piacere. In campionato l’OM conquistò il quarto posto totalizzando 77 punti e, in Europa, la formazione di Garcia raggiunse la finale di Europa League che perse contro l’Atletico Madrid.

In quella stagione arrivarono giocatori che riuscirono a dare esperienze al Marsiglia: l’attaccante 29enne greco Kastanos dal Benfica, e Luiz Gustavo dal Wolsburg. In quell’annata ci fu anche l’esplosione di Thauvin che, nel ruolo di esterno destro, terminò la stagione con 22 gol e 11 assist, migliorando i numeri dell’anno passato che recitavano 15 reti e 10 passaggi chiave. Inoltre, Garcia mise in mostra Zambo Anguissa che, dopo quella stagione, lasciò la Francia per andare in Premier League al Fulham. Gli inglesi versarono 24 milioni e mezzo nelle casse del club francese per assicurarsi le prestazioni del camerunense.

A differenza di Roma, dal primo al secondo anno, lo score in campionato di Garcia migliorò notevolmente e riuscì ad ottenere 15 punti in più rispetto la passata stagione.

L’ultimo anno di Garcia all’OM non fu molto entusiasmante. Il mercato consegnò al tecnico francese Mario Balotelli, che dopo l’esperienza al Nizza era rimasto svincolato, e Kevin Strootman, suo pupillo ai tempi della Roma.

Ma in quella stagione il Marsiglia non riuscì a migliorare i propri numeri, la Rosa aveva perso qualche elemento chiave nonostante rimanesse un organico che disponeva di individualità importanti. Eppure, l’OM concluse l’anno con 61 punti confermandosi la quinta potenza del campionato, ma il percorso nelle coppe lasciò molto a desiderare: eliminazione ai gironi di Europa League e, nella Coupe de France, il Marsiglia si fermò al terzo turno.

Analisi tattica: come giocava il Marsiglia di Garcia

La squadra di Garcia scendeva in campo con il 4-2-3-1. Cercava il palleggio e il giro palla costruendo dal portiere per poi sviluppare l’azione su uno dei 3 trequartisti o direttamente sull’attaccante, il quale a sua volta scaricava la palla su Payet, che cercava sulle corsie esterne la sovrapposizione dei terzini, dotati di una buona corsa e pronti a finalizzare l’azione con dei cross dal limite dell’area ad uscire alle spalle della difesa avversaria, e con attacco dello spazio da parte di uno dei trequartisti e dell’attaccante. Se gli avversari non permettevano la costruzione dal basso la soluzione era il lancio lungo per la testa di Ocampos e attacco sulla deviazione di testa, cercando così di conquistare palla ed attaccare immediatamente gli spazi con verticalizzazioni dirette.

Come giocava Anguissa con Garcia?

Come anticipato, Rudi Garcia al Napoli ritroverà Zambo Anguissa, centrocampista camerunense che ha lavorato con il tecnico francese nei primi due anni al Marsiglia. Durante la propria presentazione, il nuovo allenatore azzurro ha parlato così del numero 99:

“Anguissa? L’ho fatto esordire, lo conosco bene, è un po’ il mio piccolo anche se è una montagna fisicamente. Sono molto contento di ritrovarlo. Ha fatto veramente un salto di qualità dopo Marsiglia dove era molto giovane. Ha dimostrato di essere un uomo molto importante in campo e nello spogliatoio. Sono contento di ritrovarlo, sa che sarò ancora più esigente con lui”.

Rudi Gargia si è quindi mostrato entusiasta all’idea di poter allenare nuovamente Anguissa. Ma ai tempi del Marsiglia quali erano i compiti del camerunense con l’allenatore francese?

Zambo Anguissa ha fatto il suo esordio con la maglia dell’OM in Europa League il 17 settembre nella vittoria per 3-0 contro il  3-0 in casa del Groningen. Per il camerunense quella partita non è stata soltanto il debutto con la nuova squadra, ma anche l’inizio dell’avventura all’interno del mondo dei professionisti.

Con Garcia la titolarità arrivò subito, il primo anno Anguissa disputò 31 partite stagionali, di cui 27 di campionato e 4 nelle coppe. L’anno dopo il centrocampista collezionò 56 presenze tra Ligue 1, Europa Ligue, Coupe de Ligue e Coupe de France.

A Marsiglia Anguissa ha svolto svariati ruoli, ma Garcia preferiva metterlo davanti la difesa nel 4-2-3-1, zona di campo che gli ha fatto ricoprire anche Spalletti al suo primo anno di Napoli. Nelle due stagioni a Marsiglia Anguissa ha svariato per tutto il centrocampo ricoprendo anche i ruoli di mezz’ala nel 4-3-3 o addirittura interno nel 4-4-2 e nel 3-4-2-1.

In 87 partite con l’OM non arrivò nessun gol, ma soltanto un assist al primo anno in Ligue 1. Con Garcia il camerunense svolgeva compiti principalmente difensivi, di copertura e di recupero. Al Marsiglia Zambo era colui che dava equilibro al centrocampo alternando qualità con forza fisica, ciò che dovrà continuare a garantire anche a Napoli.

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