Immenso Osimhen. Roma 0 Napoli 1

Il Napoli espugna l'Olimpico grazie ad un super gol di Osimhen contro la Roma di Josè Mourinho.

Articolo di Luciano Scateni23/10/2022

“Core mio, core mio, la speranza nun costa gnente…”. Così i Vianella, con il loro accento di romani-romani. In lingua si può aggiunge che ‘la speranza è l’ultima a morire”. Il ritornello lo prende in prestito il Napoli, per la trasferta di stasera disseminata di ostacoli, primo fra tutti la consumata esperienza di Mourinho che guida una buona squadra e ha in Spinazzola, Pellegrini, Zaniolo e Abraham giocatori potenzialmente in grado di risolvere in positivo le partite.

In poche parole: alla fantastica striscia di vittorie del Napoli si oppone un ostacolo che potrebbe chiare la dimensione potenziale degli azzurri, del loro nuovo corso.


Voci della vigilia della vigilia raccontano l’attenzione speciale del tecnico giallorosso per opporsi alle incursioni ubriacanti di Kvaratskhelia ma è probabile che Spalletti ne sia consapevole e abbia inventato un’efficace contromisura.

Al miglior attacco della seria A degli azzurri, 25 gol, la Roma oppone i suoi 13. Nove quelli subìti dall’una e dall’altra. In palio c’è la conferma del primato in classifica degli azzurri, raggiunti momentaneamente dal Milan che ha strapazzato il Monza di Berlusconi e la cartina di tornasole per indagare le ambizioni dei romani di insediarsi nelle prime posizioni della ‘A’.

Un’assenza rilevante priva Murinho dell’estro geniale di Dybala, di Wijnaldum, Celik, Darboe. Spalletti dovrebbe rinunciare ancora alla potenza esplosiva di Anguiasa e alla conclamata efficacia difensiva di Rrahmani.

Probabilmente rinnoverà le alternative Raspadori-Osimhen, Mario Rui-Olivera, Politano Lozano. Per problemi muscolari in panchina manca Sirigu e c’è chi si chiede se c’è qualcosa da rivedere nella preparazione atletica del Napoli. Nel carniere degli azzurri sono 6 le vittorie in trasferta, tra campionato e Champions.

Dita incrociate, di chi spera nella settima. Purtroppo nello stadio olimpico solo tifo romanista. L’accesso allo stadio è interdetto ai napoletani per ‘motivi di ordine pubblico’, incredibile ipocrisia che denuncia l’incapacità del sistema calcio di prevenire e punire diversamente le ‘intemperanze’ violente della teppaglia che nulla ha in comune con lo sport. Arbitra il toscano Irrati, non proprio di ‘specchiate virtù’.

Fasi alterne al via e Zielinski no vede Lozano solo in posizione favorevole. Peccato. Roma aggressiva tra i giallorossi in evidenza Karsdorp. Pericoloso Zaniolo in area, fermato per fortuna da Juan Jesus. In difficoltà Ndombele pressato da Camara.

Ritmi lenti. Roma ruvida, determinata e nessun corridoio per le incursioni degli azzurri. Non è il solito Lobotka ed è un problema. Pressing asfissiante dei giallorossi. Possesso palla al 50%. In mezz’ora di gioco solo un tiro in porta di Zielinski parato da Rui Patricio, poi il nulla o quasi.

Cori razzisti dalla curva. Kvaratskhelia è bersagliato da falli ‘cattivi’. Il georgiano ci prova. Fallo su Dombele che vince un duello in area, si sconta con Rui Patricio. Rigore, secondo Irrati. Si consulta il VAR, Mourinho nega, Irrati ritorna fa marcia indietro. 5 minuto al 45esimo, Spalletti deluso.

L’interruzione quando il Napoli sembrava aver trovato il bandolo della matassa. Terzo angolo per la Roma senza esito. Attaccano i giallorossi, ma ci prova Lozano. Tiro debole, risponde Rui Patricio. 180 secondi di over time. Pellegrini e Camara paralizzano il gioco di Ndombele e Lobotka. Serve un’invenzione.

Spogliatoi, emozioni zero e l’interrogativo: troverà Spalletti la contromossa per bucare la diga organizzata da Mourinho? Per ora gioco bloccato, al rallentatore. Noia. Ndombele proprio non è Anguissa.

Appena al via della ripresa Lozano prova una conclusione vincente, Rui Patricio con un miracolo gli nega il gol. Spalletti prepara tre sostituzioni. Qualche incertezza difensiva degli azzurri preoccupa. Ci prova anche Kvara ma Smalling rimedia. Ndombele disastro. Per ora è vincente il dispositivo che tarpa le ali agli attaccanti azzurri. Elmas per Dombele, gli ultrà della Roma cantano “Vesuvio erutta”, come al solito impuniti. Elmas per Zielinski, tiro contrato dal solito Smalling e poco dopo Juan Jesus divora un gol facile, facile, a pochi passi da Rui Patricio.

Mourinho chiama in campo Belotti per Abraham. Dopo un pericolo per il Napoli sventato, ripartenza fulminea di Osimhen, destro forte, Rui Patricio chiude lo specchio della porta, pallone a lato. Politano per Lozano, Gaetano per Zielinski. 15 minuti al 90esimo.

L’imprevisto arriva con una fiondata imprendibile di Osimhen al fatidico minuto 81 a conclusione di un’azione lampo che ha trovato finalmente Smalling impreparato. Fuori Camara, Mancini, Karsdorp, dentro Matic, Vina, El Shaarawy, esce anche Spinazzola per Shomurodov. Il tutto per tutto di Mourinho.

Cinque minuti al 90esimo. Fiato sospeso di Spalletti, si agita il tecnico della Roma. Attesa per l’over time. 5 minuti decide Irrati. Azzurri a denti stretti.

Ultimi sessanta secondi. Tre fischi di Irrati, undicesima vittoria del Napoli e comando della classifica in solitudine. Ironia finale per la rabbia di Mourinho e il suo catenaccio saltato in aria.

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