Ma menomale che la corsa scudetto si è arrestata contro la Fiorentina

Dopo l'impresa di Bergamo, il Napoli ha scelto di spegnere l'interruttore e continuare il proprio cammino senza luce. Da tre giornate si brancola nel buio con una squadra che si è spogliata delle proprie responsabilità.

Articolo di Salvatore Esposito24/04/2022

© “EMPOLI” – FOTO MOSCA

Dopo l’impresa di Bergamo, il Napoli ha scelto di spegnere l’interruttore e di continuare il proprio cammino senza luce. Da tre giornate si brancola nel buio con una squadra che si è spogliata delle proprie responsabilità.

Che la partita non sarebbe stata sotto il controllo azzurro lo si percepisce già dal secondo minuto, quando su calcio d’angolo Pinamonti si divora un gol già fatto. Rrahmani, intanto, si è goduto lo spettacolo senza scomodarsi più di tanto.

Tanto possesso palla toscano, con un Napoli dal baricentro troppo alto. Il centrocampo, infatti, era molto vicino all’attacco. La difesa azzurra, invece, troppo distante dal resto della squadra. Spesso le linee della trequarti empolese erano libere, prive di marcature, e gli uomini di Andreazzoli passeggiavano senza disturbi. La mancanza di Lobotka si è sentita, ma non è una giustificazione. Serve, quanto prima, un’alternativa di gioco valida quando lo slovacco è lontano dal terreno di gioco.

Prezioso, sicuramente, il continuo stop and go di Dries Mertens. Il belga si è fatto carico della squadra, riceveva e smistava. Più volte, da regista avanzato puro, ha allargato a Lozano o filtrato lungo per Osimhen.

La palla che arrivava tra i piedi di Lozano, però, era destinata ad esser recuperata dai difensori dell’Empoli. Il messicano, infatti, non è mai stato accompagnato da Zanoli nelle fasi offensive. Il giovane classe 2000 deve scegliere cosa vuol fare da grande: il difensore centrale o il terzino? Non spinge mai, blocca la sua corsa a metà campo e serve i centrocampi o i difensori dietro la sua linea, non dà possibilità di manovra sulla sua fascia né crea un’alternativa alle incursioni di Mario Rui e Insigne sull’altro lato.

Mappa termica della partita di Zanoli

Il gol di Insigne sembra chiudere i conti: Anguissa intercetta un pallone e serve il capitano che, con un tiro di sinistro defilato, spiazza Vicario. Il numero 24 raggiunge Marek Hamsik al secondo posto nella classifica marcatori all time del Napoli: 121 gol. In più, Insigne conquista anche un particolare record, raggiunto nella storia azzurra solo da Maradona e Vojak: è il terzo calciatore a registrare la doppia cifra in 5 stagioni diverse. A Mertens manca un solo gol per rientrare in questa particolare classifica.

Però poi vi è il disastro: a pochi minuti dalla fine, in vantaggio prima di due gol, poi di uno, a che serve ostentare e costruire dal basso? Una papera di Meret condanna il risultato, ed il Napoli è costretto a fare gli straordinari. Gli azzurri si sbilanciano e subiscono il contropiede del 3-2. L’Empoli non vinceva da 16 giornate. Gli uomini di Andreazzoli non conquistavano i tre punti dal 12 dicembre, quando Cutrone castigò gli azzurri al Maradona. Ma menomale che la corsa scudetto si è conclusa due giornate fa. Che qualcuno ci dia delle spiegazioni, perché l’harakiri è clamoroso!