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E se la “cazzimma” di De Laurentiis diventasse un problema per il Napoli?

de laurentiis

Dopo il trionfale ultimo campionato del Napoli consacrato dalla conquista del terzo scudetto, Aurelio De Laurentiis è stato santificato da tutti, anche dai suoi detrattori e dai tanti tifosi che avevano criticato la sua ultima campagna acquisti.

Ma siamo sicuri che questo trionfale epilogo abbia trasformato il nostro presidente in un dirigente sempre più sagace e abile nel gestire la società?

Volendo fare una attenta disamina di quanto accaduto dopo la conquista dello scudetto dobbiamo ammettere, a malincuore, che non è tutt’oro quello che luccica e che questo ultimo successo possa aver sviluppato ulteriormente il suo ego ipertrofico.

Ma andiamo per ordine e concentriamoci sugli ultimi avvenimenti:

  • Sulla questione Spalletti-Nazionale il presidente del Napoli si è esposto con fermezza attraverso una nota ufficiale che ha messo alla berlina le fragilità della Federazione: “La penale non decadrà. Non è una questione di denaro, ma di principio”. Molti l’hanno interpretata però come la voglia di monetizzare sempre e con chiunque.
  • Nella stessa nota ufficiale ha criticato la Federazione sul contratto di Mancini. Un contratto che non può conoscere e con questa dichiarazione, da molti osservatori giudicata inopportuna, ha effettuato una invasione di campo, criticata ferocemente dal presidente Gabriele Gravina, che appena un anno prima lo aveva beneficiato cambiando le regole per far sì che preservasse la sua multiproprietà più a lungo del dovuto. E’ facile immaginare che il Presidente della FGCI non abbia gradito la cortesia ricevuta e che lo aspetterà pazientemente, seduto sulla riva del fiume, per ricambiarla appena le circostanze glielo consentiranno. Ci chiediamo: valeva la pena scatenare questo putiferio per soli 3 milioni di euro? Che ci sia anche una questione di principio contro Spalletti non ci sorprende, ma questa volta il nostro ha sparato con un cannone contro la quaglia, col rischio di non centrare la selvaggina ma di provocare solo “danni collaterali”.
  • Il rapporto incrinatosi con l’ “amico” Iervolino nel momento in cui ha convocato il suo allenatore Sousa “in gran segreto” senza nemmeno premunirsi di avvertirlo con una telefonata di cortesia.
  • L’avvalersi di una “strategia relazionale autentica, genuina, sarcastica e a tratti urticante” che, se può giovare alla crescita dei suoi 742mila follower su Twitter, rischia di alienargli la simpatia di molti altri. Valeva la pena esprimersi con una bestemmia contro un bambino che chiedeva un selfie con un calciatore allo stadio di Frosinone nella prima di campionato?
  • La trattativa con il Celta Vigo per il giovane e fortissimo talento Gabri Veiga è sintomatica di come la “cazzimma” possa incidere negativamente. Proprio quando l’accordo era stato praticamente raggiunto dalle due società, le visite mediche programmate e il volo già prenotato dal calciatore,  ADL (secondo alcuni esperti di mercato) ha provato in extremis a modificare alcune condizioni dell’accordo e, di conseguenza, Veiga non è partito e sono saltate le visite mediche. Ora, Gianluca Di Marzio scrive che, dopo essere stato a un passo dal trasferimento al Napoli, il centrocampista spagnolo Gabri Veiga, del Celta Vigo, è molto vicino all’approdo in Saudi Pro League, all’Al Ahli. La morale di questa cocente beffa è sempre quella di chi troppo vuole . . .

Il nostro Vincenzo Imperatore, profondo conoscitore e grande estimatore del patron, che ha analizzato il personaggio in questo libro, ha così scritto in questo articolo: “A ogni modo, punzecchiare, irridere e schernire può essere divertente, ma richiede un rilevante senso del limite. ”

Non ci resta che auspicare un salutare bagno di umiltà e di realismo al nostro Aurelio, al quale potrebbe giovargli una pausa di riflessione, lontano da microfoni e riflettori. Eviterebbe così eventuali passi falsi che i tanti nemici del Napoli si augurano per potersi rivalere, dopo una annata straordinaria, che li ha costretti ad ingerire grandi quantità di Maalox per digerire l’inaspettato scudetto partenopeo.

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